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Documenti da leggere con attenzione

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A proposito di documenti poco chiari, sul sito della Provincia, sotto la voce “Albo Pretorio” ho trovato il provvedimento n. 899 [N° 291/2014 del 26/02/2014 - Società Aimeri Ambiente s.r.l. con sede in Rozzano (MI) - Milanofiori Strada 4 - Palazzo Q6 - Comunicazione ai sensi dell'art. 12 del D.Lgs. 36/2003 di approvazione della chiusura definitiva dell'impianto di discarica "Ponticelli" sita nel Comune di Imper] pubblicato lo scorso 27 febbraio e che verrà depubblicato domani [perciò l'ho salvato].
Cliccate su Allegato n. 1 e Atto n. 291/2014 firmato dal dirigente Enrico Lauretti e poi ditemi cosa ci avete capito perché io, nella mia ignoranza, penso che significhi “mettiamoci una bella pietra sopra”. E probabilmente mi sbaglio.

Scritto da Angelo Amoretti

13 marzo, 2014 alle 19:25

La speranza è l’ultima a morire

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Forse c’è la possibilità che i dipendenti dell’Agnesi vengano “salvati”. Lo scrive Diego David sul Secolo XIX di ieri in questo articolo che riporto a beneficio di chi se lo fosse perso:

Il pastificio Agnesi è in vendita. La salvezza per i 130 lavoratori imperiesi, dopo la chiusura definitiva dello storico mulino avvenuta a fine febbraio e la cassa integrazione per ventuno addetti, potrebbe arrivare dalla Spagna. Un gruppo agroalimentare iberico, infatti, ha fatto pervenire al patron Angelo Colussi una offerta di acquisto comprendente lo stabilimento di via Schiva a Oneglia e anche il comparto riseria che fa capo al marchio umbro che dispone di due centri di produzione a Valle Lomellina in provincia di Pavia dove viene confezionato il riso “Flora”.
La proposta parrebbe seria e sarebbe stata presa in seria considerazione da Colussi che, però, non vorrebbe privarsi degli stabilimenti di Belgorod in Russia entrati nel mirino degli spagnoli che hanno posto come condizione l’acquisto dell’intero “pacchetto pasta” sia di quella prodotta in Italiano che in Russia. Le resistenze deriverebbero dal fatto che Angelo Colussi e i suoi soci russi,a capo di società leader nel dell’Est dove la pasta Agnesi è presente dal 2009, considerano strategici gli impianti di Belgorod, potendo disporre di un già ricco mercato in fase di espansione oltreché della materia prima, il grano duro. E le tensioni internazionali certo non aiutano.
Nel frattempo è tramontata, invece, un’altra trattativa nata negli ultimi tempi, quella con la Kimbo. I dirigenti dell’azienda napoletana del caffè avrebbero voluto acquistare anche, insieme all’Agnesi, una nota e storicaazienda olearia imperiese che ha la sua unità produttiva nell’immediato entroterra, ma le offerte sarebbero risultate, in definitiva, troppo basse, sia per Colussi che per l’acquisto dell’oleificio.
Il Gruppo Colussi al tavolo di crisi in Regione tenuto nelle scorse settimane, alla presenza del rappresentanti del Comune, della Provincia di Imperia e dei sindacati, ha garantito che manterrà la sua presenza nel capoluogo fino alla fine dell’anno, ma per il 2015 non ci sono certezze. Una situazione che preoccupa non poco lavoratori, sindacati e istituzioni. Il sindaco Carlo Capacci e l’assessore alle attività produttive Enrica Fresia, ma anche il presidente della Provincia Luigi Sappa, hanno garantito il massimo impegno per l’attivazione entro breve tempo del Distretto agroalimentare, dal quale potrebbe arrivare a Colussi l’“ossigeno” necessario per rilanciare da sola il polo produttivo di Oneglia. L’altra carta, non meno interessante, che Capacci ha in mano è, però, quella che chiama in causa il progetto edilizio “La Porta del Mare” presentato dal Gruppo Colussi destinato a sorgere a fianco dell’attuale stabilimento di fronte alle Ferriere.
Angelo Colussi la scorsa estate ha richiesto un ampliamento della porzione residenziale che il Comune non ha intenzione di concedere se non dietro precise garanzie di permanenza dei livelli produttivi e occupazionali del gruppo di Perugia nel capoluogo.
Intanto, entro i primi giorni della settimana, è atteso a Imperia l’arrivo di Sergio Moriconi, responsabile del personale del Gruppo Colussi. I sindacati chiederanno al manager l’applicazione della cassa integrazione a rotazione. Ma i segnali che giungono dalla proprietà vanno in senso opposto: anche per la seconda settimana sono stati confermati in “cassa” gli stessi ventuno lavoratori: diciassette sono addetti al confezionamento, due in forza ai forni e solo due del mulino appena chiuso. I sindacati chiederanno a Moriconi informazioni a proposito delle strategie di rilancio del gruppo e della produzione nello stabilimento imperiese e ribadiranno la loro ferma opposizione a una cassa integrazione che non preveda una rotazione tra i lavoratori.

