Imperia, sorpreso con numerose dosi durante un controllo dei carabinieri
Da La Stampa del 6 maggio 2008
Giovani e coca, emergenza
Arrestato ragazzo di 24 anni dopo la denuncia dei 14 studenti
Droga. Se si esclude l’abuso di alcol, ormai vera epidemia, sono certamente la droga e i reati connessi, ciò che in assoluto mette di più nei guai i giovani imperiesi. Dopo la denuncia (a piede libero) dei 14 studenti universitari che avevano creato un fiorente commercio di hashish e cocaina in piazza San Giovanni nel centro storico di Oneglia proprio di fronte alla parrocchia, ora è la volta di un altro giovanissimo finito in carcere dopo che i carabinieri gli hanno trovato nelle tasche e in casa alcuni grammi di cocaina.
Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio, in un primo momento in carcere e poi agli arresti domiciliari è finito Mirko Cappelli, 24 anni di Imperia. Secondo i carabinieri la droga avrebbe potuto essere destinata ai giovani frequentatori delle discoteche della Riviera ligure di Ponente.
Il giovane era stato fermato durante un normale controllo sabato sera da una pattuglia del Nucleo radiomobile, in via Argine. Secondo quanto riferito dai militari, il giovane, che viaggiava a bordo di una vettura condotta dalla convivente di 27 anni, aveva tre dosi di cocaina già pronte. I carabinieri hanno così deciso di approfondire gli accertamenti. Hanno perquisito l’abitazione della giovane coppia, dove hanno rinvenuto l’involucro con circa 13 grammi di cocaina. E’ così scattato l’arresto del ragazzo, incensurato, che non ha saputo giustificare il possesso della droga che, sempre secondo i carabinieri, era destinata allo spaccio. Ieri, il giudice gli ha concesso il beneficio degli arresti domiciliari.
Il fenomeno dello spaccio e possesso di stupefacenti tra i giovani sta diventando preoccupante anche se – ad onor del vero – è ormai da molti anni che i carabinieri di Imperia continuano a sequestrare droga proprio nell’ambito del mondo dei più giovani. Purtroppo, la nota dolente è che i buoni risultati in termini di arresti e denunce, non si traducono quasi mai in maggiore sicurezza per i cittadini, con i responsabili fuori dal carcere anche se condannati. Il più delle volte, infatti, dopo appena pochi giorni, i responsabili, sebbene presunti, tornano liberi. E ciò che rende la situazione ancora più grave e intollerante è che le indagini sono quasi sempre lunghe, difficili, faticose e, soprattutto, fortemente dispendiose per il contribuente: le necessarie intercettazioni telefoniche si devono infatti pagare alle aziende telefoniche. Nel caso degli studenti universitari denunciati, per esempio, i carabinieri hanno dovuto tenere a lungo sotto controllo i cellulari dei giovani coinvolti nell’acquisto e vendita di droga. E il fenomeno non si può dire certo sradicato.
Giulio Geluardi














Chi scrive l’articolo su La Stampa? Il giornalista Giulio Geluardi: giornalista professionista. E’ un <> della carta stampata della redazione imperiese che spesso commenta ciò che scrive; nel caso dell’articolo in questione, che ha visto coinvolto “Mirko Cappelli di 24 anni” (nome e cognome come consuetudine) con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, il Geluardi scrive testualmente:<>.
Non dubito che il <> conosca alla perfezione l’ultima legge (governo Berlusconi, anche detta la Giovanardi) sulle tossicodipendenze. Non dubito neppure che Geluardi, in un impeto accorato di “tolleranza sottozero” si sia fatto prendere la mano e il cervello, così da fare fare confusione. Ma ciò che importa é sventolare la bandiera della sicurezza di cui, peraltro, si é occupato sempre il governo Berlusconi con la cosiddetta Fini – Bossi.
Il fenomeno m’interessa. Ancora più interessante sarebbe sapere il giudizio del dotto giornalista nostrano sul comportamento tossicologico di Cosimo Mele, Mimmo per gli amici. Si ricordererà il Geluardi dell’onorevole dell’UDC che ricorse alla cocaina e a due “professioniste” del sesso.
Certo lui soffriva le pene dell’inferno e la carne é debole. Eppure Mimmo non era affatto incensurato: condannato in tutti i gradi di giudizio e anche incarcerato. Ora chiedo al Geluardi se, secondo lui, il Mimmo é passato sotto gli strali della Giovanardi. Che ne dice il Giulio? Se vuole le cito qualche altro “drogato”, facente parte del fenomeno, altolocato, abbastanza in alto o molto in alto. Solo che dei professionisti beccati, politici, ecc. non si fanno i nomi. Lor Signori tengono famiglia.
