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Il degrado sulla strada per Montegrazie

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Un affezionato lettore, che ringrazio di cuore, ha raccolto il mio invito a mandare fotografie riguardo al degrado delle nostre frazioni e mi ha inviato alcuni scatti effettuati sulla strada che dal bivio di Moltedo porta a Montegrazie.

Le immagini parlano da sole e non ci sarebbe molto da aggiungere se non che lungo la strada ci sono questi cantieri semi abbandonati dove viene lasciato di tutto: in uno, che è pieno di piastrelle e laterizi, ogni tanto qualcuno dà fuoco alle macerie e alla plastica che viene gettata lì da chissà chi.
Vicino al maneggio ci sono due depositi di pietre, ghiaia e detriti. I mezzi pesanti e pericolosi transitano tranquillamente per circa due chilometri e mezzo, nonostante ci sia un cartello di divieto ben visibile.

Si dice che, quando prima delle elezioni, l’Assessore Gaggero ha visto il “panorama”, sia rimasto esterrefatto e abbia detto, senza mezze parole, che quelle sono discariche a cielo aperto belle e buone.
Ma a tutt’oggi nessun provvedimento è ancora stato preso.

Credo che per Montegrazie vada bene lo stesso discorso fatto per tutte le altre frazioni: se davvero si vogliono rivalorizzare – e tutti conosciamo il valore di questi borghi – bisogna cominciare col fare un po’ di pulizia, il più presto possibile.

Scritto da Angelo Amoretti

24 agosto, 2009 alle 17:14

I dodici apostoli di Paolo Strescino

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Vi siete presentati nelle liste che hanno vinto le elezioni, ma siete stati trombati? Qualcuno minaccia ricorsi al Tar? Avete fatto una buona campagna elettorale per la lista vincente? Siete rimasti a bocca asciutta? Niente panico, “Ecco i custodi delle frazioni” [La Stampa, 1 agosto 2009], “Delegati di Frazione” [Il Secolo XIX, 1 agosto 2009].
Così a Davide La Monica, Vittorio Chisci, Luisella Ferro (tutti e tre dell’IVA che peraltro non esiste neanche più, la lista, per quella al ristorante ci stanno studiando) a Giovanni Bonifazio (Lega Nord) e Fabio Garibbo (Pdl) affianchiamo: Ignazia Allegro, Fulvio Balestra, Antonio D’Amore, Beniamino Giribaldi, Maurizio Massa, Luca Paoli e Giovanni Semeria ed ecco i dodici apostoli di Paolo Strescino che dovranno occuparsi delle Frazioni.
In che modo devo ancora capirlo.
Si dice che ricopriranno il ruolo, a gratis, beninteso, che una volta era dei messi.
Ma la cosa non mi quadra perché, tanto per fare un esempio, i messi comunali almeno una volta la settimana una scopata per terra la davano e le merde dei cani le toglievano; stappavano i tombini e toglivano di mezzo il fogliame, tanto per fare qualche esempio.
Adesso mi pare di capire che se le vie di una frazione sono piene di regalini cagneschi, di foglie e erbacce, devo telefonare in Comune, poi il Comune telefona all’angelo custode e lì non so se l’angelo custode deve richiamare qualcuno in Comune o viene direttamente lui/lei a pulire. Insomma, la cosa mi sembra piuttosto ridondante, con tutto il rispetto per i dodici apostoli.
Dopo i messi erano arrivati i vigili di quartiere, qualcuno ricorda? Funzionavano talmente bene che quando venivano prendevano rigorosamente nota delle lamentele, poi le portavano in Comune e là si perdevano nei meandri della burocrazia.
C’è una ulteriore possibilità: i dodici ogni tanto faranno un giro nelle frazioni, al posto dell’Assessore alle Frazioni, poi magari faranno un rapporto all’Assessore in questione. Forse sarà così, ma tutto questo panegirico, nel caso non lo abbiate capito, mi è servito per dire a chiare lettere che trovo inutile la figura del custode, anzi, per certi versi controproducente, sempre per i soliti passaggi burocratici che, invece di sveltirle, allungheranno le “pratiche”.
Spero che questa ultima genialata pre ferie, possa essere regolamentata meglio, al ritorno delle vacanze.

Scritto da Angelo Amoretti

1 agosto, 2009 alle 11:15

Scandali di periferia

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Questo scandalo è da più di una settimana sulla Piazza del Comune di Clavi, dove di recente era comparso questo bel cartello:

Da qualche giorno un’abitante sta provando a telefonare in Comune e all’Ecoimperia per segnalare il fatto, ma ad alcuni numeri, compreso quello verde apposto sui contenitori di plastica, non è riuscita ad accedere.
In mezzo ai materassi, buttati lì da chissà quale incivile, c’è anche dell’eternit:

Ora, considerato che lo spettacolo non è dei più decorosi, sarebbe opportuno che chi di dovere provvedesse a far rimuovere il tutto il più in fretta possibile.
Per chi transita non è un belvedere e in questo periodo sono molti anche i turisti che hanno casa nelle frazioni o nella valle, a passare da lì.
Mi permetto di ricordare al nuovo assessore alle frazioni, che a Clavi, probabilmente poco considerata, ci sono una chiesa romanica consacrata nell’anno del signore 1001 e un ponte medievale ristrutturato di recente che, tra l’altro, andrebbero meglio valorizzati.
Update ore 16.22: Incredibile, ma vero: poco fa sono venuti a portar via tutto. Evviva!

