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La Donna Velata

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In questi giorni su La Stampa è stato risollevato il caso dei tredici civili uccisi dai nazisti alle falde del Monte Faudo il 17 agosto del ‘44, durante la Resistenza. Di quella strage si stanno nuovamente occupando le Procure, per far piena luce sulla triste vicenda.
Nel pezzo odierno viene nominata “la donna velata“, una spia fascista che operava nel nostro territorio e che terrorizzava la gente delle nostre valli.
Riporto uno stralcio da “Qualcosa della Resistenza” scritto da Attilio Mela e edito dall’Istituto Storico della Resistenza di Imperia.

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Scritto da Angelo Amoretti

4 settembre, 2008 alle 16:52

Leggere d’estate

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Martedì 12 agosto, alle 21.30, si concluderà “Leggere d’estate”, una serie di incontri con gli autori organizzata dal Comune alla Palazzina Liberty di Borgo Marina.
A chiuderla sarà l’imperiese Marco Vallarino presentando, insieme alla critica letteraria de Il Secolo XIX, Antonella Viale, l’antologia di racconti noir “Anime nere reloaded“, edita da Mondadori.

La raccolta contiene ventidue racconti scritti da svariati autori tra cui appunto Marco Vallarino che ha firmato quello dal titolo “Caduta libera”.

Scritto da Angelo Amoretti

11 agosto, 2008 alle 16:50

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Leggere d’estate

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L’Assessore ai Beni e alle Attività culturali, Claudio Baudena, e il Comune di Imperia, organizzano una serie di incontri con gli scrittori alla Palazzina Liberty della Marina di Porto Maurizio.
Tutti gli incontri si svolgeranno alle 21.30. Ecco il calendario:

Mercoledi 23 luglio 2008: Gianni Biondillo presenta “Metropoli per principianti” (Guanda);

Mercoledì 30 luglio 2008: Valter Binaghi presenta “Devoti a Babele” (Alberto Perdisa Editore);

Mercoledì 6 agosto 2008: Remo Bassini presenta “La donna che parlava con i morti” (Newton Compton).

I tre autori saranno introdotti dallo scrittore Marino Magliani.

Martedì 12 Agosto 2008: Marco Vallarino presenta “Anime nere reloaded” (Mondadori)
L’autore sarà introdotto dalla giornalista Antonella Viale.

Scritto da Angelo Amoretti

16 luglio, 2008 alle 11:37

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Nostra Signora dei porticcioli

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Aspettando il grande concerto di Francesco Baccini di domani sera organizzato dal Comune su Calata Cuneo nell’ambito della rassegna “Imperia in scena”, per cui l’Assessore Marco Scajola afferma:

“Siamo molto contenti di aver operato questa scelta. Baccini rappresenta a tutti gli effetti un pezzo di storia musicale della nostra regione e dunque ci pareva quanto mai pertinente il sodalizio tra la sue canzoni e lo scenario di Calata Cuneo, che racchiude in sé tutto il fascino e l’autenticità dell’Imperia portuale e votata al mare”

scrivo ancora de “Il partito del cemento” – il libro-inchiesta di Preve e Sansa – e riporto il pezzo intitolato “Nostra Signora dei porticcioli” dedicato a Beatrice Cozzi Parodi.

L’avvenente signora, com’è noto, è anche presidente della Camera di Commercio di Imperia e molto probabilmente lo sarà ancora alla fine del commissariamento.

Piergiorgio Parodi, geometra da Bordighera, crea la sua fortuna negli anni Sessanta e Settants in Riviera ma anche all’estero, ad esempio in Marocco dove, si racconta, realizza per il re Hassan II edifici importanti quali il palazzo reale di Agadir, la prefettura e la moschea di Casablanca. Negli anni novanta lo affianca la figlia. E’ la trentenne Beatrice Parodi, donna affascinante, intelligente e risoluta, personaggio che spicca nella generale opacità dell’imprenditoria ligure.

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Scritto da Angelo Amoretti

10 luglio, 2008 alle 17:10

Il partito del cemento [III]

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Riporto uno stralcio dal capitolo del libro “Il Partito del Cemento” di Marco Preve e Ferruccio Sansa dedicato alla nostra provincia.

