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Regionali 2015: la campagna elettorale si fa anche così

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Quella che vedete qua sotto è Alice Salvatore, la trentunenne candidata per il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni regionali che, con un colpo di genio, sono state fissate da Renzi per il 31 di maggio (c’è il ponte del 2 giugno per la festa di quello che rimane della Repubblica Italiana e il governo ha pensato a quella data lì: avranno pensato che tra il mare e i monti, meno persone andranno a votare, meglio sarà. Non pensavo, solito ingenuo, che ci sottovalutassero fino a quel punto, ma tant’è…)
La Salvatore è una tipa combattiva: non so sul territorio perché non mi metto certo a seguirla, ma di certo sui social.

Alice Salvatore
Foto di Fulvio Martinoia

Qualche giorno fa sul sito della Casa della Legalità è venuto fuori che tra i sostenitori di Raffaella Paita alle primarie del PD, c’era anche il signor Paolo Cassani, un prestanome dei Gullace [qui c'è la documentazione] e la Salvatore, sulla sua pagina FB ha pubblicato questo:

Poi il signor Cassani è stato allontanato dal PD, ma la frittata era fatta.
Non conosco ancora il programma del Movimento 5 Stelle e cercherò di provvedere in fretta, ma ora come ora la Salvatore mi pare l’unica che ce la stia mettendo tutta per rendere meno facile la vittoria della candidata del PD e se all’orizzonte non vedrò svegliarsi qualcosa di nuovo, resterà la mia candidata preferita.

Scritto da Angelo Amoretti

15 marzo, 2015 alle 21:38

Raffaella Paita e le immagini del duce

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Oggi Raffaella Paita ha twittato quanto segue:

Detto che Salvini e quelli della Lega non mi sono particolarmente simpatici [per usare un eufemismo] e che anche io mi auguro che non ci siano immagini del duce né croci celtiche, mi domando se l’aspirante governatrice della nostra Liguria, abbia ascoltato il discorso di Salvini in Piazza del Popolo o se si sia limitata a vedere le foto pubblicate dai quotidiani servi del regime.
All’occorrenza, il discorso può essere riascoltato qua.
E penso che, più o meno, Salvini abbia detto quel che direbbe una sinistra di opposizione, se esistesse.
Perché continuare a fare i puri e a voltare la faccia da un’altra parte?
Salvini ha detto che Renzi è un burattino di Bruxelles e non ha forse detto il vero?
Cercate di capirlo: il Partito Democratico di Renzi [e quindi tutti i renziani a livello comunale e regionale] sta completando l’opera di Monti e Letta: quella di portarci alla povertà e alla rovina, come viene loro ordinato da Mario Draghi e Angela Merkel, basta leggere i quotidiani [pochi] o i blog [pochissimi] non asserviti.
Devo ancora capire se in quel partito se ne rendono conto oppure, pur di avere una poltroncina in consiglio regionale [ma anche in quelli comunali] fanno finta di no.
E’ in ballo il futuro dei nostri figli e un partito asservito alle superlogge massoniche non può garantircelo. Come non può garantircelo chi appoggia la Paita con liste diverse.
Come ho scritto su Facebook – chi è tra i miei amici lo sa – ho iniziato da qualche giorno la mia campagna ufficiale contro il Partito Democratico, la Paita e tutti quelli che l’appoggiano e sono ancora in attesa che un’altra opposizione si faccia vedere perché al momento non sono pervenuti segnali concreti.
Non parliamo di quello che è stato fatto in Liguria, sennò andremmo troppo lontano, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti

Scritto da Angelo Amoretti

6 marzo, 2015 alle 21:10

Pasquale Indulgenza interviene sulla vicenda del porto turistico

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Ricevo e pubblico con piacere:

