Il botto della San Lorenzo [II]
A proposito della vicenda San Lorenzo, segnalo con un po’ di ritardo questo post di Samuele Silva , che con piacere ho conosciuto di persona l’altra domenica alla Fiera del Libro.
Trovo che sia un ottimo spunto di riflessione sul mondo dei call center e del precariato.
Per approfondimenti, se volete, leggete qui.














Ci scusiamo per il ritardo con cui rispondiamo alla considerazione di Tombolini in particolare a quella in cui afferma: “Ecco il vero scandalo: lo Stato ti commina un’ammenda da 10 milioni di Euro. Poi ti dice: hey, però se ti metti d’accordo col sindacato, cancelliamo tutto, come se niente fosse, ok?”
Il fatto che una opinoone così sbagliata nel merito sia espressa dal di dentro preoccupa e forse spiega il perchè di una situazione quella della San lorenzo che ha dell’incredibile.
La sanatoria è stata prevista dalla legge finanziaria ha consentito entro il 30 aprile ad oltre 40.000 lavoratori in tutta Italia di regolarizzare la propria posizione e ottenere finalmente un contratto di lavoro subordinato. Sotto vi indichiamo tutta la normativa di riferimento, che è il tentativo di applicare regole certe ad un settore come quello dei call center che agiva al di fuori da ogni regola.
In ogni caso sul sito della cgil potrete trovare notizie e comunicati ufficiali per chi volesse approfondire: http://www.cgil.it/terziario/
Spiace inoltre constatare che alla San lorenzo non si siano ancora accorti che la delocalizzazione delle attività non risolve i problemi, ma ne crea di nuovi. Ne sanno qualcosa le tante aziende, non soltanto italiane, che stanno ritornando su queste decisioni.
Normativa di riferimento:
Legge Finanziaria 2007 dal comma 1202 al comma 1210
Avviso comune fra Confindustria e Cgil, Cisl, Uil per la
corretta attuazione delle istruzioni
fornite dal Ministero del lavoro con la
circolare n.17 del 14.6.06
con specifico riferimento ai call center
Ministero del Lavoro
Circ. n.17/2006 del 14.6.2006
“collaborazioni coordinate e continuative nella modalità
a progetto. Call Center.Attività di vigilanza.
Indicazioni operative.
Inps – Circolare n.78
del 17.04.07 su stabilizzazione dei rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa, anche a progetto.
CGIL Imperia
11 giugno, 2007 at 14:05
Prima una precisazione: il sottoscritto è tecnicamente *fornitore* di San Lorenzo, quindi non ne rappresenta minimamente le opinioni “dall’interno”. Tutto quello che scrivo e penso riguarda me e le mie personali opinioni soltanto.
Ciò detto, so bene che il “mercato delle vacche”, che fa impropriamente del sindacato un ente parastatale accordandosi col quale è possibile sfuggire alle sanzioni, è un meccanismo previsto dalla legge. Per questo siamo ridotti come siamo ridotti. NB Avrei piacere di sapere anche quanti lavoratori, a fronte dei 40.000 assunti con la famosa “regolarizzazione”, sono invece andati a casa (e non si usi il trucco di non conteggiare casse integrazioni, mobilità ecc.).
Antonio Tombolini
11 giugno, 2007 at 15:07
Penso sia meglio commentare su Unpercento.
ImperiaParla
11 giugno, 2007 at 16:02
Caro Signor Tombolini,
ho letto la sua di venerdì 8 giugno 2007 dove esplicitamente lei chiama in causa la CGIL, immagino quella di Imperia, e ho letto altresì la risposta ufficiale della Dottoressa Angela Cardinale a cui lei premurosamente rimanda.
Inizia male la Signora Cardinale nel dire che nessuno tranne il Signor Luca Conti ha chiesto spiegazioni su ciò che accadeva in San Lorenzo. Io stesso ho fatto fax e lettere alla Dottoressa, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Forse non la meritavo. Ad ogni buon conto Lei esprime una opinione “ dal di dentro”, e quindi vanno prese in seria considerazione sia Lei che l’opinione. Il lavoro nei call center è diviso tra chi presta un servizio per aziende, e dunque svolge a tutti gli effetti un lavoro subordinato, con un committente, una postazione di lavoro, dei capi, e chi fa attività di promozione e sondaggi, dunque, in senso lato, segue un “progetto”. Or bene, prima i co.co.co e più di recente i co.pro. devono fare i conti con questo limite fissato da sempre dal legislatore. Il Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 nulla ha innovato in merito. È da sorprendersi come l’Ispettorato del Lavoro abbia tardato fino al Giugno 2006 per intervenire e sanzionare.
