Archivio per il mese di dicembre, 2014

L’intervista de Il Secolo XIX a Sergio Cofferati

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Questo post è datato, ma lo pubblico lo stesso e riporto l’intervista rilasciata da Sergio Cofferati a Milena Arnaldi , pubblicata sul Secolo XIX del 16 dicembre scorso.
Sergio Cofferati non mi è particolarmente simpatico: era stato eletto eurodeputato anche con i voti del nostro Ponente, ma da queste parti si è visto pochissimo.
Quando è tornato, l’altra volta, deve essersi fatto spiegare bene dove è la nostra città e, a seguito della sua prima apparizione, tra l’altro, c’era stato un siparietto che la dice lunga sulla trasversalità, solitamente chiamata “democrazia”, che c’è nel partito democratico. Era successo che Giovanni Barbagallo, assessore di Burlando, era andato ad applaudire il “cinese” (come da anni è soprannominato Cofferati) e Giancarlo Manti (consigliere regionale Burlandrenziano) se ne era lamentato. Anche perché la lotta in casa Pd, che tra i tesserati online ha anche un certo Mussolini Benito da Predappio, si fa dura. Poi Mannoni ha messo a posto tutto.
I giovani di Bologna, quelli che non erano figli di papà al tempo di quando era sindaco della loro città, credo non abbiano di lui un buon ricordo.
In ogni caso, a parte le mie brevi considerazioni del tutto personali, ripropongo l’intervista, tanto per sapere cosa se ne pensa in giro.
Nel frattempo c’è stato l’endorsement di Claudio Scajola a favore di Cofferati, mentre i suoi ex amici pare siano orientati a votare la signora Paita.
Riccardo Giordano invita a riflettere su ciò, Cofferati, in un tweet, ha scritto che non ha mai chiesto i voti di Scajola, anche se probabilmente li avrà a sua insaputa e Alessandro Lanteri, segretario cittadino del PD sanremese, prova a smontare le tesi di Giordano.
Tutto questo, con la questione del tesseramento, dovrebbe portare a una seria riflessione sulla reale credibilità delle primarie, soprattutto da parte dei dirigenti del PD perché, tra l’altro, non trovo simpatico vedere nei seggi a votare filippini o pakistani che di solito vendono ombrelli e rose.

«Costruirò una coalizione di centro sinistra e non voglio alcuna alleanza con gli ex fascisti».

Lontano dalla politica delle larghe intese Sergio Cofferati, candidato alle primarie del Pd e competitor di Raffaella Paita e Massimiliano Tovo per decidere chi correrà per le regionali della Liguria, ieri a Imperia per un incontro organizzato da Sel all’Auditorium della Camera di Commercio, mette le cose in chiaro e come primo pensiero esprime “qualcosa di sinistra”.

Cofferati in quale anima del Pd si identifica?

«Credo si debba tornare a fare la politica come deve essere fatta. Il governo nazionale non può essere preso come riferimento».

Quindi chi correrà con lei per la Liguria?

«Trovo assurdo che la destra interferisca nelle scelte del centro sinistra: se io voto centro sinistra voglio che governi quell’area».

Quindi?

«In questa competizione sono accompagnato da persone del mio partito che la pensano come me e da chi riconosce in me il cambiamento, penso ad esempio al sindaco di Savona Federico Berruti.Pensiamo a costruire un progetto per la Liguria fuori dal dibattito della politica nazionale, quindi dialogo aperto per creare una coalizione di centrosinistra che comprenda il centro riformista di tradizione cattolica e le varie anime della sinistra».

Da dove intende partire?

«Occorre cambiare orientamento all’amministrazione regionale e quindi discostarsi da chi ha avuto la responsabilità del governo precedente».

Si riferisce a Lella Paita?

«Essendo assessore in carica è la candidata del presidente uscente. La nuova storia la può scrivere soltanto chi non è stato coinvolto nella precedente».

Perché i liguri dovrebbero votare Sergio Cofferati?

«Chi voterà Cofferati è un elettore che pensa che un cambiamento sia necessario:l’alternativa è o andare avanti sulla strada che ha portato a questo stato drammatico di rapporti oppure scrivere un’altra storia».

Quali sono le priorità?

«La priorità assoluta è l’ambiente. In questo ambito la Regione ha responsabilità molto gravi e non parlo solo di scolmatore e di coperture di torrenti.Parlo di quanto è stato fatto per preservare il territorio, delle azioni fortemente negative come il regolamento in deroga per le costruzioni in prossimità dei rii».

Lei che cosa intende fare?