Il regno di Claudio Scajola
Padrone di casa a Imperia

«Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare». Loro lo sapevano benissimo. Tanto che nel 2003 Caltagirone, Scajola, Fiorani e l’assessore Luca Lanteri sorvolarono in elicottero Imperia per vedere meglio, dall’alto, le aree interessate dai progetti. Caltagirone voleva costruire, Fiorani aveva in ballo un business da cento milioni con i suoi prestanome, Lanteri rifletteva sulle licenze urbanistiche e Scajola… be’ Scajola in teoria non aveva interessi ufficiali nelle diverse operazioni, quindi faceva il turista. Ma qui il padrone di casa è lui. Questa è la sua provincia, nel senso che si tratta di un territorio e di una popolazione che in lui vedono da oltre quindici anni, prima con la Democrazia cristiana e poi con Forza Italia, il loro naturale rappresentante. L’ex sindaco di Imperia diventato deputato nel partito di Berlusconi nel 1996 è un astro in continua ascesa: tre volte ministro tra il 2001 e il 2005, nel maggio 2008 è stato nominato ministro dello Sviluppo economico del quarto governo Berlusconi. Imperia è sempre stata divisa in due. A Porto Maurizio i centri amministrativi, i locali, il porto turistico, le spiagge. A Oneglia il porto commerciale, le storiche aziende dell’olio e della pasta. Ma questo è il passato. La svolta arriva nel 2006 quando, alla presenza di Claudio Scajola e del presidente della Regione Claudio Burlando, partono i lavori di realizzazione di quello che deve diventare il più grande porto turistico del Mediterraneo: 1440 posti barca, 112 appartamenti (ma una variante dell’aprile 2008 li vuol far diventare 117), negozi, attività artigianali.

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Scritto da Angelo Amoretti

5 luglio, 2008 alle 12:53

Il partito del cemento [II]

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A proposito del libro di Marco Preve e Ferruccio Sansa uscito giusto oggi “Il Partito del Cemento” e del post scritto ieri , ricevo questa mail da Pasquale Indulgenza:

Le recentissime dichiarazioni dell’assessore all’urbanistica e all’edilizia privata del Comune di Imperia, Luca Lanteri, sul paesaggio urbano, sono proprio stupefacenti: reduce da un giro perlustrativo in barca, egli si accorge che c’è, nientemeno, un ‘ecomostro’, il cosiddetto ‘palazzo dei postali’ in cima al promontorio sovrastante il Prino, che imbruttisce intollerabilmente la linea del fronte/mare!

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Scritto da Angelo Amoretti

4 luglio, 2008 alle 21:29

Il partito del cemento

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Apprendo dal sito uominiliberi.eu che venerdì 4 luglio 2008 uscirà nelle librerie “Il partito del cemento” scritto da Marco Preve e Ferruccio Sansa per Chiarelettere.

Il libro prende in esame la speculazione edilizia in Liguria e ovviamente ha tre capitoli dedicati ai personaggi di spicco della nostra regione: Claudio Scajola, Claudio Burlando e Luigi Grillo e alcuni dedicati alla nostra provincia.
Preve e Sansa hanno scritto su Repubblica e Il Secolo XIX inchieste molto interessanti su personaggi e vicende della nostra terra.
Per Micromega del luglio 2006 avevano scritto “Liguria, l’Unione fa il cemento” che potete leggere qui.
Questa non è soltanto un’inchiesta sulla speculazione edilizia in Italia a partire dalla Liguria e gli interessi politici che ci sono dietro. E’ anche un modo per capire che senso abbiano ancora le regole e l’idea di bene comune” dicono i due giornalisti riguardo il loro ultimo lavoro.

Scritto da Angelo Amoretti

1 luglio, 2008 alle 16:57

Fiera del Libro Imperia 2008

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Ecco il programma della VII Fiera del Libro di Imperia che si svolgerà da sabato 31 maggio 2008 a lunedì 2 giugno 2008 in Via Cascione e in Via XX Settembre a Porto Maurizio.

Sabato 31 maggio


Ore 11.00 (Via XX Settembre-Oasi del Gusto): AA.VV. “Cervo-un mosaico fra mare e cielo” – Ed. Grafiche Amadeo
Presenta: Vittorio Desiglioli (Sindaco di Cervo)

Ore 11.15 (Via Cascione-Bar Niki): “Il cammino dello Sposo, itinerario contemplativo sui vangeli della passione” di Suor Monica Maria dello Spirito Santo O.C.D.- Ed. Effatà editrice
Presenta: Raffaella Ranise

Ore 11.30 (Via XX Settembre- Oasi del Gusto): R. Benso, R. Moncalvo, A. Repetto, M. Campora “La memoria dell’acqua, quando in Val Lemme si viveva con l’ acqua” a cura della Lega Ambiente – Ed. Grafiche Amadeo
Presenta: Giuliano Ferrari.