Io, se fossi in lui, mi farei una canna. Anzi no, non ne ha bisogno: va già bene così.
Dylan Dog
6 maggio, 2008 at 12:34
@Dylan Dog: credo di non aver capito bene: tra i tag non compare nulla.
ImperiaParla
6 maggio, 2008 at 13:01
Che palle con ste storie di droghe! Tanto poi finirà tutto in una bolla di sapone. Tra qualche giorno non ci ricorderemo più di nulla. Credo che tutto questo serva a dimostrare all’opinione pubblica che le forze dell’ordine sono presenti, allo stesso modo
come quando la G d F ferma un bambino senza scontrico che ha comprato un gelato.
ninni
6 maggio, 2008 at 16:03
Oppure quando la G.D.F. fà la multa al nipotino di cinque anni di un esercente che si mangia le fragole, caso successo a Porto Maurizio, con il nonno che non ha emesso lo scontrino fiscale, secondo la legge, a importo zero.
Incredibile?
Nò verissimo purtroppo!
Come al solito vale sempre la legge dei diversi pesi e diverse misure in base sempre di chi sia il soggetto in questione, informazione anche lei succube di quanto suddetto.
Il Pifferaio Magico.
Pifferaio Magico 2008
6 maggio, 2008 at 19:17
14 studenti universitari che avevano creato un fiorente commercio di hashish e cocaina in piazza San Giovanni
????????????????????????????
PierCarLOL
6 maggio, 2008 at 22:23
Mah! ai tempi del paleolitico noi facevamo commercio vario di dispense, rigorosamente “agratis”, ci si forniva di una copia del testo e poi, in barba alla S.I.A.E.&Affini vari, papè&inciostri e vai di fotocopie!
Comunque in quei remoti tempi all’ombra della “Lanterna”, mica come adesso che tanti sono all’ombra del “Duomo”, venditori&poveri cristi acquirenti erano una realtà, qualcuno si è tirato fuori e ne è uscito bene altri, purtroppo, sono vicini al campo sportivo di Oneglia, altri ancora dalle parti di Artallo.
Se la gente pensasse un pò di più a lungo termine, anche se “in’assidente assesu” potrebbe venire a chiunque, forse certa “merda” la si eviterebbe di assumere, io parlo solo come testimone dei tempi che furono, non di certo come soggetto primario, in quanto la mia avversione nei confronti di certe sostanze è sempre stata una mia caratteristica, però poi se qualcuno aprisse la cantina, un bel bottiglione “de quellu negru bon, due anciùe, uìve saè, pan frescu, inna bella chitara…” allora a questo tipo di “droghe varie” sarebbe difficile, almeno da parte mia, avere qualsiasi forma di avversione.
Il Pifferaio Magico.
Pifferaio Magico 2008
7 maggio, 2008 at 08:20
@Pifferaio: e i bracconieri che si sconvolgevano con la trementina (che si usava con il vischio per “trappe” e “trappini”, immagino ricorderai) coscienti o non coscienti di farlo, dove li mettiamo?
ImperiaParla
7 maggio, 2008 at 09:06
A parte i tag di un vecchio computer acciaccato, me la prendo, e lo prenderei a calci nel culo, con il giornalista Giulio Geluardi che non ha mai saputo un cazzo e vivacchia ben remunerato (cm altri “professionisti” della carta stampata). Se uno nn conosce i punti della legge sulle tossicodipende o, cm dicevo, la legge Bossi Fini, perchè scrive alimentando nn solo la disinformazione ma, bensì, la psicosi della paura. E quella resta. E lo fa confondendo artatamente (per grassa ignoranza le pere cn le mele: tutto fa sicurezza). Così Geluardi prepara una macedonia e dimostra la sua impreparazione. La prima se la può mangiare; la seconda la può spargere, ma non introiettare.
Dylan Dog
7 maggio, 2008 at 11:07
Altrochè se mi ricordo della trementina, che spùssa!!! e delle “trappe e trappen…per non parlare delle ragne”…
Il giorno prima si “girava l’acqua nel “beu”, di qualche orto d’amici o nel proprio se discretamente lungo, la si lasciava per l’appunto 24 ore “in vista” ed il giorno dopo si “standevano i trappèn”
Inutile dire che una bella mangiata “de uxelletti” era garantita, compreso pure un bel sughetto per “i taiaèn o raviòi”.
