Votiamo alla cieca

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Il commento di un lettore al post “Votiamo per i partiti piccoli” mi ha spinto a pubblicare un articolo apparso su Il Secolo XIX di ieri, che mi era stato segnalato da un amico.
Non ha importanza, per quanto mi riguarda, chi siano i membri del Movimento Politico per l’Unità e del Movimento Umanità Nuova, prima ho letto l’articolo, poi sono andato su internet a vedere chi sono. Per una volta ho provato a leggere un pezzo a prescindere da chi l’abbia scritto e quello che segue lo condivido in pieno.

LA LEGGE ELETTORALE È UNA PRIORITÀ ASSOLUTA

Luisa Anselmo, Luigi Picena, Paola Tonelli e Roberto Zanovello

Tra pochi giorni i cittadini voteranno per eleggere i nuovi Deputati e Senatori.
In realtà potranno votare un partito, in quanto l’attuale legge elettorale, da tutti chiamata Porcellum, non permette di scegliere tra i candidati. Per cinque anni i partiti hanno promesso la riforma elettorale, ma al dunque non è successo niente, é prevalsa una visione miope degli interessi di parte.
Eppure i segni di una profonda crisi di fiducia tra i cittadini e la politica sono sotto gli occhi di tutti.
Il Movimento Politico per l’Unità e il Movimento Umanità Nuova, nati nel seno del Movimento dei Focolari – movimento fondato da Chiara Lubich - negli ultimi due anni hanno promosso un’iniziativa sul tema della riforma elettorale e più ampiamente della riforma della politica. Ci muove la convinzione che la priorità delle priorità sia oggi contrastare l’antipolitica montante e la sfiducia diffusa tra i cittadini. Per questo al centro della riflessione è stata posta la necessità di ricostruire una relazione positiva tra cittadini, parlamentari e partiti per riaffermare l’azione politica come impegno per il bene comune e la partecipazione consapevole come strumento indispensabile per qualsiasi azione di governo.
I punti salienti posti all’attenzione dell’opinione pubblica e delle forze politiche sono stati tre:
1.L anecessità di un anuova legge elettorale, che dia la possibilità agli elettori di scegliere ic andidati e coniughi con efficacia il principio di governabilità e la rappresentanza delle forze politiche presenti nel paese;
2. La modifica dei regolamenti parlamentari affinché siano riconosciuti solo i gruppi costituiti alla formazione del nuovo Parlamento sulla base dei risultati elettorali e non sia più possibile formarne altri nel corso della legislatura;
3. Il riconoscimento giuridico dei partiti politici per dare attuazione concreta all’articolo 49 della Costituzione che li riconosce come strumenti di partecipazione democratica dei cittadini. Le difficoltà che il paese sta attraversando sono note a tutti ed è superfluo elencare i tanti problemi da risolvere, ma riteniamo che la riforma della politica debba essere al primo punto dei lavori del nuovo Parlamento. Non sono più sufficienti disponibilità generiche, le forze politiche devono dare segni concreti di cambiamento e per questo rivolgiamo una ppello personale a tutti i candidati. Dichiarino ora pubblicamente di fronte agli elettori che si impegneranno fattivamente, al di là delle differenze politiche, per l’approvazione nel primo anno di legislatura della riforma elettorale e dell’applicazione dell’articolo 49 della Costituzione.

Gli autori sono membri del Movimento Politico per l’Unità e del Movimento Umanità Nuova

Il Secolo XIX – 10 febbraio 2013

L’articolo 49 della nostra Costituzione recita: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Scritto da Angelo Amoretti

11 febbraio, 2013 alle 21:44