Conosciute le motivazioni della sentenza di Torino sulla vicenda del porto turistico di Imperia, è immediatamente partito, con perfetta sequenza, il ‘fuoco di fila’ delle dichiarazioni rese dal consigliere comunale Fossati, dal suo collega e sommo agiografo Ranise, dal consigliere regionale di Forza Italia Marco Scajola e, da ultimo, dal ‘Conte Zio’ in persona. Questi, stando a quanto si legge, ha addirittura tenuto le sue indignate e ferme considerazioni in occasione del procedimento che lo vede imputato per finanziamento illecito in relazione ai lavori presso la magione di famiglia. In buona sostanza, la tesi comune, sostenuta e ripetuta con la veemenza tipica dei giusti, è che coloro che a suo tempo manovrarono per bloccare i lavori del porto erano mossi da una sorta di maligna attitudine retrograda e dalla cinica volontà di approfittarsi delle favorevoli circostanze per ’sovvertire’ gli assetti politici locali.
La cosa incredibile e incresciosa, di questo glorioso ‘ritorno’, è che esso rischia di produrre i suoi attesi effetti propagandistici nell’opinione pubblica non tanto per la robustezza dei suoi argomenti, quanto dall’estrema debolezza delle confutazioni e dall’incoerenza politica delle forze che in teoria gli si dovrebbero opporre. Con la tiritera di sempre, infatti, si torna ad enfatizzare le ‘magnifiche sorti e progressive’ del “porto più bello del Mediterraneo” e del frizzante modello di sviluppo disegnato intorno ad esso, ‘glissando’ totalmente, oltre che sulla logica privatistica dell’operazione e sugli aspetti comunque controversi dei costi sostenuti e delle contabilità, sul colossale sovradimensionamento della struttura – frutto assurdo concepito da menti tanto megalomani quanto provinciali -, sui clamorosi ritardi, a cantiere aperto, nella realizzazione delle opere, sulla pessima qualità della più parte di esse, oggi impietosamente sotto gli occhi di tutti, sul chiaro carattere speculativo delle stecche residenziali nel cuore dello scalo, sull’affossamento del porto commerciale di Oneglia e delle sue attività, prodromo dello smantellamento e della chiusura dell’Agnesi che si stanno consumando in questi giorni, sulle modalità di realizzazione della spiaggia artificiale, rispetto alle quali è tuttora aperto un procedimento per ipotizzato inquinamento e danno ambientale.
Il punto è che a questo contrattacco, tanto vibrante nei toni quanto elusivo nella sostanza, si risponde flebilmente, con un Sindaco in carica che non trova di meglio, per ‘ribattere’ al ‘giovane’ Scajola, che evidenziargli la contraddittorietà del suo argomentare, dimentico del fatto che a suo tempo il Gruppo del PdL condivise la mozione per chiudere, nel pieno della bufera, con l’Amministrazione retta dal Suo attuale Assessore alla Cultura, al Turismo e alle Manifestazioni Strescino, l’ex Primo Cittadino graziosamente paragonato ad un “Paperino” ’scelto dal mazzo’ proprio dai più alti e nobili livelli della Destra locale. Se le parole del Sindaco-imprenditore costituiscono almeno un pronunciamento, ancorché meramente retorico, tristissima risulta l’assenza di una replica di contenuto da parte del fronte attualmente governante e, in primis, del suo perno principale, il PD, che sembra aver abbandonato del tutto lo spirito e le ragioni di una battaglia politica, culturale e civile, della quale pure si era autoreferenzialmente qualificato come esclusivo attore pubblicando e spargendo dappertutto un suo patinato quadernetto celebrativo.
Ma non c’è granché da meravigliarsi, se pensiamo che, in questo scorcio iniziale ma già maturo di campagna per le Regionali, si parla tranquillamente, nelle cronache come nei conciliaboli, di un altro ambizioso ritorno, proprio nell’ambito dello schieramento burlandian-paitiano, di un uomo come l’ineffabile Luca Lanteri, già super assessore ai Porti, all’Edilizia Privata e all’Urbanistica nel pieno dell’ ‘Età dell’Oro’ Imperiese. Lo stesso amministratore-politico che qualche anno fa candidamente ricordava il famoso volo in elicottero, presenti a bordo, con lui ed un ministro della Repubblica, Caltagirone e Fiorani (Ricordate? Il gran banchiere dei “furbetti del quartierino”), per guardare insieme dall’alto, con debita visione panoramica, le grandi e mirabili opportunità di sviluppo della città.
Speriamo solo che la memoria e la coscienza degli Imperiesi sappia ancora sostituirsi, con la fermezza e la nettezza che sarebbe lecito aspettarsi da cittadini consapevoli a fronte di un esito così surreale e mortificante, alla risposta che gli attori politici democratici dovrebbero per primi assicurare all’etica pubblica e ad una diversa, coerente visione del bene comune.

