Giornata della memoria

Per continuare a ricordare.


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Concordo in pieno con la necessità di celebrare il Giorno della Memoria ma, scusa la domanda, perché pubblichi il post oggi? Il Giorno della Memoria è il 27!

V
Valentina
24 gennaio, 2008 at 14:03
per non pensare alla crisi di governo no??
lucaluca
24 gennaio, 2008 at 15:54
@Valentina: è una questione personale. Diciamo che non so se i prossimi giorni potrò postare. Spero di aver soddisfatto la tua curiosità.
@lucaluca: non ci vedo alcuna correlazione.
ImperiaParla
24 gennaio, 2008 at 17:54
è giusto ricordare SEMPRE.. non solo il 27.
luka
24 gennaio, 2008 at 18:36
si certo, è cosa buona e giusta ricordare sempre la shoah mentre la nakba non se la fila nessuno.
servi
gatto nero
25 gennaio, 2008 at 01:47
siamo tutti servi!
luka
25 gennaio, 2008 at 16:03
E come poterlo dimenticare?
Pochi giorni fa è venuto un anziano in edicola, che conosceva uno dei sopravvissuti ai campi di concentramento, morto qualche anno fa. Ha detto che c’è una cosa che non scorderà mai: era finita la guerra da un anno e stavano giocando a pallone. Finita la partita questo anziano sopravvissuto, allora giovane, ha detto che aveva fame e si sarebbe fatto un panino. Ha preso un pezzo di pane e ci ha infilato un radicchio. Poi ha sospirato tanto era il piacere di mangiarlo.
guccia
25 gennaio, 2008 at 16:58
Se ricordare significa essere servi voglio essere servo per tutta la vita!
Ballesecche
25 gennaio, 2008 at 20:05
Certo che bisogna ricordare la nakba, come lo shoah, la strage di piazza Tiananmen, i gulag ecc.ecc..
E bisogna essre rispettosi da un lato e incazzarsi alle ingiustizie che ci circondano oggi giorno (CPT per esempio), protestare e incazzarsi.
fijodor
25 gennaio, 2008 at 21:53
il giorno della memoria deve ricordare agli ebrei, cosa stanno facendo ora in palestina, io son per il giorno della memoria, ma ora si dia uno stato hai palestinesi
http://it.youtube.com/watch?v=9KOjDIDRv8U&feature=related
olocausto ebreo
http://it.youtube.com/watch?v=884G1WlJEQ0
ebrei riflettete riflettete
guido arci camalli
26 gennaio, 2008 at 13:09
è mi dispiace dirlo ma che combina ora israele? ditemelo, che ci sia un giorno dela memoria per tutti i popoli del mondo, non solo gli ebrei, ma anche i palestinesi, gli jugoslavi, gli africani, i sud americani, io vorrei un giorno della memoria globale
guido arci camalli
26 gennaio, 2008 at 13:23
Oggi, che il giorno della memoria ricorda l’apertura, da parte delle truppe sovietiche, dei cancelli di Auschwitz, vorrei anche ricordare che noi Italiani abbiamo un forte impegno a ricordare la shoah, perche ne fummo, attraverso i nostri ascendenti, padri o nonni che siano, colpevoli. Infatti non è una generica colpa che si ha tutte le volte che si vede qualcuno commettere un reato in silenzio o con ghigno connivente che ci motiva al ricordo, ma la colpevolezza di essere di quel popolo che in ottuso silenzio o in vergognosa connivenza ha pensato (gli intellettuali), trasformato in leggi (i politici), emanato (il RE) le LEGGI RAZZIALI DEL 1938, che sono ancora lì a monito perenne. Personalmente non mi vergogno dei gulag o degli stermini del Vietnam, mi limito a rattristarmene. Ma che il mio Paese abbia cacciato gli ebrei, cosa che non fece la fascista Bulgaria, di questo mi vergogno e sempre temo di ricascarci.