«Serve una legge per regolare l’uso del suolo a imitazione di quella della Toscana».

L’emergenza imperiese?

«Credo sia l’isolamento, la priorità è il raddoppio ferroviario inteso come il completamento di una linea ferroviaria che unisca la Liguria e la metta in comunicazione con la Francia. La limitazione infrastrutturale del ponente è la prima motivazione del mancato sviluppo».

E poi?

«Il turismo. Ci sono potenzialità immense ma non c’è un progetto e va rapidamente costruito, un’offerta congiunta tra territorio e qualità dell’offerta. Questa visione è in grado di sviluppare intorno a sè attività manifatturiere, mi riferisco ad Agnesi ad esempio, al settore dell’artigianato, all’agricoltura».

Tutto ruota intorno a un obiettivo insomma…

«Anche l’occupazione potrebbe crescere collegata a quanto detto sull’ambiente, sulla tutela del territorio. Un’edilizia “buona” e non una nuova cementificazione».

E l’emergenza sociale?

«Penso a uno strumento universale, un supporto di garanzia per tutti per chiunque perda il lavoro: un reddito minimo garantito dalla Regione».

Recupero e conservazione di quanto esiste. E le coste?

«Basta con i porti. Non bisogna mettere un mattone in più».

Un’altra emergenza del ponente: i rifiuti

«Non c’è pensiero a lungo termine, non c’è mai stata una politica regionale sui rifiuti. Occorre immediatamente strutturare un piano di smaltimento e come prima cosa stabilire un miglioramento della raccolta differenziata nell’ottica del recupero delle materie. La Concordia ha dimostrato che ci vuole capacità professionale e una tecnologia non inferiore a quella utilizzata per produrre per poter smontare e recuperare».

Il Secolo XIX – Milena Arnaldi, 16 dicembre 2014

Scritto da Angelo Amoretti

30 dicembre, 2014 alle 18:09

Buone feste!

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C’è stato qualche “piccolo” inconveniente al blog, ma per fortuna ora pare sia tutto a posto e ne approfitto per fare tanti auguri ai lettori affezionati e a chi passa da qui per caso.

Scritto da Angelo Amoretti

23 dicembre, 2014 alle 18:36

Pubblicato in Attualità

Buzzi, al fresco per associazione mafiosa, a maggio difendeva Scajola

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Questa è la lettera in difesa di Scajola che Salvatore Buzzi inviò lo scorso maggio a Il Tempo e che il Fatto Quotidiano ha ripubblicato ieri.
Salvatore Buzzi, iscritto al PD e presidente della cooperativa sociale 29 giugno, è al fresco per le note vicende di Mafia Capitale.
Essere difeso da uno così son soddisfazioni:

Caro Direttore, da giorni imperversa sulle prime pagine di tutti i giornali l’arresto di Claudio Scajola e Chiara Rizzo ma fino ad oggi sebbene abbia letto attentamente le cronache non riesco a capire il motivo per il quale sono stati arrestati. Facendo la doverosa premessa che sono elettore del centrosinistra ed anche un iscritto del PD per sgomberare il campo da equivoci politici, leggo che l’accusa che ha portato all’arresto di Scajola è tentato favoreggiamento nei confronti di Amedeo Matacena, attualmente latitante a Dubai, a seguito di una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, per tentare di farlo andare da Dubai in Libano.

Premesso che a Dubai non vi è trattato di estradizione con l’Italia mentre con il Libano esiste e pertanto il tentativo di Scajola sembrerebbe essere quello di far arrestare Matacena più che favorirne la latitanza – visto anche l’attuale arresto di Dell’Utri; premesso questo, non vedo quale sia il motivo che ha spinto la Procura a chiedere l’arresto ed il Gip a concederlo se in realtà è comunque un maldestro tentativo che se anche venisse provato, considerata l’età ed i precedenti, Scajola probabilmente verrebbe condannato ad una pena per la quale non varcherebbe mai le soglie del carcere.

E che dire di Chiara Rizzo, accusata dello stesso reato! Come tutti bene sanno, un congiunto diretto non commette reato se aiuta il marito durante la latitanza, così come non può testimoniargli contro. Il comportamento di Chiara Rizzo è, invece, da portare ad esempio, se nonostante le traversie del marito che lo hanno portato a fuggire dall’Italia gli è restata devota e si è fatta addirittura arrestare per chiarire la sua posizione. Chapeau per Chiara Rizzo e Fortunato Matacena ad avere una moglie così, che non è scappata al primo stormire di fronde, come altre volte abbiamo visto in circostanze analoghe.