Pasquale Indulgenza

Scritto da Angelo Amoretti

11 febbraio, 2015 alle 8:47

Pubblicato in Politica

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Fossati [Imperia Riparte]: il libro bianco del PD sul porto è da cestinare

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Il consigliere Giuseppe Fossati [Imperia Riparte] ha commentato le motivazioni della sentenza del processo di Torino sul porto che ha visto tutti gli imputati assolti ed è arrivato a svariate conclusioni tra cui, questa: “ In ogni caso, credo di poter dire che chi avesse ancora in casa il “libro bianco del PD” sul Porto, zeppo di ricostruzioni di parte e tesi giuridiche strampalate, può ormai cestinarlo, sostituirlo con la sentenza e ragionare su dati oggettivi in merito alle responsabilità giuridiche e politiche di chi ha provocato e cavalcato politicamente questo disastro“.
Atteso che Fossati possa aver ragione, sarebbe interessante sapere cosa ne pensano Giuseppe Zagarella, Paolo Verda, Carla Nattero e Pasquale Indulgenza, visto che quel Libro Bianco è il risultato delle loro ricerche.

Scritto da Angelo Amoretti

9 febbraio, 2015 alle 15:55

ISAH e FICA: tutti accontentati

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Preso dalla vicenda primarie, mi ero fatto sfuggire la questione delle nomine nei consigli di amministrazione dell’ISAH [Centro di riabilitazione polivalente] e della FICA [Fondazione Istituto Cristoforo Anselmi] che gestisce l’asilo di Caramagna. Ed è stato un peccato perché, purtroppo, con il massimo rispetto dei nominati e del nominante, la faccenda dimostra che il vento non è poi così tanto cambiato.
La distribuzione dei “posti” – meno male che sono a titolo gratuito, altrimenti ci sarebbe poco da ridere – è la classica dimostrazione che il famoso manuale Cencelli di democratica e cristiana memoria, è ancora nei cassetti di qualcuno.
Voglio pensare che non sia in quelli di Capacci, ma, al limite, in quelli di qualcuno che magari non trovi neppure in Comune, ma tant’è: presidente dell’Isah è stato nominato Stefano Pugi che per Strescino andrebbe a perdersi.
Non dubito che Pugi, avendo fatto il bagnino in un hotel prima e in una spiaggia privata poi, pulendo, tra una cosa e l’altra, qualche cabina, abbia l’esperienza adatta per fare il presidente di qualcosa, ma insomma, forse si poteva trovare qualcuno con qualche competenza in più.
Certo che, comunque, farà il suo lavoro come Dio (o Strescino) comanda, lo saluto cordialmente e gli auguro buona presidenza. Ciao, Pugi ti vedevo meglio alla FICA, comunque!
Il contentino è stato dato anche alla mitica Tiziana Martini, del Partito Democratico.
E’ mitica perché è renziana della prima ora (qualcuno però le dica che il fenomeno fiorentino ha vinto le primarie perché ancora ieri, sottolineo ieri, mi è arrivato l’invito a cliccare “mi piace” sulla pagina Facebook “Imperia per Matteo Renzi” che ha raggiunto la ragguardevole cifra di 75 likes) e alle comunali correva in coppia con Beppe Franciosi (ai tempi un socialdemocratico “usa e getta”, ora pare che abbia capito come funziona): solo che lei ha avuto 136 preferenze, Beppe (che peraltro fu uno dei primi, se non il primo, a scaldarsi per Renzi) 75. Qualcosa non ha funzionato e Beppe lo ha capito.
Dal momento che per legge anche l’opposizione ha diritto a una cadrega o due, con Pugi e Martini è stato nominato Vincenzo Garibbo di Fratelli d’Italia, che era nella lista La Svolta di Casano.
A completare il quadretto mancano il nominato della Regione e quello del Comune di Dolcedo.
Non conosco i nominati alla FICA (Antonio Pellitteri di “Imperia di tutti, Imperia per tutti” basta che se magna e Antonio Ereddia) quindi non ho altro da aggiungere se non gli auguri a tutti i menzionati.