Bruna
27 gennaio, 2008 at 13:00
oggi è lutto in tutto il mondo, ma facciamo una giornata dellla memoria globale
guido arci camalli
27 gennaio, 2008 at 18:16
Si potrebbe proprio fare ma (!)……come la mettiamo con i “No global”?
Franco (di nome e di fatto)
27 gennaio, 2008 at 18:58
Non c’è solo la paura di morire. C’è il gas che manca, come la farina e il latte. Come le medicine. È il nuovo embargo di Israele. È la nuova polveriera in una terra di 500 chilometri quadrati, tra le più densamente popolate del mondo. Per questo la gente è tracimata in Egitto. Un’invasione di disperati per comprare generi da mangiare. Gestita da Hamas, che controlla Gaza. E lei, Leila Shahid, antropologa, scelta nel 1989 da Arafat per rappresentare l’Olp a Parigi e ora ambasciatrice dell’Anp alla Commissione Europea, dopo 40 anni ancora deve mediare, smorzare le contrapposizioni (ora con Hamas) e spiegare le ragioni della sua gente al mondo. Lo farà anche oggi in Italia, a Percoto, nelle distillerie della famiglia Nonino, dove riceverà dalle mani di Peter Brook il prestigioso Premio Nonino 2008 «A un maestro del nostro tempo». Perché «si batte integra per il luogo da lei così amato da considerare ogni bambino nato in quel suolo suo figlio».
Leila Shahid, sono state proprio le madri con i piccoli in braccio a varcare per prime il confine egiziano.
«È significativo: il valico violato dalla figura simbolo della famiglia. Perché sono le famiglie che stanno pagando il tributo pesante delle sanzioni imposte al milione e mezzo di abitanti di Gaza. Israele ha tagliato l’elettricità, interrotto l’arrivo di derrate alimentari inviate dalle Nazioni Unite a una popolazione che per il 69 per cento vive sotto la soglia della povertà. La caduta del muro è il segno di una voglia di vivere più forte della volontà di soffocare Gaza».
Ma Hamas ha gestito l’invasione, è sempre di più nel circuito internazionale e ciò allarma Israele. L’embargo di Tel Aviv, poi, è una reazione al lancio dei razzi Qassam.
«Hamas non gestisce l’invasione, ne ha approfittato. Un’occasione che Israele ha fornito su un piatto d’argento. Tuttavia il leader di Hamas giovedì a Damasco si è detto pronto a negoziare con gli egiziani, con il primo ministro di Anp Salam Fayyad e con gli europei. Anche per questo l’impegno europeo è importante”.
Come uscire dall’anarchia pericolosa di questi giorni?
«Riaprendo il valico di Rafah, chiuso dagli egiziani unilateralmente dopo il rapimento, nel giugno 2006, del soldato israeliano. Era impossibile nel 2007, quando Hamas ha preso il potere. Ora Fayyad ritiene che si possa fare. Propone di riassumere il controllo delle frontiere svincolandole da Hamas. Rafah tornerebbe il valico per i cittadini, Karme per le merci. Un accordo fra israeliani, europei, l’inviato Tony Blair, gli egiziani e Anp. Se vi si arriva, l’emergenza di queste ore diventerebbe una svolta».
Ma questa emergenza potrebbe anche favorire il proselitismo di Al Qaeda.
«No. Nella regione Al Qaeda non ha una rete, è un’idea che attecchisce tra gente povera. La collera contro l’occupazione fa proseliti, non il fatto che si possano superare i valichi».
Lei è nata a Beirut da profughi palestinesi, ha sposato un marocchino, vive a Bruxelles. Spera di risiedere un giorno in Palestina?
«Lo voglio. E a Gerusalemme, la città di mia madre».
SIMILITUDINI O NO?
cosa centrano i no global scusa
guido arci camalli
27 gennaio, 2008 at 19:01
Può darsi che non vogliano entrarci per niente, come può darsi che vogliano entrarci per puro capriccio e voglia di rompere…..come al solito.