Diego David – Il Secolo XIX, 9 marzo 2014

Scritto da Angelo Amoretti

10 marzo, 2014 alle 11:53

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Come capire Imperia

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L’autore della mail che ho pubblicato qualche giorno fa a proposito dell’Agnesi, ieri mi ha confessato di esserci rimasto male nel constatare che i politici nostrani non abbiano ancora detto una parola sulla questione.
Lo stesso è successo a me a proposito del post precedente a questo.
Ma in fondo non mi stupisco più di tanto perché piano piano sto per conoscerla meglio, la mia città, anche se non riuscirò mai a conoscerla come in effetti è perché la sua grandissima qualità è sempre stata quella di sapersi ben mascherare per cui non si capisce se è così per caso o per il disegno di qualcuno, buttato giù nel secolo scorso, quando, tanto per dirne una, durante il ventennio erano quasi tutti fascisti e dopo l’8 settembre non lo era quasi più nessuno, salvo mantenere le posizioni che avevano quando c’era il Duce.
Un ottimo sistema per farsi un’idea è quello di guardare con attenzione le foto pubblicate dai portali online in occasione di qualche evento importante, tipo un funerale o la processione dei Santi Patroni [a San Giovanni c'è il must].
Osservate bene le foto e ci troverete, tutti insieme, più o meno appassionatamente, i burattini e, forse, qualche burattinaio, della città.
Quando le avrete viste tutte e vi sarete fatti un piccolo ragionamento, sarete già a buon punto.
La foto qua sotto, che m’inquieta non poco, è tratta da Sanremonews ed è stata scattata al funerale del compianto onorevole Manfredo Manfredi, il 15 febbraio dell’anno scorso.
Ma sono più interessanti tutte le altre che trovate su google immagini.

Scritto da Angelo Amoretti

5 marzo, 2014 alle 18:42

Giù le mani dalla Polizia!

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La tabella qui sotto, ripresa da Il Secolo XIX, indica gli uffici in Liguria della Polizia che verrebbero soppressi dal “tagliatore di teste” [come lo chiama nell'articolo il giornalista Traverso e che in realtà corrisponde al nome di Angelino Alfano, guarda che strano] :

e il SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) ha rilasciato il seguente comunicato che copio dal quotidiano di Genova:

Invece di procedere verso un progetto concertato di rivisitazione sul territorio della dislocazione degli uffici di Polizia, Carabinieri e Finanza, il dipartimento di pubblica sicurezza vuole chiudere le sezioni di Polstrada e Polfer di Sanremo, la squadra Nautica, alla Polposte e alla Polfer di Imperia nonché accorpare il settore di Polizia di Frontiera Frontiera terrestre di Ventimiglia con il locale commissariato. Se ciò dovesse avvenire, indubbie professionalità e specializzazioni verrebbero a mancare. Immaginate se a Imperia non vi fossero gli agenti specializzati della Polizia delle Telecomunicazioni che hanno, in questi decenni, sempre garantito al cittadino un efficace presidio di contrasto alla criminalità di tipo tecnologico e non solo, ricevendo encomi e la fiducia incondizionata della locale autorità giudiziaria. Che dire della chiusura dei posti Polfer di Oneglia e Sanremo che lascerebbero i passeggeri sui treni, tra Savona e Ventimiglia, privi di un posto di polizia per chiedere assistenza piuttosto che denunciare un crimine in atto o subito? Non ultima la Polizia Stradale imperiese che, già oggi, soffre di una mancanza di personale pari a il 30 in meno di quello previsto.