Scritto da Angelo Amoretti

14 gennaio, 2015 alle 18:22

Raffaella Paita ha vinto le primarie del Partito Democratico

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Raffaella Paita ha dunque vinto le primarie del Partito Democratico e sarà candidata a governare la Liguria alle prossime elezioni regionali.
Si dovrebbe dire “la candidata del centrosinistra”, ma tra le tante cose che non mi quadrano, in questa farsa delle primarie, c’è il comportamento di SEL, tanto per cominciare.
Cioè: quelli di SEL sono andati a votare alle primarie del centrosinistra, dopodiché, visto che non ha vinto quello per cui votavano loro (Sergio Cofferati), dicono che no, in giunta con la Paita non ci stanno. Allora, forse, avrebbero fatto più bella figura se si fossero comportati come Carlo Capacci (Sindaco di Imperia) e la lista Liguria Cambia: loro non avevano un candidato preferito, stavano alla finestra a vedere chi avrebbe vinto per poi dire “Stiamo con lei (o lui)”.
Tant’è vero che il giorno dopo, con le bocce ancora un po’ in movimento, hanno subito emesso un comunicato che sembrava scritto qualche settimana fa:

[...] “Liguria Cambia, forza di ispirazione moderata facente parte della Coalizione che ha promosso le Primarie, intende aderire al programma di governo per la Regione Liguria promosso dal Canditato ……[...]

E’ bastato aggiungere il nome del vincitore al posto dei puntini e poi diramarlo.
E ancora più bella figura ha fatto Rifondazione Comunista che perlomeno si è sottratta a questa farsa e ha invitato gli elettori a starsene a casa.
Sui presunti “scandali ai seggi” vi invito a leggere l’articolo di Marco Travaglio apparso su il Fatto Quotidiano di oggi, che la spiega meglio di come farei io.
Se lo avete già letto, saltatelo e continuate più sotto.

Per quanto incredibile, è successo veramente. Mentre Matteo Orfini, commissario inviato da Matteo Renzi (inviato si fa per dire: non s’è mai mosso da Roma Prati da quando aveva i calzoni corti) a bonificare il Pd romano coinvolto in Mafia Capitale col contorno di tessere false e primarie truccate per scongiurare ogni cambiamento, in Liguria il Pd bandisce le primarie per il candidato governatore con le stesse non-regole che han prodotto lo scandalo romano.
E infatti sortisce lo stesso risultato: plotoni di cinesi, ecuadoregni e maghrebini, ma soprattutto orde di scajoliani, ex fascisti e berlusconiani (doc o travestiti da alfanidi) assiepati ai seggi per fare da scudi umani all’Ancien Régime. Cioè al blocco di potere dei due Claudii – Burlando e Scajola – che da almeno dieci anni fa il bello e il cattivo tempo (soprattutto quando piove) e che solo qualche ingenuo poteva vedere in declino per le note disavventure che hanno azzoppato i due Diarchi.
Altro che viale del tramonto: è bastato un colpetto di maquillage, rimpiazzando l’ormai incandidabile governatore Gerundio con la sua fedelissima Raffaella Paita, indimenticabile assessora alla Protezione civile e alla Difesa del suolo (sic) letteralmente desaparecida nei giorni fangosi e luttuosi dell’alluvione, per garantire l’assoluta continuità col recente passato degli affari, delle cementificazioni e dei dissesti idrogeologici elevati a sistema.
Il vero sconfitto non è tanto Sergio Cofferati che – diversamente dalla giunta Burlando – non è mai stato neppure sfiorato da scandali giudiziari nei quattro anni da sindaco di Bologna, né personalmente né con i suoi assessori), e ciononostante – o forse proprio per questo – perde in tutte le province fuorché nella città di Genova.
No, il vero sconfitto è soprattutto la speranza di cambiamento di tanti cittadini che però, anziché andare a votare, se ne sono rimasti a casa. Lasciando campo libero alle truppe cammellate che hanno deciso la partita. Una partita ben più importante delle primarie del Pd, visto che il centrodestra ha praticamente rinunciato a giocare: dunque il vincitore sarà il nuovo governatore della Liguria.
Nessuna sorpresa: il rischio che a decidere il candidato del Pd fossero forze estranee al Pd era stato ampiamente denunciato da giornali ed esponenti dello stesso partito. Resta da capire perchè Renzi e il gruppo dirigente non abbiano deciso di fermare le bocce e di concordare regole trasparenti per prevenire i prevedibilissimi imbrogli.
Sarebbe bastato, per esempio, anche alla luce delle primarie taroccate a Napoli, Palermo e Roma, limitare l’accesso ai gazebo agl’iscritti al Pd e alle altre forze della coalizione, dopo aver bloccato il tesseramento due o tre mesi prima del voto. Ma evidentemente si voleva che le cose andassero proprio così: la Paita, in quanto burlandiana, è anche renziana, e ci siamo capiti. Delitto premeditato.
Ora si vedrà se, come afferma Cofferati, c’è materia per la Procura della Repubblica. Ma basta e avanza lo spettacolo a cui i presenti hanno assistito domenica. La vincitrice fa la finta tonta: “Dov’è il problema? Gli stranieri vogliamo farli votare o no?”. Se fossero cittadini italiani, la risposta è sì. Ma l’impressione è che i cinesi, i sudamericani e i nordafricani assiepati ai seggi liguri non lo fossero. E allora che senso ha che possano condizionare, magari dietro congruo incentivo, elezioni a cui non parteciperanno e candidature di un partito a cui non appartengono?
Non un grillino, ma il dirigente del Pd Stefano Zara dice di aver visto “comportamenti da criminalità organizzata”. Espressione che fa il paio con le parole pronunciate dalla futura ministra Marianna Madia nel 2013: “A Roma, facendo le primarie parlamentari, ho visto – non ho paura a dirlo – delle vere e proprie associazioni a delinquere sul territorio”. Nessuno le domandò a che si riferisse. Ci pensarono poi i carabinieri e i giudici a spiegarlo, con le intercettazioni di Buzzi, Carminati e Odevaine. Che si fa, in Liguria: si interviene subito o si aspetta la prossima retata?
Marco Travaglio – il Fatto Quotidiano