Per Atesia e altri Call Center le cifre delle sanzioni erano ben più ragguardevoli di quelle della San Lorenzo eppure hanno promosso accordi di stabilizzazione del loro personale. Nel Mangement di quelle aziende è prevalso non tanto il senso civico, che pure si percepisce dal comportamento, ma, una particolare attenzione alle professionalità acquisite dalle loro collaboratrici. Per il Management di San Lorenzo siamo di fronte ad un mero calcolo di convenienza. Oltre 45000 lavoratrici sono state stabilizzate ed ora godono di diritti che invece le sue colleghe della Liguria, figlie forse di un dio minore, non potranno rallegrarsi. Forse grazie anche a Lei e al suo algido comportamento virtuale che la San Lorenzo dopo aver spremuto come limoni “le ragazze” ora le lascia a casa nel tentativo di non pagar pegno.
Saluti.
Fulvio Moscatelli
fulvio
11 giugno, 2007 at 16:54
E’ vero di garantito non c’è nulla!! Se desideri qualcosa te lo devi guadagnare altrimenti prendi ciò che passa il convento.Sono cliente San Lorenzo continuerò ad esserlo non per solidarietà ma per la qualità dei loro prodotti che alla fine ci evitano di saziarci da prodotti ormai globalizzati e di sintesi!! (leggete gli ingredienti dei prodotti e ditemi se ci capite qualcosa)
Per il lavoro condivido la scelta fatta da loro per una semplice ragione che non ho letto nei post: l’attività è vendere per cui se ti “va bene” oggi vendi e domani forse no quindi questa professione(che io faccio)non può garantire un fisso “garantito” in quanto è variabile per cui un contratto det o indet. non può stare in piedi con la variabile che ha di natura la vendita stessa;conosco persone che ci lavorano e ci hanno lavorato hanno avuto affiancamenti e ti insegnano il mestiere, ovvio è che se non sei capace non vendi e non mangi ma se non vendi tu, non lavora nemmeno l’azienda quindi è interesse di tutti vendere e farlo bene per poi poter pagare fornitori,banche ecc ecc!! Perchè La san lorenzo o altre aziende simili devono garantirti un fisso se non sanno se vendi oppure no? SE SEI CAPACE GUADAGNI ANCHE 2500 EURO al mese!!QUALE POSTO DI LAVORO TI OFFRE UNO STIPENDIO COSI’?
Per Atesia assumerà tutti coloro che sono in inbound e cioè quegli operatori che ricevono le telefonate(giusto avere un contratto a tempo) per gli out-bound( vendita e promozioni come per la San Lorenzo) sarà con un contratto di apprendistato professionalizzato (ndr.da verificare)
pS:Chi di voi è in possesso di Fiat AlfaRomeo Lancia non usatela più tanto sono tutte costruite all’estero( anche in Romania)!! TANTO PER FARE UN ESEMPIO : Lì si che son partiti coi sordi nostri ece fanno le macchine per risparmià e vendercele come se fosse state fatte in Itaja!!
pitch
11 giugno, 2007 at 18:24
@pitch: chiedi perché le aziende devono garantire un fisso se non sanno se vendi oppure no. Credo che debbano garantirtelo perché su ogni vendita loro ci guadagnano X mentre tu ci guadagni 0,000X. Poi se vuoi assumerti anche parte del loro rischio d’impresa per 4 soldi e un lavoro precario puoi anche farlo…cuntentu ti.
critti
11 giugno, 2007 at 20:28
EVITIAMO DI SANTIFICARE LA SAN LORENZO IN QUESTO FRANGENTE…HAN BATTUTO COME TUTTI IL FERRO FINCHE’ ERA CALDO.
MA NON CI SI PUO’ COMPORTARE COSì,SPECIE CON QUESTI NUMERI DI GENTE MANDATA A CASA.
E’ QUESTA LA RESPONSABILITA’ E SERIETA’DI QUESTA AZIENDA?….
Salvo
12 giugno, 2007 at 08:38
[...] spazio ancora per un breve botta e risposta fra un non meglio precisato “CGIL Imperia” e Tombolini su imperiaparla.it. Tombolini [...]
Matteo Moro » Blog Archive » Dei blog e del rapporto con gli sponsor: il caso San Lorenzo
20 giugno, 2007 at 10:39