Sappiamo tutti quanto sia stato utile alla città e alla Giustizia Ivan Bracco, il comandante della Polposte di Imperia, e credo non ci sia altro da aggiungere se non che il governo valuti bene la questione, prima di procedere.

Scritto da Angelo Amoretti

4 marzo, 2014 alle 16:38

Stiamo perdendo l’Agnesi e nessuno si muove

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Ricevo una mail che pubblico più sotto con piacere.
“Lanciare il sasso”, come dice chi mi scrive, costa poco e ci proviamo.
Questa mattina parlavo proprio con uno dei dodici dipendenti che da lunedì staranno a casa in cassa integrazione e gli chiedevo se i sindacati hanno intenzione di fare qualcosa. Non ha saputo darmi risposta, ma leggo su Imperiapost che “c’è grande preoccupazione tra i sindacati, pronti a dare battaglia nel caso in cui si tratti di tagli ulteriori al personale“.
Se è la battaglia che intrapresero ai tempo della chiusura della S.A.I.R.O., è già persa in partenza. E pensare che i presupposti sarebbero diversi: la raffineria era in fallimento, Agnesi ancora no.
Questa città si muove solo se si mette la mano in tasca ai commercianti e ci vogliono i forconi e quattro fascistelli, peraltro venuti da fuori, per fare un po’ di rumore.
Vediamo se qualcuno saprà organizzare qualcosa di serio al di là dei soliti patetici comunicati stampa.

Ciao Angelo,

ho appena letto l’ennesima cattiva notizia sul fronte Agnesi e mi pare ormai ovvio che al Gruppo Colussi non freghi niente dell’azienda e del marchio, basta vedere come stanno promuovendo su facebook Riso Flora e Misura e come Agnesi.
Detto questo, non riesco proprio a capire l’immobilismo di chi ci lavora e più in generale degli imperiesi, che stanno a guardare la candela spegnersi, mentre dovrebbero provare a chiedere a Colussi le chiavi dello stabilimento e provare a rilanciare il marchio. Visto che il gruppo Colussi non crede più nel marchio, sempre che ci abbia mai creduto, penso che una cifra simbolica potrebbe bastare.
Pensi che possa valere la pena “lanciare il sasso” attraverso ImperiaParla?
Un caro saluto.

P.C.

Scritto da Angelo Amoretti

28 febbraio, 2014 alle 18:03

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Montegrazie e Padre Valter Arrigoni

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Padre Valter Arrigoni è il sacerdote di Montegrazie, ridente borgo della Val Prino, nonché frazione di Imperia.
Non è di queste parti e lo scorso 18 febbraio ha partecipato a una trasmissione dal titolo “L’altra Campana” dell’emittente Tele Blu di Foggia.
Tra le altre cose, che si possono ascoltare cliccando qui, ha detto una notevole quantità di inesattezze sul paese dove esercita la sua professione e la nostra città.
Chiamarle inesattezze è un eufemismo, tant’è vero che su Facebook diversi abitanti, nativi della frazione, si sono alquanto indignati e sentiti diffamati.
Infatti a un certo punto Padre Arrigoni dice che Montegrazie conta 97 residenti, che i pochissimi bambini che ci abitano non sono battezzati, che molte coppie sotto i sessant’anni non sono neppure sposate e che c’è perfino un pedofilo.
Straparla di suicidi (secondo lui in dieci anni ce ne sono stati quattro) e omicidi: insomma, disegna un quadretto del paese che non corrisponde affatto alla realtà e alcuni facebookiani di Montegrazie si sono giustamente scandalizzati.
Più in là si lascia andare in una specie di esaltazione di Claudio Scajola, dicendo, tra l’altro, che grazie a lui abbiamo il porto più bello del Mediterraneo, l’aeroporto di Albenga e il raddoppio della ferrovia.
Dal momento che in trasmissione non c’era un interlocutore e che la conduttrice probabilmente sa poco di Imperia e Montegrazie, si chiede che:
1) Padre Arrigoni si scusi, dal pulpito, con i suoi parrocchiani, gli abitanti del paese e i cittadini di Imperia;
2) Il Sindaco, con gli Assessori alle Frazioni e al Turismo, scriva una discreta, sobria, richiesta di rettifica a Tele Blu, chiedendo che il comunicato venga letto nella prossima puntanta de “L’altra campana”.