A me fanno tenerezza i cosiddetti “delusi” del Partito Democratico che “minacciano” di fare coalizione con SEL e la sinistra perché dopo le tante minacce post primarie nazionali che in sostanza lasciarono le cose come stavano, non me li vedo uscire da un partitone, dove una careghetta possono sempre dartela, per andare in un partitino che su una careghetta, se va bene, devono sedersi in due o tre.
Quindi il popolo di sinistra non si faccia illusioni.
Ci sarebbe da fare un piccolo appunto sulla visione del mondo nel XXI secolo da parte di Tsipras e Syriza, ma lo lascio fare a Lameduck sul suo blog.
Ciò detto, con non poco dispiacere, (perché sono d’accordo che la Paita rappresenti il Burlando ter che, diciamocelo, non è che abbia governato alla grande, a parte girare di continuo nei comuni dell’entroterra, molti dei quali, poi, sono scivolati a valle alle prime e seconde piogge, e a costruire porticcioli qua e là vuoti come gusci d’uovo) non sopporto che uno come Marco Melgrati dica che le primarie siano state “taroccate”. Non sopporto che sia lui a dirlo, che sta in un partito che è il più taroccato del mondo occidentale: Forza Italia.

Scritto da Angelo Amoretti

13 gennaio, 2015 alle 17:36

L’intervista de Il Secolo XIX a Sergio Cofferati

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Questo post è datato, ma lo pubblico lo stesso e riporto l’intervista rilasciata da Sergio Cofferati a Milena Arnaldi , pubblicata sul Secolo XIX del 16 dicembre scorso.
Sergio Cofferati non mi è particolarmente simpatico: era stato eletto eurodeputato anche con i voti del nostro Ponente, ma da queste parti si è visto pochissimo.
Quando è tornato, l’altra volta, deve essersi fatto spiegare bene dove è la nostra città e, a seguito della sua prima apparizione, tra l’altro, c’era stato un siparietto che la dice lunga sulla trasversalità, solitamente chiamata “democrazia”, che c’è nel partito democratico. Era successo che Giovanni Barbagallo, assessore di Burlando, era andato ad applaudire il “cinese” (come da anni è soprannominato Cofferati) e Giancarlo Manti (consigliere regionale Burlandrenziano) se ne era lamentato. Anche perché la lotta in casa Pd, che tra i tesserati online ha anche un certo Mussolini Benito da Predappio, si fa dura. Poi Mannoni ha messo a posto tutto.
I giovani di Bologna, quelli che non erano figli di papà al tempo di quando era sindaco della loro città, credo non abbiano di lui un buon ricordo.
In ogni caso, a parte le mie brevi considerazioni del tutto personali, ripropongo l’intervista, tanto per sapere cosa se ne pensa in giro.
Nel frattempo c’è stato l’endorsement di Claudio Scajola a favore di Cofferati, mentre i suoi ex amici pare siano orientati a votare la signora Paita.
Riccardo Giordano invita a riflettere su ciò, Cofferati, in un tweet, ha scritto che non ha mai chiesto i voti di Scajola, anche se probabilmente li avrà a sua insaputa e Alessandro Lanteri, segretario cittadino del PD sanremese, prova a smontare le tesi di Giordano.
Tutto questo, con la questione del tesseramento, dovrebbe portare a una seria riflessione sulla reale credibilità delle primarie, soprattutto da parte dei dirigenti del PD perché, tra l’altro, non trovo simpatico vedere nei seggi a votare filippini o pakistani che di solito vendono ombrelli e rose.

