‘ndrangheta: Imperia sembra la sesta provincia della Calabria

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Imperia sembra la sesta provincia della Calabria
La Bindi: la ‘ndrangheta deve essere messa in ginocchio
Ieri le prime audizioni della commissione parlamentare antimafia

Patrizia Mazzarello e Milena Arnaldi per il Secolo XIX

«Quella di Imperia sembra la sesta provincia della Calabria a livello di infiltrazioni della ‘ndrangheta”».
Il fatto che la convocazione ad Imperia della commissione parlamentare antimafia non sarebbe stato un mero atto simbolico era già chiaro da tempo. Sono parole pesanti quelle espresse ieri a Imperia da Rosy Bindi, che della Commissione Antimafia è il presidente, durante un intervallo del lungo pomeriggio di audizioni nella sala del consiglio del palazzo della Provincia, sede anche della Prefettura. Sono stati sentiti il questore Pasquale Zazzaro ed il colonnello dei carabinieri Luciano Zarbano, l’esame della situazione complessiva è stata affidata al prefetto Fiamma Spena.
Alla destra del presidente Bindi si sono poi seduti nel corso del pomeriggio anche il Procuratore Capo della Repubblica di Genova e capo della Dda, Michele DiLecce, il magistrato della Dna Anna Canepa e il Pm antimafia della Dda di Genova Giovanni Arena. E ancora è stata ascoltata anche Giuseppa Geremia, procuratore di Imperia.
Tra gli argomenti al centro del lavoro della commissione, anche se il riserbo degli investigatori èt otale, tra una ricostruzione di quanto avvenuto ed un primo bilancio di quanto emerso nell’ambito del processo “La Svolta” nel quale risulta indagato per concorso in associazione mafiosa anche l’ex sindaco della città di confine Gaetano Scullino, c’è infatti anche e soprattutto l’ultima clamorosa inchiesta che ha riportato Ventimiglia, Comune sciolto per mafia solo nel 2012, alla ribalta delle cronache. Si tratta dell’inchiesta per voto di scambio, reato che fa parte della complessa normativa antimafia. E che sulla scia di una complessa attività d’indagine di polizia e carabinieri, intervenuti in forze a vigilare sulle elezioni che hanno poi portato alla vittoria al ballottaggio del giovane sindaco del Pd Enrico Ioculano, vede coinvolti alcuni esponenti del centro destra ventimigliese, accusati di aver acquistato diverse decine di voti durante il primo turno delle elezioni amministrative. Tra gli altri risulta indagato Emilio Galardini: ad oggi capogruppo di Forza Italia, in quanto l’ex candidato sindaco azzurro Giovanni Ballestra e l’ex vicesindaco Roberto Nazzari, per protestare contro la sua decisione di non dimettersi, si sono iscritti ad una lista civica e al gruppo misto.
Il presidente Bindi parla della Calabria, con riferimento a quanto accaduto ad Oppido, paese in cui, nonostante le sferzanti parole del Papa contro la criminalità organizzata, ancora nei giorni scorsi la processione religiosa ha reso omaggio al boss di turno:«Lo Stato deve decidersi ad adottare seriamente la Calabria, rafforzando gli organici della polizia e della magistratura». Ma le sue parole ed il suo sguardo sono rivolte alla provincia di Imperia: «Quando lo Stato si è impegnato in Sicilia la mafia è stata messa in ginocchio, quando lo Stato si è impegnato in Campania la camorra è stata messa in ginocchio, lo Stato deve decidersi a mettere in ginocchio la ‘ndrangheta in Calabria e ovunque abbia riprodotto la struttura calabrese. Questa provincia sembra la sesta provincia della Calabria».
Parole che riassumono le inchieste amministrative e penali che hanno portato allo scioglimento dei consigli comunali di Bordighera (poi annullato dal Consiglio di Stato) e Ventimiglia, le stagioni dei roghi che si sono protratte sino alla vigilia delle elezioni. E nei quali alcune specifiche indagini dei carabinieri hanno ad esempio individuato sospetti collegamenti con le udienze del processo“La Svolta” contro la cupola mafiosa dell’estremo ponente.
Ma che rappresentano anche una vera e propria dichiarazione di guerra alle cosche da parte della Bindi e della commissione antimafia, il cui lavoro oggi si arricchirà anche dell’audizione di diverse associazioni, tra le quali la Casa della legalità che ha già pronto un faldone di ben 80 pagine con rilievi da Diano Marina sino alla città di confine. Una sfida,ritengono in molti, che potrebbe anche essere il preludio per nuove eclatanti inchieste.