Qualcuno storcerà il naso pensando che in fondo si tratta di una TV locale, ma il video è su YouTube e sebbene ad oggi sia stato visto solo 174 volte, dal punto di vista turistico, non è un bel biglietto da visita.
Mi si chiederà come mai ho scritto questo post e il motivo è presto detto.
Sono particolarmente affezionato a Montegrazie dove ho alcuni amici e dove, fino all’età della ragione, ogni anno, mi recavo in pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora delle Grazie per cui ai suoi abitanti va tutta la mia solidarietà perché, ne sono certo, non corrispondono alla descrizione fatta da Padre Arrigoni.

Scritto da Angelo Amoretti

22 febbraio, 2014 alle 21:42

Carpe Diem [e Orate Fratres]

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Ricevo e pubblico:

Caro Sig. Amoretti,
già in un passato piuttosto lontano abbiamo avuto relazioni esclusivamente attraverso il suo eccellente blog nel quale facevo alcune considerazioni.
Dopo molto tempo vorrei, se lei me lo concederà, scriverLe in merito ad una sola questione: Servizi Sociali.
Ho frequentato per un periodo limitato, e vorrei ben vedere, il Centro Intergenerazionale denominato Carpe Diem unitamente a mia moglie.
Nella pratica di iscrizione, 25,00 se non ricordo male, non ho dichiarato di essere un ex avvocato di Milano: ho da sempre avuto una certa avversione, malgrado tutto per i “professionisti”.
Ritenevo che le attività didattiche avessero un senso sociale, organizzate, conoscitive, ecc. Credevo, altresì, che ci fosse una gestione efficiente, con proposte che si distaccassero dal gioco della scala 40, del burraco, del fare la maglia o nozioni di computer.
Le dicevo della nostra limitata presenza. La mia assenza, come dire, mi ha riportato alla “professione”.
I programmi didattici dovrebbero essere concordati da una funzionaria del Settore V° in stretta connessione con il Comitato del Centro stesso.
La Cooperativa “Goccia” con sede in via Piani, 1 percepisce 4.000,00 al mese, con queste attribuzioni, in ragione di delibere di giunta e determine dirigenziali reiterate (La cooperativa si é costituita nel dicembre 2008 e assunto l’incarico nel febbraio 2009): aprire la porta, accendere le luci, chiudere la porta, spengere le luci, vigilanza.
Le pulizie vengono effettuate tre volte la settimane e non gratuitamente.

Ora, vede é giocoforza chiedersi come mai, perché? Non desidero rispondere a domande stupide con risposte scontate.
A 75 anni é preferibile fare delle passeggiate e leggere buoni libri.

Con stima

Gualtiero Verdino

P.S. La determinazione a cui fare riferimento è la seguente:

Determinazione dirigenziale n. 0872 del 04/06/2013

OGGETTO: AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE DEL CENTRO

INTERGENERAZIONALE PER ANZIANI E MINORI “CARPE DIEM”

ALLA COOP. ONLUS “GOCCIA” E RELATIVO I MPEGNO DI SPESA

PER IL PERIODO LUGLIO/DICEMBRE 2013.

(Via Piani, 1)

Scritto da Angelo Amoretti

21 febbraio, 2014 alle 15:30

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Si stava meglio quando si stava peggio?