«Costruirò una coalizione di centro sinistra e non voglio alcuna alleanza con gli ex fascisti».

Lontano dalla politica delle larghe intese Sergio Cofferati, candidato alle primarie del Pd e competitor di Raffaella Paita e Massimiliano Tovo per decidere chi correrà per le regionali della Liguria, ieri a Imperia per un incontro organizzato da Sel all’Auditorium della Camera di Commercio, mette le cose in chiaro e come primo pensiero esprime “qualcosa di sinistra”.

Cofferati in quale anima del Pd si identifica?

«Credo si debba tornare a fare la politica come deve essere fatta. Il governo nazionale non può essere preso come riferimento».

Quindi chi correrà con lei per la Liguria?

«Trovo assurdo che la destra interferisca nelle scelte del centro sinistra: se io voto centro sinistra voglio che governi quell’area».

Quindi?

«In questa competizione sono accompagnato da persone del mio partito che la pensano come me e da chi riconosce in me il cambiamento, penso ad esempio al sindaco di Savona Federico Berruti.Pensiamo a costruire un progetto per la Liguria fuori dal dibattito della politica nazionale, quindi dialogo aperto per creare una coalizione di centrosinistra che comprenda il centro riformista di tradizione cattolica e le varie anime della sinistra».

Da dove intende partire?

«Occorre cambiare orientamento all’amministrazione regionale e quindi discostarsi da chi ha avuto la responsabilità del governo precedente».

Si riferisce a Lella Paita?

«Essendo assessore in carica è la candidata del presidente uscente. La nuova storia la può scrivere soltanto chi non è stato coinvolto nella precedente».

Perché i liguri dovrebbero votare Sergio Cofferati?

«Chi voterà Cofferati è un elettore che pensa che un cambiamento sia necessario:l’alternativa è o andare avanti sulla strada che ha portato a questo stato drammatico di rapporti oppure scrivere un’altra storia».

Quali sono le priorità?

«La priorità assoluta è l’ambiente. In questo ambito la Regione ha responsabilità molto gravi e non parlo solo di scolmatore e di coperture di torrenti.Parlo di quanto è stato fatto per preservare il territorio, delle azioni fortemente negative come il regolamento in deroga per le costruzioni in prossimità dei rii».

Lei che cosa intende fare?

«Serve una legge per regolare l’uso del suolo a imitazione di quella della Toscana».

L’emergenza imperiese?

«Credo sia l’isolamento, la priorità è il raddoppio ferroviario inteso come il completamento di una linea ferroviaria che unisca la Liguria e la metta in comunicazione con la Francia. La limitazione infrastrutturale del ponente è la prima motivazione del mancato sviluppo».

E poi?

«Il turismo. Ci sono potenzialità immense ma non c’è un progetto e va rapidamente costruito, un’offerta congiunta tra territorio e qualità dell’offerta. Questa visione è in grado di sviluppare intorno a sè attività manifatturiere, mi riferisco ad Agnesi ad esempio, al settore dell’artigianato, all’agricoltura».

Tutto ruota intorno a un obiettivo insomma…

«Anche l’occupazione potrebbe crescere collegata a quanto detto sull’ambiente, sulla tutela del territorio. Un’edilizia “buona” e non una nuova cementificazione».

E l’emergenza sociale?

«Penso a uno strumento universale, un supporto di garanzia per tutti per chiunque perda il lavoro: un reddito minimo garantito dalla Regione».

Recupero e conservazione di quanto esiste. E le coste?

«Basta con i porti. Non bisogna mettere un mattone in più».