Mi stupisco come mai queste mie osservazioni, fatte da molti, non siano apparse sulla stampa. L’arresto di Scajola sicuramente avrà soddisfatto quella parte politica che combatte l’avversario con fare giustizialista; per me, invece, che lavoro da 30 anni in una cooperativa sociale di reinserimento socio – lavorativo di detenuti, il garantismo è da sempre la stella polare, soprattutto in presenza di carcerazione preventiva. In un momento come questo, ove la politica è sempre più screditata e molta lotta politica avviene per via giudiziaria e dalla stampa si plaude sovente all’arresto di personaggi pubblici, ebbene in un contesto come questo, per quanto possa apparire impopolare, dobbiamo avere il coraggio di affermare che la libertà individuale è un valore assoluto e mai negoziabile e che non c’è un fine che possa giustificare il mezzo.”

Salvatore Buzzi
Presidente Cooperativa Sociale 29 Giugno

Scritto da Angelo Amoretti

11 dicembre, 2014 alle 18:38

L’On. Giovanni Toti [Forza Italia] a Imperia

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Toti, con una “t” e senza la stampella, domani sarà a Imperia: il comitato di accoglienza è fitto di “ing.” e di “dott.” eppure un profano come me, se fosse di Forza Italia, sarebbe portato a pensare che l’accoglienza dovrebbe essere a base di cachi.
Perché Toti, lo ricordo a chi l’ha scordato, è colui che, “uscito da sotto un cavolo*”, disse in tivù che l’eventuale candidatura di Claudio Scajola alle europee, “sarebbe stato un danno*”. E per il nostro concittadino fu “una coltellata in una ferita*”. Poi sappiamo come è andata.

Ma la politica è cambiata: adesso arriva quello uscito da sotto il cavolo e si stringono tutti attorno a lui. Quell’altro se ne sta sotto l’asparago, magari pensando a Lady Matacena, con i cuoricini che gli fluttuano dagli occhi.
Ma c’è la possibilità che questa accoglienza possa servire a riaprire la porta al coltivatore indiretto: con questi chiari di luna, se supererà la prova Matacena (il marito della Lady, per capirci), gli si apriranno praterie sconfinate perché potrà dire che sì, c’è del peggio oltre a lui.
Lo vedete che non ne verremo più fuori?
*

Scritto da Angelo Amoretti

4 dicembre, 2014 alle 12:09

Evviva, arriva il consiglio comunale in streaming!

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E’ notizia ufficiale di ieri: tra poche settimane sarà possibile vedere in streaming i consigli comunali.
Non so a chi possa interessare, forse ai due del M5S che amano tanto gli streaming, ma per me non cambia niente. Con tutto il rispetto per gli attori che sono in consiglio comunale, da tempo si è capito che quelle sceneggiate lasciano il tempo che trovano e che la politica, con la P piccolissima, si fa altrove.
Sarebbe bello poter avere anche delle dirette streaming da Pepito el Drito o avere qualche drone, di quelli da fantascienza che gli americani usano in Pakistan, per vedere e sentire cosa succede sulle colline o in altri posti quando gli attori si incontrano altrove.
Forse basterebbe avere una tele/videocamera all’ufficio urbanistica, così, tanto per vedere l’effetto che fa, ma costerebbe troppo e lo streaming dalla sala del consiglio comunale sarà più economico.
Problemi di trucco e abbigliamento penso non ce ne saranno, per gli attori: sono abituati già alle riprese televisive e sanno perfettamente come abbinare cravatte, borse e scarpe.
Buon divertimento!

Scritto da Angelo Amoretti

3 dicembre, 2014 alle 18:48

Rendiamo visibile l’invisibile

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Riporto l’articolo apparso sul Secolo XIX dello scorso 30 novembre e poi faccio due considerazioni.

GLI EQUILIBRISMI DEL SINDACO PREDILETTO DA BURLANDO MA IMPEGNATO NELLA “ROTTAMAZIONE”
«LIBERI TUTTI PER LE PRIMARIE MA ALLE REGIONALI CI SAREMO»
Capacci non tradisce il governatore ma punta al nuovo con la sua lista “Liguria cambia”

È un Capacci machiavellico, con un ruolo di costruttore,faber,quello che si prepara a replicare il modello della lista civica Imperia Cambia , pronto per correre alle regionali nella coalizione di centrosinistra.

Nasce Liguria Cambia. Che cosa volete cambiare?

«È da un anno che ci penso vista l’esperienza positiva su Imperia l’idea è stata quella di estendere un modo di fare politica, dove per politico intendo la massima espressione della parola “polis”: occuparsi del proprio territorio per farlo crescere prosperare. Un’ idea espandibile quantomeno su scala regionale».