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Scritto da Angelo Amoretti

7 maggio, 2008 alle 10:31

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Quella notte a Dolcedo

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Scrivere di un romanzo di Marino Magliani per me è un pochino imbarazzante, per due motivi:
1) con Marino ormai siamo amici da tempo e questo potrebbe influenzare il mio giudizio;
2) Marino scrive della Liguria, e, in particolar modo, di questo tratto di Liguria dove sono nato e cresciuto e anche questo potrebbe condizionarmi.
Mentre pensavo a queste cose, mi chiedevo se un romanzo di Cesare Pavese suscita sensazioni diverse, se a leggerlo è un langarolo o un siciliano, per esempio. Conosco le Langhe, ma certo non come uno che ci è nato e cresciuto. Sono stato alla Locanda dell’Angelo, a Santo Stefano Belbo, dove Pavese scriveva e già mi dicevo che leggere lì un suo romanzo dev’essere diverso che leggerlo da imperiese sul molo di Imperia.
Ma poi, sempre per cercare di evitare l’influenza, mi dicevo che un romanzo è un romanzo, a prescindere da dove lo si legga.
Così, quando ho preso a leggere il nuovo lavoro di Marino, Quella notte a Dolcedo, uscito per Longanesi giovedì scorso, ho cercato di non pensare a lui, o perlomeno di pensarci il meno possibile.

Capirete che è un’impresa perché se già dalle prime pagine leggi della stazione di Porto e, più avanti, dei laghetti di Lecchiore o dei partigiani Felice Cascione e Silvio Bonfante, inevitabilmente ti cali in quei posti che conosci come le tue tasche, e in quei personaggi di cui tanto hai letto e sentito parlare. Ma nella lettura mi ci sono immerso, al diavolo tutte queste considerazioni.
Nel romanzo Marino si scinde in due: secondo me, infatti, è in parte Lori, una globetrotter nata a Dolcedo che, girando per l’Europa, ogni anno torna al suo paese natìo. Anche Lori, come Gregorio ne “Il collezionista di tempo”, ha dato quel famoso esame in cui, stranamente, erano stati promossi solo “particolari” studenti.
E in parte è anche Hans, un soldato delle SS che aveva fatto la guerra nella Valle e che nell’estate dell’89 torna per qualcosa che aveva in sospeso con il passato. Si stabilisce in un paese un po’ più a monte, vivendo in semiclandestinità prima in un canneto e poi nell’oratorio della chiesa. La Valle è piena di tedeschi che hanno comprato ruderi e li hanno ristrutturati: anziani che forse lì hanno combattuto contro i partigiani e giovani che della Grande Guerra sanno solo di averla persa. Per lui non è difficile confondersi con quella gente.
Anche Hans, per finanziarsi il soggiorno, lavora di braccia: rimette a posto i muri di pietra a secco, pulisce giardini e ripara tetti con Manfred, il suo giovane socio.
Marginalmente troviamo ancora Gregorio che sta facendo le prove tecniche di prigionia: è un ladruncolo che va e viene dalle patrie galere per piccoli furtarelli.
Crollano i muri delle fasce perché nessuno se ne cura più, a Sorba, e crolla il Muro di Berlino. Nel bene e nel male il destino di Hans è legato ai picconi, alle pietre e alla terra.
Si potrebbe forse dire che è un romanzo sul tradimento e sui morti che prima o poi tornano in superficie: esseri umani morti qualche anno prima o mammut estinti migliaia di anni fa, non importa.
Finito di leggere mi è venuto spontaneo, alla faccia dell’influenza, dire a mezza voce: “Bravo Marino!” perché questo è a mio avviso il suo miglior romanzo.
Altri ne parleranno, Marino riceverà complimenti da persone molto più colte e autorevoli di me, ma i miei, sinceri, voglio mandarglieli lo stesso perché li merita tutti.

Scritto da Angelo Amoretti

10 marzo, 2008 alle 16:16

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ImperiaParla: il libro [II]

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Segnalo, a chi fosse interessato, la recensione su La Stampa di Enrico Ferrari e quella di Diego David sul sito Riviera24.
Vi ricordo che cliccando sulla foto, nella barra laterale a destra, si accede alla pagina dedicata al libro e che d’ora in avanti posterò là eventuali aggiornamenti.

Scritto da Angelo Amoretti

22 gennaio, 2008 alle 19:04

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