Un’altra emergenza del ponente: i rifiuti

«Non c’è pensiero a lungo termine, non c’è mai stata una politica regionale sui rifiuti. Occorre immediatamente strutturare un piano di smaltimento e come prima cosa stabilire un miglioramento della raccolta differenziata nell’ottica del recupero delle materie. La Concordia ha dimostrato che ci vuole capacità professionale e una tecnologia non inferiore a quella utilizzata per produrre per poter smontare e recuperare».

Il Secolo XIX – Milena Arnaldi, 16 dicembre 2014

Scritto da Angelo Amoretti

30 dicembre, 2014 alle 18:09

L’On. Giovanni Toti [Forza Italia] a Imperia

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Toti, con una “t” e senza la stampella, domani sarà a Imperia: il comitato di accoglienza è fitto di “ing.” e di “dott.” eppure un profano come me, se fosse di Forza Italia, sarebbe portato a pensare che l’accoglienza dovrebbe essere a base di cachi.
Perché Toti, lo ricordo a chi l’ha scordato, è colui che, “uscito da sotto un cavolo*”, disse in tivù che l’eventuale candidatura di Claudio Scajola alle europee, “sarebbe stato un danno*”. E per il nostro concittadino fu “una coltellata in una ferita*”. Poi sappiamo come è andata.

Ma la politica è cambiata: adesso arriva quello uscito da sotto il cavolo e si stringono tutti attorno a lui. Quell’altro se ne sta sotto l’asparago, magari pensando a Lady Matacena, con i cuoricini che gli fluttuano dagli occhi.
Ma c’è la possibilità che questa accoglienza possa servire a riaprire la porta al coltivatore indiretto: con questi chiari di luna, se supererà la prova Matacena (il marito della Lady, per capirci), gli si apriranno praterie sconfinate perché potrà dire che sì, c’è del peggio oltre a lui.
Lo vedete che non ne verremo più fuori?
*

Scritto da Angelo Amoretti

4 dicembre, 2014 alle 12:09

Evviva, arriva il consiglio comunale in streaming!

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E’ notizia ufficiale di ieri: tra poche settimane sarà possibile vedere in streaming i consigli comunali.
Non so a chi possa interessare, forse ai due del M5S che amano tanto gli streaming, ma per me non cambia niente. Con tutto il rispetto per gli attori che sono in consiglio comunale, da tempo si è capito che quelle sceneggiate lasciano il tempo che trovano e che la politica, con la P piccolissima, si fa altrove.
Sarebbe bello poter avere anche delle dirette streaming da Pepito el Drito o avere qualche drone, di quelli da fantascienza che gli americani usano in Pakistan, per vedere e sentire cosa succede sulle colline o in altri posti quando gli attori si incontrano altrove.
Forse basterebbe avere una tele/videocamera all’ufficio urbanistica, così, tanto per vedere l’effetto che fa, ma costerebbe troppo e lo streaming dalla sala del consiglio comunale sarà più economico.
Problemi di trucco e abbigliamento penso non ce ne saranno, per gli attori: sono abituati già alle riprese televisive e sanno perfettamente come abbinare cravatte, borse e scarpe.
Buon divertimento!

Scritto da Angelo Amoretti

3 dicembre, 2014 alle 18:48

Rendiamo visibile l’invisibile

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Riporto l’articolo apparso sul Secolo XIX dello scorso 30 novembre e poi faccio due considerazioni.

GLI EQUILIBRISMI DEL SINDACO PREDILETTO DA BURLANDO MA IMPEGNATO NELLA “ROTTAMAZIONE”
«LIBERI TUTTI PER LE PRIMARIE MA ALLE REGIONALI CI SAREMO»
Capacci non tradisce il governatore ma punta al nuovo con la sua lista “Liguria cambia”

È un Capacci machiavellico, con un ruolo di costruttore,faber,quello che si prepara a replicare il modello della lista civica Imperia Cambia , pronto per correre alle regionali nella coalizione di centrosinistra.

Nasce Liguria Cambia. Che cosa volete cambiare?

«È da un anno che ci penso vista l’esperienza positiva su Imperia l’idea è stata quella di estendere un modo di fare politica, dove per politico intendo la massima espressione della parola “polis”: occuparsi del proprio territorio per farlo crescere prosperare. Un’ idea espandibile quantomeno su scala regionale».

Voltare pagina per un dopo-Burlando?