Scritto da Angelo Amoretti

29 luglio, 2009 alle 12:08

Loc.

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Due anni fa, mese più, mese meno, avevo fatto notare che a Clavi erano spariti i cartelli che indicavano la frazione, quelli che un tempo erano in bella vista per chi arrivava da Dolcedo o da Piani.
In questi giorni è apparso dal nulla questo spettacolare cartello che indica: “Loc. Clavi“.

Chi sarà il genio che ha avuto l’idea di concepirlo e posizionarlo in quel modo?
C’entra il Comune o è la bizzarra trovata di qualche residente, per così dire, creativo?
Nel frattempo, per saperne di più, cercherò di parlare con l’Assessore Gaggero, uomo di buon gusto e fresco di nomina, e approfitterò dell’occasione per fargli una domanda: perché non iniziare da una cartellonistica “decente” per ri-valorizzare le frazioni?

Scritto da Angelo Amoretti

27 giugno, 2009 alle 12:48

E’ uno scherzo?

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Nella piazzetta sotto casa mia la lampadina del lampione (se così lo vogliamo chiamare) è fulminata da due settimane.
Ora non so se qualcuno aveva già chiamato quando quattro giorni fa ho parlato con una tipa, peraltro gentilissima, del Comune. Fatto sta che la luce non c’è ancora.
La signora di cui sopra mi ha spiegato che bisogna stabilire se è un lampione di competenza del Comune o dell’Enel. In uno dei due casi, non ricordo quale, c’è da aspettare di più.
Un’anziana signora che abita non lontano da me, ha chiamato per segnalare lo stesso problema a un altro lampione e le è stato detto – la riporto come mi è arrivata – che per andare a sostituire una lampadina ce ne vogliono almeno tre che siano fuori uso, sennò non si muove foglia.
Ditemi che non è vero perché se così fosse allora basterebbe uscire e spaccare con la fionda altre due o tre lampadine e il problema sarebbe risolto a breve.

Scritto da Angelo Amoretti

20 settembre, 2008 alle 16:29

Arriva il Vigile di frazione!

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Intorno a Natale ho trovato nella buca delle lettere un questionario a cura del Settore V – Servizi Sociali Ambiti Territoriali Sociali 11 e 11 bis dal titolo: “Progetto Vigile di Frazione“.
Risponderò con calma e lo porterò in Comune, da bravo cittadino.
Quello che mi preme far notare qui è che dalle mie parti i vigili di frazione, le famose due vigilesse, sono state viste non più di tre o quattro volte.
Sono state gentilissime e hanno ascoltato le lamentele e i suggerimenti da due o tre residenti: più luce, meno sporcizia per le vie e risistemazione delle stesse (almeno quella più disastrata).
Hanno detto che avrebbero fatto presente in Comune e poi, a parte una volta o due, non si sono più viste e mi domando se c’è stata qualche variazione di programma.
Le domande del questionario sono principalmente basate sulla sicurezza e da questo punto di vista il Comune per il momento può dormire sonni tranquilli perché qua non sarà necessario installare telecamere.
Gli anziani si sentono più sicuri con la presenza del vigile di frazione? Credo che si sentirebbero più sicuri se per le strade ci fosse meno sporcizia e magari qualche punto luce in più: almeno avrebbero la certezza di non scivolare sulla ghiaia e rompersi un piede (come in effetti è successo) o sulla pupù dei cani che sono lasciati liberi di farla dove capita.
Quest’anno, l’avrete notato, ho evitato di fare commenti sulle luminarie natalizie: dopo aver visto quella povera stella sotto casa mia, in un posto oltretutto invisibile agli occhi di chi la frazione l’attraversava, non sapevo se ridere o piangere e ho rinunciato ad andare a controllare nelle altre frazioni.
Devo fare i complimenti a chi ha avuto l’idea di piazzarla lì: deve essere una persona con le idee molto chiare, anche per quanto riguarda l’arredo di un luogo attraversato da centinaia di persone (molte, in questo periodo, straniere, che passando per la strada principale come minimo si saranno chieste se da queste parti Natale arriva oppure no).
Allora facciamo così: l’anno scorso avete piazzato una stella con la coda, quest’anno mancava la coda. L’anno prossimo tenetevi testa e coda (magari potranno servire in via Cascione o Via Bonfante) però mandate qualche operatore ecologico a fare un po’ di pulizia ché forse, a questo punto, sarà meglio. E fatelo presto, possibilmente.

Scritto da Angelo Amoretti

2 gennaio, 2008 alle 12:23