A che punto è Imperia

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Imperia è ferma al palo da anni, inutile girarci intorno.
Non mi si venga a dire che “il porto potrebbe…” o “avrebbe potuto rilanciare la città” perché non è vero. Si sarebbe riempito di qualche yachts in più, avrebbe dato la possibilità a qualche ristorante (due o tre, peraltro) di fare qualche piatto in più e basta.
Del resto su internet si possono trovare le stime, fatte da Caltagirone all’inizio, calare vistosamente.
Non mi si venga a dire che qualche rotonda; un palasport che non serve quasi a niente, un campo di atletica che probabilmente è stato ampliato solo per poterci fabbricare intorno e che finora non ha ancora ospitato un meeting degno di questo nome; un museo navale dove fino a poco tempo fa entrava acqua, ma non barche (peraltro “muletti” di ben altri autorevoli natanti) possano servire a rilanciare la città.
Ci si aspettava di più anche dall’attuale amministrazione, ma se si sta a perdere tempo con sensi unici e ztl (mi riferisco a Via Santa Lucia e al Parasio), si va poco lontano.
Non mi si venga a dire che il wi-fi nell’entroterra potrebbe portare benefici perché gli abitanti potrebbero anche considerarla una presa per i fondelli: credo che abbiano più bisogno di strade asfaltate e posteggi per le auto.
Ci vogliono delle nuove idee e bisogna che qualcuno sia in grado di portarle avanti e realizzarle.
Mi risulta che almeno due, una un po’ più ambiziosa, ma molto interessante, l’altra più rurale, siano state suggerite al sindaco e a qualche assessore, ma finora non si è mosso niente.
Si ha la sensazione, purtroppo, che sia più comodo lasciare le cose come stanno, ma tra vent’anni, quando torneranno i trentenni che sono andati via adesso, ammesso e non concesso che lo faranno, la città sarà una enorme cattedrale nel deserto, utile solo a qualche anziano che voglia venire a cambiare un po’ aria.
Abbiamo quattro spiagge (mica chilometri: qualche centinaia di metri) e non riusciamo a mettere a posto neppure quelle.
L’amministrazione si complica la vita infilandosi in cul de sac tipo via Santa Lucia o come pagare le multe all’Ast, se fare una fila o due: ci rendiamo conto?
E gli altri aspettano al varco per poi tornare alla guida della città, inventarsi opere completamente fuori portata, sproporzionate rispetto alle esigenze, per poi, al limite, per un motivo o per l’altro, lasciarle a metà.
Brutte prospettive.
Spero che la sveglia suoni presto e forte.