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GARA PER LA RACCOLTA RIFIUTI A IMPERIA: DDA E PROCURA DI BARI APRONO FASCICOLO
Mafia, sotto inchiesta la ditta del maxi appalto
Gli inquirenti sospettano collegamenti con la criminalità organizzata

La Direzione distrettuale antimafia e la Procura di Bari hanno avviato un’indagine sulla società Tra.de.co srl di Altamura che si è appena aggiudicata in provincia di Imperia il mega appalto relativo alla gara di affidamento del servizio di nettezza urbana del capoluogo e che riguarda anche i comuni del subambito.
Un affaire da 93milioni di euro (appalto della durata di 7 anni) e che ha, appunto, visto come unica azienda offerente, proprio la Tra.de.co, finita più volte in Puglia nel mirino degli inquirenti.
L’indagine riguarda soprattutto i presunti rapporti che legherebbero la società che fa capo a Carlo Dante Columella, già coinvolto in altre inchieste giudiziarie con la malavita organizzata. Si cercano elementi a conferma dei sospetti.
La Tra.de.co più volte, anche indirettamente, è stata sottoposta ad indagini, non ultima quella condotta in questi giorni dai carabinieri del Noe su ordine del sostituto procuratore della Dda Desireée Digeronimo. I militari si sono recati, infatti, in Comune ad Altamura, come sottolinea La Gazzetta del Mezzogiorno, comune per il quale laTra.de.co opera come appaltatrice del settore rifiuti. Sarebbe stata acquisita una nutrita documentazione relativa all’appalto rifiuti che ha preso il via il 30gennaio del 2002 ed è scaduto il 17 febbraio scorso.Indirettamente laTra.de.co era finita nel ciclone giudiziario anche il 21 maggio del 2008 quando lo stesso magistrato Digeronimo dispose gli arrestidomiciliari per due degli esponenti principali della società Viri, che all’epoca faceva parte del gruppo Tra.de.co. E le accuse mosse nei loro confronti riguardavano turbativa d’asta, corruzione, rivelazione di segreti d’ufficio, falsità materiale in atti pubblici.
I carabinieri del Noe,come detto, si sono recati negli uffici comunali di Altamura per acquisire atti predisposti dall’amministrazione del sindaco Mario Stacca per la gestione dei rifiuti pubblici.Gestione che ha spaccato di recente lo stesso gruppo politico del sindaco mentre il centrosinistra ne ha chiesto le dimissioni.
La Tra.de.co, dal cantosuo, ha diffidato il Comune avviando un contenzioso. In pratica la società contesta all’amministrazione Stacca di non aver rispettato alla data di scadenza il contratto stipulato con i lComune di Altamura che le consentiva di proseguire il servizio «per un periodo di sei mesi» alle stesse condizioni vigenti qualora il Comune alla scadenza contrattuale non avesse aggiudicato di nuovo l’appalto. Il servizio non è stato ancora riaffidato, ma il Comune ha deciso di prorogare alla Tra.de.co per soli 60 giorni l’appalto, ma anche di riassegnare l’incarico per un anno, in attesa di un nuovo appalto, alla ditta che farà l’offerta più bassa. E sono cinque le imprese che hanno chiesto di partecipare, ma il loro nominativo è tenuto segreto per evitare una turbativa d’asta.
Fatto è che la questione rifiuti e i presunti legami della Tra.de.co con personaggi sopra le righe appaiono poco chiari alla Dda che ha inviato a palazzo i carabinieri che già stavano monitorando la Tra.de.co.
Tutto questo mentre il sindaco di Imperia Paolo Strescino ha anticipato la commissione, che si riunirà il 15 marzo per valutare se l’offerta della Tra.de.co rispetta i criteri imposti dal Comune, ed ha avviato l’applicazione del protocollo della legalità.Toccherà ora alla Prefettura valutare la documentazione relativa al mega appalto dei rifiuti e verificare la posizione degli imprenditori pugliesi.