Voltare pagina per un dopo-Burlando?

«Intendo dire cambiare modo di fare politica. La Liguria ha un potenziale economico immenso che va sfruttato appieno.Penso a un gruppo di persone che appartengono al mondo della società reale, che non fanno i politici di mestiere, che sono a contatto con il mondo de llavoro,imprenditori, professionisti, cittadini. Distaccarsi dagli usi e consumi della politica tradizionale».

Come intendete muovervi?

«Abbiamo partecipato alla redazione di un documento contenente le linee guida per le primarie ancora prima che venissero scelti i candidati in accordo con il segretario regionale del Pd Lunardon. Non abbiamo la presunzione di poter cambiare laLiguria da soli, ma la consapevolezza di poter contribuire in maniera fattiva al cambiamento alleandoci con un partito incline al rinnovamento».

Candiderete qualcuno alle primarie?

«Ci abbiamo pensato ma non è il caso.Formeremo invece liste in tutte le province. C’è già interesse, ho incontrato sindaci, consiglieri, cittadini».

E il sindaco Capacci?

«Ho preso un impegno con gli elettori di Imperia e lo manterrò. Non avrò un ruolo politicamente attivo. Organizzo, lavoro al progetto ma i candidati saranno altri. L’eventuale presenza di Liguria Cambia nel governo della Regione dovrà portare attenzione verso ilterritorio e nel nostro caso verso la provincia di Imperia».

I suoi avversari dicono però che Imperia non è poi così cambiata (in meglio) durante la sua amministrazione.

«I problemi creati in trent’anni non si risolvono in un anno.Ci vogliono pazienza, lavoro e soldi. I soldi non ci sono, abbiamo invece cambiato molto: il porto doveva chiudere a luglio e sta funzionando e lo stiamo gestendo noi, Agnesi doveva essere chiusa quest’anno e stiamo lavorando perchè rimanga a Imperia, abbiamo ereditato un appalto rifiuti disastroso, oggi Tradeco sta funzionando molto meglio, la differenziata è passata dal 19 al 40 per cento, la macchina comunale si è rimessa inmoto.Certo non abbiamo costruito un grattacielo, ill avoro fatto è poco visibile, ci vuole tempo».

Alle primarie chi appoggerete: Paita o Cofferati?

«Nessun nome, non cerchiamo poltrone ma vogliamo dare un contributo, senso civico e impegno. Indipendentemente da chi sarà il candidato. Potrebbe uscire un nome nuovo, non è detto. Valuteremo le proposte ma non credo che faremo alcun appoggio pubblico»

Milena Arnaldi

Il Sindaco dice bene, secondo me, quando fa notare che senza soldi si può far poco e che quel poco non è visibile, ma bisognerebbe darsi una mossa e far vedere un po’ di più.
Non mi era capitato da anni, ma qualche mese fa ho dato due o tre consigli all’Assessore Parodi per rendere più “presentabile” la frazione in cui abito. Con pochi euro si potrebbe combinare qualcosa di utile per tutti i cittadini e per chi viene a visitare il ponte romanico e la chiesetta di San Martino, ma a tutt’oggi è ancora tutto invisibile. Perché mi piacerebbe che una volta tanto l’amministrazione si occupasse delle frazioni.
Purtroppo, in alcune (penso a Montegrazie e a Artallo), sono sorti problemi non previsti (fino a un certo punto) che costeranno una cifra al Comune, ma non si è ancora capito bene che le frazioni fanno parte del territorio comunale e che se fossero valorizzate meglio, con poca spesa, sarebbero un bel fiore all’occhiello per la Città di Imperia.
Chi mi segue sa che non ho mai fatto un tifo sfrenato per questa amministrazione, ma sicuramente ne avrei fatto un po’ meno se il sindaco della città fosse chi, sul suo profilo Facebook ha postato una foto del Duce e assessore, per esempio, un altro che ha dichiarato e ribadito che è favorevole alla pena di morte.
E, a proposito di quello che si può fare con pochi soldi a disposizione, in una discussione avuta con un amico passato da La Svolta a Fratelli d’Italia, ho chiesto cosa avrebbe fatto finora il signor Casano, se fosse Sindaco. Mi ha dato delle risposte vaghe che non mi hanno convinto per niente.
Ci sono altri aspetti da tenere in cosiderazione, ma ci tornerò eventualmente in un prossimo post.

Scritto da Angelo Amoretti

2 dicembre, 2014 alle 19:37