Franco (di nome e di fatto)
27 gennaio, 2008 at 22:29
Nell’ordine abbiamo chi mette lo smile per far notare che il post è stato pubblicato nel giorno errato, poi chi ricorda anche la crisi di governo, e chi prende il fosforo tutto l’anno per non dimenticare mai, chi giustamente non ne ha abbastanza degli ebrei sterminati e quindi è meglio ricordare anche altro e non perdere tempo a fermarsi a pensare a vecchie cose, chi non si indigna per le stragi che non riguardano l’Italia ma almeno se ne rattrista, e chi con un colpo di genio infila nel discorso anche i no global.
Complimenti a tutti per avere trovato, ognuno di voi, il proprio personale modo di ricordare una tale atrocità.
Pupilla
28 gennaio, 2008 at 10:11
@Pupilla: ti quoto in pieno. Alcuni commenti non vedo proprio cosa c’entrino.
Il 27 era il giorno della memoria dell’Olocausto e penso che sia stato indetto per non dimenticare ciò che i nazisti fecero agli ebrei, agli handicappati, ai rom, agli omosessuali, ai testimoni di Geova.
ImperiaParla
28 gennaio, 2008 at 10:58
@Guido: il tuo commento era finito in moderazione. Se ci sono link, wordpress li mette là se non direttamente nello spam.
Il tuo ragionamento lo condivido solo in parte. E’ come se si dicesse che i cristiani devono pensare a quello che stanno facendo in Iraq adesso. Non confonderei le religioni con i governi e non generalizzerei troppo.
ImperiaParla
28 gennaio, 2008 at 11:03
@ Pupilla e ImperiaParla: nella mia opinione, un post è qualcosa di personale che un tizio scrive e che altri tizi, più o meno liberamente, interpretano. Se il Giorno della Memoria serve a far riflettere sui grandi temi dell’attualità, ben venga. Se a Tizio X fa riflettere sulla crisi di governo, va bene. Se a Tizio Y fa venire in mente altri sterminii, va bene. Certo che sì: ognuno DEVE avere il suo personale modo di ricordare, celebrare e commemorare – anche al di fuori dei circuiti istituzionali che vogliono propinarci ogni anno sempre le stesse immagini atroci, come se il sensazionalismo dei corpi macilenti e accatastati fosse l’unico modo ormai per suscitare emozioni “forti” (ne parlo anche in un mio recente post).
Non mi interessa molto la poemica rivolta al mio smile e alla mia osservazione sui giorno “errato” in cui è uscito questo post. Ma mi sembrava evidente che l’occhiolino stava lì a significare che la mia non era una critica e che NON doveva, appunto, essere vista come tale.
V
Valentina
28 gennaio, 2008 at 12:49
@Valentina: ti ho spiegato perché l’ho postato con qualche giorno di anticipo. Se per il 25 aprile saprò di non poter usare il pc, per esempio, posterò prima qualcosa riguardo la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, per dire. Ognuno poi è libero di ricordare ciò che vuole, ma il 27 gennaio è il giorno della memoria della shoah.
ImperiaParla
28 gennaio, 2008 at 13:04
Oh caspita! Quando parlo non riesco proprio a farmi capire… Lo so, me lo avevi già detto perché postavi prima, e non volevo tornarci su (sembrerà strano, ma l’avevo capito alla prima…)
Stavo rispondendo a Pupilla che ironizzava sull’inopportunità del commento che ho lasciato (e a te che le davi ragioni). E dicevo: il mio voleva essere un commento leggero, con tanto di occhiolino, perché di cose brutte, settimana scorsa in Italia, ne sono accadute parecchie.
Quindi, per concludere: col mio primo commento volevo solo essere presente ma scherzosa e leggera, che – mi sembra di capire – di un po’ più di leggerezza c’è tanto bisogno…
Poi, se uno si prende la briga di andare a leggere il mio blog vede che al Giorno della Memoria parole ne ho dedicate. E non certo leggere o superficiali.