Questo articolo, firmato da Loredana Demer, uscì su Il Secolo XIX del 28 febbraio 2012 e Paolo Strescino, che all’epoca era Sindaco, dalle pagine dello stesso quotidiano, dichiarava: “Assumeremo tutte le informazioni relative alla società faremo in maniera trasparente tutti i passaggi necessari per garantire alla città la miglior soluzione possibile“.
Il giorno dopo il titolare della Tra.de.co., Carlo Dante Columella, in una intervista rilasciata alla Demer, diceva che la società non ha alcun legame con la malavita organizzata e visto che oggi la Tra.de.co. si occupa della raccolta della rumenta, se ne deduce che le indagini della Prefettura diedero buon esito.
Ma il punto è un altro: non riesco a trovare una dichiarazione in merito da parte di chi era in consiglio comunale o in Giunta e che oggi sbraita tanto per far vedere che c’è.
Qualcuno sa indicarmi un link o una fonte che possa essermi di aiuto?
Grazie.

Scritto da Angelo Amoretti

18 febbraio, 2014 alle 18:01

Pubblicato in Ambiente, Attualità

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Solidarietà a Christian Abbondanza [Casa della Legalità]

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Mi associo alla solidarietà di Libera Liguria a Christian Abbondanza, uno che si batte contro tutte le mafie, e ne approfitto per chiedere loro se magari, visti i buoni rapporti che hanno con la  Regione, non sia possibile metterci una buona parola per fargli avere la scorta.
Grazie.

Dallo scorso 19 dicembre si sta svolgendo, davanti al tribunale collegiale di Imperia, il processo per mafia che vede alla sbarra i 36 imputati dell’operazione “La Svolta” contro la criminalità organizzata nel Ponente della Liguria, che il 3 dicembre del 2012 portò in carcere 15 persone.
Nel corso del processo, magistrati, testimoni e Christian Abbondanza, presidente della Casa della Legalità, presente tra il pubblico, sono stati oggetto di minacce e intimidazioni.
Libera Liguria esprime loro la propria solidarietà e ribadisce la fiducia che lo Stato, in tutte le sue componenti, proseguirà nei propri compiti di tutela della Legge.
Libera Liguria

Scritto da Angelo Amoretti

4 febbraio, 2014 alle 15:51

Come sono umani in Provincia!

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E utilizziamo fuori Gianni Giuliano, non lo può veder nessuno, perché gli dicono che Gianni Giuliano non ha risolto nessuno dei problemi della Provincia per otto anni, ti dicono. Cosa fai? E lo metti adesso a dire lui, che bisogna risolvere il problema dei rifiuti, o dell’acqua, capisci?
Intercettazione Scajola-Leone, 20 ottobre 2010

E’ notizia di qualche giorno fa [Il Secolo XIX del 24 gennaio 2014] che i tredici dirigenti della Provincia rinunceranno ai buoni pasto aziendale.
Oggi si viene a sapere che la Provincia rinuncerà alle trasferte considerate “inutili”, cioè a quelle che, stando a quanto si legge su Il Secolo XIX, “finora hanno dato risultati positivi.
Sono due belle notizie e aspetto, tra le altre cose, che i dirigenti si dimezzino lo stipendio.
In ogni caso qualcosa sta cambiando rispetto all’era Giuliano.
Quando c’era lui, per esempio, nel 2009, l’ing. Alessandro Barla, funzionario del Comune di Imperia, fu chiamato dall’Amministrazione Provinciale con la modalità del “comando parziale” senza alcuna procedura concorsuale, a dirigere il Settore Ambiente della Provincia. L’atto amministrativo con cui fu chiamato è la Deliberazione di Giunta Provinciale n.449 del 11.11.2009, predisposta dall’allora Segretario e Direttore Generale dott. Giorgio Negro.
E le domande sorgono spontanee:
1) Perché fu chiamato un tecnico di un’altra Amministrazione, gravando ulteriormente sulle già scarse risorse economiche della Provincia, senza attingere ai numerosi funzionari interni, già dipendenti provinciali?
2) Perché l’ing. Barla, che in Comune era, ed è tuttora, inquadrato come funzionario con uno stipendio pari a circa 35.000 euri annui, in Provincia venne pagato come Dirigente e uno stipendio pari a circa 75.000 euro lordi annui?

Scritto da Angelo Amoretti

27 gennaio, 2014 alle 12:48