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Caso di doping nella pallapugno

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Una vicenda di doping scuote il mondo del ‘balòn’: Marco Faccenda, ’spalla’ di Roberto Corino nel Ricca d’Alba campione d’Italia di pallapugno, è risultato positivo al controllo antidoping in occasione della prima finale scudetto contro San Leonardo, come riferito dal Coni:
L’Ufficio di Procura Antidoping del CONI, su indicazione della Federazione Medico Sportiva Italiana, dopo aver informato la Federazione interessata, con cui ha proceduto all’abbinamento codice/atleta, ha accertato un caso di positività.
Il Laboratorio di Roma ha rilevato, nel primo campione sottoposto ad analisi, la presenza di Cocaina – Benzoilecgonina – Ecgonina Metilestere e Metabolita di THC per Marco Faccenda, tesserato della Federazione Italiana Pallapugno (società Ricca), al controllo CONI-NADO in competizione, su richiesta della FIPAP, del 18 ottobre 2008 a Ricca d’Alba (Cuneo), in occasione della finale del Campionato Serie A maschile: Ricca – S. Leonardo.
Sanremonews – 13 novembre 2008

La notizia, se confermata, avrebbe a dir poco del clamoroso.
Non seguo più il pallone elastico, o come diavolo lo chiamano oggi, da più di dieci anni, ma prima le partite casalinghe di Alberto Sciorella, Giuseppe Barla e Alessandro Trincheri (quando commetteva 20 o 30 falli di battuta a partita) andavo a vederle.
Per Barla e Sciorella sono andato qualche volta anche in Piemonte e ho chiacchierato spesso con anziani giocatori: uno su tutti, Giuseppe Aicardi, il mitico Pinù che mi raccontava delle “bombe” che si faceva prima delle partite, tutte a base di Vov e naturali al 100%. Mi raccontava che un tempo capitava anche di giocare due partite in una giornata: magari al mattino al Parasio, al pomeriggio a Vasia: per questo aveva bisogno di “sostegno”.
Ho sempre diffidato di certe partite finite 11-10 o 11-0 perché, mi dicevo, chissà che patti stringeranno tra loro i giocatori. Ma vederli colpire la palla in un certo modo era sempre un piacere, a prescindere.
Quando i dopati sono venuti fuori nelle altre attività sportive, mi domandavo se mai qualche giocatore di pallapugno non facesse uso di sostanze proibite. Non ho nemmeno ben presente quando è entrato in vigore l’antidoping anche nel pallone elastico: non vorrei sbagliarmi, ma credo che non sia da molto.
Per questo la notizia mi ha colpito: se non è il primo caso di doping, poco manca. Fatto sta che Marco Faccenda si è fatto trovare positivo e lo scudetto potrebbe essere assegnato a tavolino a Alessandro Trincheri, portacolori della San Leonardo di Imperia, che, mi dicono, nel frattempo è migliorato, e di molto.

Scritto da Angelo Amoretti

13 novembre, 2008 alle 16:38