V
Valentina
28 gennaio, 2008 at 14:32
@Valentina:Francamente essere scherzosi proprio sul post dedicato alla Shoah non riesco a capirlo.
Poi, come esattamente dici tu, il post è libero come liberi sono i nostri pensieri: voi avete scritto il vostro commento, io ho potuto scrivere ciò che i vostri commenti mi hanno suscitato.
Tutto qua.
Pupilla
28 gennaio, 2008 at 15:28
ok comprendo per me la memoria deve essere globale, non di parte, anche perchè oggi già non si parla più ne di shoah, ne di campi di sterminio, mentre in palestina continua quello che continua
guido arci camalli
28 gennaio, 2008 at 20:43
@Valentina: l’ho visto il post sul tuo blog, molto bello. Adesso abbiamo chiarito tutto, direi.
@Guido: non solo in Palestina, un po’ ovunque nel mondo continuano le stragi, purtroppo.
ImperiaParla
28 gennaio, 2008 at 22:32
infatti in tutto il mondo ma oggi di shoah non si parla già più visto?
guido arci camalli
29 gennaio, 2008 at 12:11
Salve a tutti.
Oggi 29 gennaio, dopo che il blog è molto meno “infuocato” di ieri, rispondo a Guido che chiede che cosa c’entrino i “No global” . Secondo me c’entrano, in quanto se si facesse la giornata globale della memoria alcune “memorie”, di prevalenza politica, non si distinguerebbero più dalle altre e perderebbero importanza. Ecco perchè, quasi scherzosamente, ho tirato in ballo i No global e non è stato assolutamente un “colpo di genio” come dice Pupilla. Con questo ho anche trovato il motivo per lagnarmi dell’eccessivo costo del pesce: devo dedurre che tantissima gente mangia pesce tutto l’anno per tenersi sempre pronta alla giornata della memoria, come se di fattacci da ricordare non ve ne siano altri. Vogliamo andare a ritroso e tornare pian piano ai giorni nostri ?
Ok partiamo, per esempio, dalla strage degli innocenti; è già questo un olocausto. Durante le persecuzioni dei cristiani, globalmente, è stato pure un continuo olocausto. Evitando di percorrere l’intero itinerario attraverso i secoli giungiamo alla santa (?) inquisizione dove, chi era sospettato di essere coinvolto in stregoneria veniva messo al rogo (vivo!); veniva prima eseguito un “test”, cioè: si prendeva l’indiziato (o l’indiziata) e lo si teneva per circa un quarto d’ora con la testa immersa nell’acqua. Se al termine di questo tempo, il soggetto risultava morto annegato allora significava che non era stregone o strega; se, invece, questo stesso soggetto avesse avuto “il culo” di avere due polmoni da “super apneista” ecco che quando era trascorso il fatidico quarto d’ora egli doveva raggiungere il patibolo poichè accusato di stregoneria. Triste chi ci capitava; in un modo o nell’altro comunque, egli DOVEVA MORIRE (altro olocausto).
Veniamo ai giorni nostri (sempre prendendo le scorciatoie) e ci troviamo di fronte ad Angela Celentano (quella bimba rapita sul monte Paito ad Agosto 1996 e mai più ritrovata).
Troviamo Denise Pipitone (altra innocente), rapita all’affetto dei suoi cari e fatta “sparire” .
Troviamo poi Tommaso Onofri (ulteriore angelo innocente), rapito e forse subito massacrato con una badilata sul volto; roba da far rabbrividire anche un tirannosauro.
Troviamo la “celebre” strage di Erba (altro massacro, quindi altro olocausto).
Troviamo anche “l’investitore folle” Ahmetovich con quell’altro “senza scrupoli” di Alessio Sundas (quest’ultimo poi……far pubblicizzare alcuni prodotti da un quadruplice assassino).