Per il vischio, quello vero non quello sintetico, semplice pure a farsi:
olio di lino crudo (aumenu tre lamme da dexe) cottura a legna sul “trempè” nell’orto, visti i “fumassi emessi”, per circa 4-5 ore, girando per bene perchè non si attaccasse alle pareti del pentolone in rame, come la polenta.
Si conservava per tre giorni perchè poi induriva troppo e non lo si poteva più “scaldare a mano” sulla trappa in legno di castagno, per poi invischiare i pagliuzzi(trappèn) che si ponevano sui rivoli d’acqua o i rametti di castagno(trappe) che invece venivano deposte sugli alberi d’olivo o querce per catturare qualche tordo, merlo, corsesco, ecc…
Mio bisnonno insegnò a molti dalla metà del ‘800 in poi, come fare il vischio, da ricordare inoltre che all’epoca esisteva il “permesso di uccellagione” con pagliuzzi e rametti invischiati che rimase in corso fino agli anni ‘40, quindi non era bracconaggio.
Dopo meglio lasciar perdere il discorso, anche perchè solo qualche decennio fà se per caso prendevi “in picettu” erano 850.000 lire di multa , “inna testanegra o russa” 550.000 lire, però se buttavi o emettevi rifiuti ultra-tossici sia nel Pò(vedi atrazina&vari) come pure nella “sciùmaia”, che nella sua piccola parte non di certo da meno era ed è ancor oggi, nessun problema e nessuna multa, perchè c’era Donat Cattin, come ministro della sanità, che ci pensava lui a mettere tutto in regola alzando i livelli, del limite di tossicità degli stessi rifiuti liquidi&semiliquidi, per legge…ma perchè adesso è cambiato per caso qualche cosa?….figuammuse in Donat Cattin de turnu ù ghè seà sempre!
Il Pifferaio Magico.
Pifferaio Magico 2008
7 maggio, 2008 at 12:02
@Dylan Dog: ma vuoi mettere, con 13 grammi di coca mezza Imperia va veloce per due giorni di fila
@Pifferaio: e tuo bisnonno, dopo aver intrappato in cantina, quando saliva da tua bisnonna non era stranamente più euforico e romantico?
ImperiaParla
7 maggio, 2008 at 12:21
Vedi mio bisnonno commerciava nel vischio, poi aveva pure una piccola piantagione di tabacco per la sua pipa che pure lo trinciava e con le cartine si faceva i “cannoni”, ma solo di tabacco intendasi.
Comunque e senza dubbio a quei tempi non servivano sostanze varie per “il tiraggio” del tessuto cavernoso, erano fatti di tutt’altra pasta, oggi invece, non parlo di cialis o viagra, quanti sono ricorsi alla coca, come rimedio, usata già nel mondo hard dagli anni ‘70 in poi da parte degli attori porno, cospargendosela sul prepuzio, per cercare di far tirare “di fùmelli morti?”…incredibile!
“Sciurbì e pumpà
i son cose da nù fà!”
Il Pifferaio Magico.
Pifferaio Magico 2008
7 maggio, 2008 at 12:46
@ Dylan Dog & pifferaio Magico: attenti a quello che scrivete !!!
Il Sig. G.G. gira armato di pistola ed è pure una guardia venatoria volontaria…….hihihih
grillo parlante
8 maggio, 2008 at 13:38
storie ridicole.l’uomo ha sempre cercato di vivere altri stati di coscienza.Hoffman,scopritore dell’Lsd è morto pochi giorni fa,all’età di 102 anni.davvero incredile!ognuno deve sapere quale sostanza assume,effetti ed eventuali rischi.se sei informato hai la possibilità di scegliere.se le droghe venissero legalizzate,sarebbero di migliore qualità,quindi meno dannose,e non ci sarebbe nemmeno il problema di spendere soldi per stupide investigazioni,intercettazioni,leggi,carceri…e ci sarebbe anche un’altra percezione di che cos’è la “droga”.DDDDRRRRROOOOOOGA!che brutta parola.no,non si può proprio legalizzarla.c’è un giro troppo grosso di soldi esentasse, mascherato da falsi principi morali.
e poi da chi ci viene impartita la lezioncina di morale?da quelli che ci guadagnano con la droga,ne fanno uso e in più arrestano i ragazzini con poca roba.e i chili chi li fa entrare in italia?
poi meglio morire drogati il giusto,piuttosto che morire uccisi da smog,antenne di cellulari,ogm…
woman
15 maggio, 2008 at 02:41