«Intendo dire cambiare modo di fare politica. La Liguria ha un potenziale economico immenso che va sfruttato appieno.Penso a un gruppo di persone che appartengono al mondo della società reale, che non fanno i politici di mestiere, che sono a contatto con il mondo de llavoro,imprenditori, professionisti, cittadini. Distaccarsi dagli usi e consumi della politica tradizionale».

Come intendete muovervi?

«Abbiamo partecipato alla redazione di un documento contenente le linee guida per le primarie ancora prima che venissero scelti i candidati in accordo con il segretario regionale del Pd Lunardon. Non abbiamo la presunzione di poter cambiare laLiguria da soli, ma la consapevolezza di poter contribuire in maniera fattiva al cambiamento alleandoci con un partito incline al rinnovamento».

Candiderete qualcuno alle primarie?

«Ci abbiamo pensato ma non è il caso.Formeremo invece liste in tutte le province. C’è già interesse, ho incontrato sindaci, consiglieri, cittadini».

E il sindaco Capacci?

«Ho preso un impegno con gli elettori di Imperia e lo manterrò. Non avrò un ruolo politicamente attivo. Organizzo, lavoro al progetto ma i candidati saranno altri. L’eventuale presenza di Liguria Cambia nel governo della Regione dovrà portare attenzione verso ilterritorio e nel nostro caso verso la provincia di Imperia».

I suoi avversari dicono però che Imperia non è poi così cambiata (in meglio) durante la sua amministrazione.

«I problemi creati in trent’anni non si risolvono in un anno.Ci vogliono pazienza, lavoro e soldi. I soldi non ci sono, abbiamo invece cambiato molto: il porto doveva chiudere a luglio e sta funzionando e lo stiamo gestendo noi, Agnesi doveva essere chiusa quest’anno e stiamo lavorando perchè rimanga a Imperia, abbiamo ereditato un appalto rifiuti disastroso, oggi Tradeco sta funzionando molto meglio, la differenziata è passata dal 19 al 40 per cento, la macchina comunale si è rimessa inmoto.Certo non abbiamo costruito un grattacielo, ill avoro fatto è poco visibile, ci vuole tempo».

Alle primarie chi appoggerete: Paita o Cofferati?

«Nessun nome, non cerchiamo poltrone ma vogliamo dare un contributo, senso civico e impegno. Indipendentemente da chi sarà il candidato. Potrebbe uscire un nome nuovo, non è detto. Valuteremo le proposte ma non credo che faremo alcun appoggio pubblico»

Milena Arnaldi

Il Sindaco dice bene, secondo me, quando fa notare che senza soldi si può far poco e che quel poco non è visibile, ma bisognerebbe darsi una mossa e far vedere un po’ di più.
Non mi era capitato da anni, ma qualche mese fa ho dato due o tre consigli all’Assessore Parodi per rendere più “presentabile” la frazione in cui abito. Con pochi euro si potrebbe combinare qualcosa di utile per tutti i cittadini e per chi viene a visitare il ponte romanico e la chiesetta di San Martino, ma a tutt’oggi è ancora tutto invisibile. Perché mi piacerebbe che una volta tanto l’amministrazione si occupasse delle frazioni.
Purtroppo, in alcune (penso a Montegrazie e a Artallo), sono sorti problemi non previsti (fino a un certo punto) che costeranno una cifra al Comune, ma non si è ancora capito bene che le frazioni fanno parte del territorio comunale e che se fossero valorizzate meglio, con poca spesa, sarebbero un bel fiore all’occhiello per la Città di Imperia.
Chi mi segue sa che non ho mai fatto un tifo sfrenato per questa amministrazione, ma sicuramente ne avrei fatto un po’ meno se il sindaco della città fosse chi, sul suo profilo Facebook ha postato una foto del Duce e assessore, per esempio, un altro che ha dichiarato e ribadito che è favorevole alla pena di morte.
E, a proposito di quello che si può fare con pochi soldi a disposizione, in una discussione avuta con un amico passato da La Svolta a Fratelli d’Italia, ho chiesto cosa avrebbe fatto finora il signor Casano, se fosse Sindaco. Mi ha dato delle risposte vaghe che non mi hanno convinto per niente.
Ci sono altri aspetti da tenere in cosiderazione, ma ci tornerò eventualmente in un prossimo post.

Scritto da Angelo Amoretti

2 dicembre, 2014 alle 19:37