Allora, veniamo al dunque. Questi trafiletti, riportanti fatti di cronaca, non potrebbero essere altro che la 1000-23 (tanto per dargli un valore) parte di quel che giornalmente può accadere sul pianeta, ma che noi, per un motivo o per l’altro, non ne siamo a conoscenza. Non ne siamo a conoscenza poichè vi è una sola ragione: sono POLITICAMENTE IRRILEVANTI. Il nocciolo della questione è tutto qui. Valentina la dice lunga e con santa ragione, nell’affermare che per far ricordare qualcosa è divenuto necessario suscitare forti emozioni; emozioni che però, bada bene, riconducano a fatti storici che abbiano una certa matrice politica; tutti gli altri hanno poca importanza (compresi i massacri in Kenia; i campi di sterminio sovietici i quali……..mi sa tanto che…. sono proprio quelli che hanno ispirato quei “quattro pazzi” esaltati criminali nazisti; gli incarcerati politici di Cuba e tanti tanti altri che per ragioni di spazio e di tempo non sto nemmeno a menzionare). Dobbiamo ammettere: è risaputo che da che mondo è mondo ogni guerra fa sempre anche tante vittime innocenti e non è mai stato stabilito in che modo; è sempre stato tutto a sorpresa. Comunque tutto questo è sempre avvenuto, avviene e avverrà sempre ma non giustifica assolutamente alcun carnefice.
Un altro giorno della memoria, negli anni 60, era sempre nell’imminenza di elezioni politiche, era un film mandato in onda dalla RAI immancabilmente, ripeto, all’approssimarsi delle elezioni; il film era il seguente: “IL PROCESSO DI VERONA” chissà perchè.
Cari Signori; mettiamocelo bene in testa: il mostro è dentro ognuno di noi e ci invoglia a sottomettere il nostro prossimo per mezzo del denaro, dell’invidia, dell’ambizione e della presunzione; tutto diventa, alla lunga, come una sorta di reazione divergente che satura il sistema, portando poi gli uni contro gli altri in sempre continui superfflui confronti.
Non so se con questo ho, per così dire, “pestato i piedi” a qualcuno; se così è stato assicuro che è successo senza alcuna intenzione.
Cordialmente:
Franco.
Franco (di nome e di fatto)
29 gennaio, 2008 at 22:00
ma cosa c’entrano i no global ripeto la domaNDA?
guido arci camalli
30 gennaio, 2008 at 12:51
Il post appena letto contiene già la risposta alla “domaNDA” ripetuta; basta leggerla.
Che cosa c’entrino (questo tipo di “no global”), lo si può desumere dall’inizio del mio post;
è chiaro che quelli tradizionali non possono entrarci niente in quanto servono, con rispetto parlando, solo a fare casino nelle piazze; ogni tanto (ma proprio ogni tanto tanto), riescono a tirarne fuori qualcosa di meno ridicolo del solito (lo dico senza cattiveria eh).
Con l’occasione vorrei precisare quel “1000-23”: è sbagliato; intendevo scrivere 10 elevato alla “meno ventitreesima” (un 10 con 23 zeri al seguito).
Franco (de nome e de faitu).
Franco (di nome e di fatto)
30 gennaio, 2008 at 17:15
…………….infatti in tutto il mondo ma oggi di shoah non si parla già più visto?
Così, sembra che veramente si concluda la “giornata della memoria” (shoah), come giustamente l’ha voluto far notare Guido nella riga soprastante. Ma non è andata proprio così perchè mentre da “noi” ci arrovelliamo il cervello per cercare forse di scusarci anche per cose non fatte di prima persona, c’è chi invece si serve di certe scene onde essere originali al massimo, naturalmente con la scusa che il tutto viene fatto “a fin di bene” (!). Chiaro ?
Leggete un pò qui appresso, cosa hanno pensato di fare in Brasile mentre in Italia, Domenica 27, quasi ci si percuoteva il petto (dal “Corriere della Sera – Esteri” di oggi).
L’iniziativa sta scatenando molte polemiche
Rio: al carnevale un carro sull’Olocausto
Per riguardo ai parenti delle vittime, non è prevista l’esibizione di ballerine succinte
Il carro contestato (Ap)
RIO DE JANEIRO – Costumi, musica ad alto volume, alcol e tanti corpi nudi: il famosissimo carnevale di Rio è per lo più un gigantesco spettacolo colorato. Tuttavia, una scuola di samba intende sfilare nei prossimi giorni ricordando le vittime dell’Olocausto. I responsabili delle comunità ebraiche sono sconcertati. «Shockers» (Pelle d’oca) è il tema centrale per gli otto carri della scuola di Viradouro, tra i quali «shock della nascita», «shock dell’horror» e «shock del freddo». Uno dei carri intende però scioccare mostrando la strage nazista di ebrei, omosessuali, disabili, avversari politici e tanti altri sterminati con un centinaio di sagome immobili e scheletriche ammucchiate una sull’altra.
AMMONIMENTO – «È un carro di tutto rispetto e vuole essere una sorta di ammonimento affinché l’Olocausto non si ripeta mai più, non vuole offendere nessuno», si è difeso il creatore dell’opera, Paulo Barros. Sul carro, per riguardo ai parenti delle vittime, non è prevista l’esibizione di ballerine succinte, assicura l’organizzazione. A ogni modo sembra che la scelta si stata di cattivo gusto per le comunità ebraiche brasiliane. E la vicenda in questi giorni ha avuto una grande eco anche fuori dai confini nazionali.
«NON ADATTO» – Per il momento non è ancora stato dato il via libera definitivo a sfilare. Il presidente della Federazione ebraica dello Stato di Rio de Janeiro, Sergio Niskier, ha definito il carro senza mezzi termini «per nulla adatto a tale manifestazione e già tre mesi fa si era opposto quando la scuola di samba aveva chiesto il suo parere. Non è il caso ricordare i sei milioni di persone morte nei lager nazisti tra il 1938 e il 1945 in mezzo a una calca di centinaia di migliaia di turisti e brasiliani festanti». Nell’ipotesi che il carro dovesse comunque sfilare, Sergio Niskier non esclude di ricorrere a un tribunale. Ma per il presidente di Viradouro, Marco Antônio Lira de Almeida, «un ritiro significherebbe anche la perdita di punti» nella gara tra le scuole di samba. Negli anni scorsi diversi carri allegorici sono stati al centro di vivaci polemiche, spesso da parte dei rappresentanti della Chiesa. Molti sono stati «ritoccati» all’ultimo minuto. La due giorni di sfilate a Rio, il 3 e 4 febbraio, viene seguita nel Sambodromo e in televisione da milioni di brasiliani.
Meditate gente;……meditate……. esiste gente che sulle disgrazie altrui ci costruisce i propri interessi.
Ve lo dicevo io che “il mostro” alberga sempre in ognuno di noi; in tutti indistintamente; ve lo dicevo o no?
Cordialmente
Franco (de nome e de faitu)
Franco (di nome e di fatto)
30 gennaio, 2008 at 23:38
@Franco: e certo che il mostro alberga in ognuno di noi, su questo sono perfettamente d’accordo. E trovo la faccenda del carnevale di Rio molto triste.
ImperiaParla
31 gennaio, 2008 at 00:01
E’ possibile avere il vostro indirizzo e-mail ?; così vi mando qualche immagine, oppure potrete tranquillamente trovarle voi su Google digitando semplicemente “Rio De Janeiro” e cliccando al seguente link: “Rio: al carnevale un carro sull’Olocausto” (è il primo della prima pagina).
Saluti
Franco (di nome e di fatto)
31 gennaio, 2008 at 00:19