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La caduta di stile dell’onorevole Claudio Scajola

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L’ex parlamentare Claudio Scajola, in tribunale, si permette di fare battutine su Ivan Bracco, l’ispettore capo della Polizia Postale di Imperia.
Mi dispiace che l’onorevole abbia avuto questa caduta di stile. Bracco è un poliziotto, uomo dello Stato, molto di più di quanto lo sia Claudio Scajola, che, anche se probabilmente si crede un cittadino “più uguale” degli altri, forse dovrebbe avere un po’ più di rispetto per un servitore dello Stato, quindi di tutti noi.
Lo dico senza polemica e se dovessi scegliere tra lui e Ivan Bracco, non avrei alcuna titubanza.
Qui c’è la notizia.
Il Secolo XIX di oggi riporta:

[...] L’exparlamentare – che è anche imputato nel processo di Reggio Calabria per avere favorito la latitanza di Amedeo Matacena – non ha rinunciato, alla fine, a punzecchiare il poliziotto.Prima,in un momento in cui l’ispettore era uscito dall’aula,dicendo ironicamente «Bracco non c’è? È scappato?», quindi, alla fine della testimonianza dei due periti, rivolgendosi direttamente all’interessato, commentando quanto emerso proprio dalla doppia deposizione: «Le cose quando si fanno bisogna farle bene». Ricevendo una risposta asciutta e cortese: «Faccio il poliziotto e cerco di farlo bene, accerto dei fatti e li riferisco»[...]

Scritto da Angelo Amoretti

1 aprile, 2015 alle 12:40

Ivan Bracco 1 – Giuseppe Arghirò 0

22 commenti al post

Ricordate questa vicenda?
Ebbene, oggi il giudice per le udienze preliminari, Laura Russo, ha archiviato il caso con la seguente motivazione: “L’ispettore Ivan Bracco ha fatto il suo lavoro
E io aggiungerei: lo ha fatto molto bene, nonostante e malgrado tutto.
Apprendo da Imperiapost che Bracco vorrebbe chiedere i danni d’immagine causati dalla denuncia di Argirò a mezzo stampa,  ma se fossi in lui lascerei perdere: basta e avanza così. Molti cittadini, e qualche lettore di questo blog, avevano espresso la loro solidarietà a Ivan e questa è una buona notizia anche per tutti loro.
I giusti, guarda che strano, stanno sempre con i giusti e ogni tanto certe notizie riempiono il cuore di gioia.
Se ci fossero più persone come Ivan, non necessariamente in divisa, forse riusciremmo a venirne fuori.
Teniamo duro!

Scritto da Angelo Amoretti

17 luglio, 2014 alle 21:22

Polposte, Polfer e Polmare non subiranno tagli [per il momento]

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Buone notizie da Roma: niente soppressione, per il momento, di Polposte, Polmare e Polfer.

Il ministro Alfano congela i tagli. Si salvano Polposte, Polmare e Polfer.
La decisione presa su pressing dei sindacati. Il ruolo della senatrice Albano.

Polposte, Polfer, Polmare non verranno soppresse. E non saranno accorpati il commissariato di Ventimiglia e la Polizia di frontiera e neppure i vari distaccamenti e sottosezioni di Polizia stradale.
Da Roma, dove nelle ultime ore si sono susseguiti incontri e colloqui tra i sindacati di Polizia e il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, arrivano dunque buone notizie sulla sorte, che sembrava ormai segnata, di decine di agenti, ispettori e funzionari delle varie specialità appartenenti alla Ps. Alfano ha deciso di congelare la tanto temuta, anche dai cittadini, rivoluzione- riorganizzazione di organici e strutture della Polizia sul territorio.
Niente più “tagli”,accorpamenti e riduzioni di presidi, uffici e commissariati.
Almeno per il momento. Toccherà ai questori e ai rappresentanti delle forze dell’ordine preparare proposte e accorgimenti da attuare, sempre comunque nell’ambito di una spending review a cui non si potrà rinunciare. Il ministro Alfano e i vertici nazionali della Polizia hanno preso atto, evidentemente, che non era possibile procedere a tagli e riduzioni indiscriminati e senza una fondamentale consultazione dal basso con chi viveva e vive a stretto contatto con i cittadini, i loro bisogni, le loro esigenze e istanze.
Stop, dunque, alla corsa dei decreti che sarebbero stati firmati il prossimo mese e che, a livello nazionale, prevedevano la chiusura di quasi 300 uffici di Polizia tra commissariati, squadre nautiche, sezioni e distaccamenti di Polizia stradale, ferroviaria e postale.
La frenata del ministro Alfano, in qualche modo, ha una forte matrice imperiese. Tra i più accaniti e strenui difensori del mantenimento delle varie specialità sul territorio – in particolar modo della Polposte di Imperia, i cui ispettori e agenti hanno firmato buona parte delle più grosse indagini e inchieste giudiziarie degli ultimi anni in Riviera, porto turistico in primis – la senatrice del Pd, Donatella Albano, autrice di diverse interrogazioni al ministro, e l’ex sindaco e attuale presidente del consiglio comunale di Imperia, Paolo Strescino, più volte in visita personale da Alfano, tra l’altro suo collega di partito.

GI. BR. – Il Secolo XIX, 27 marzo 2014

Scritto da Angelo Amoretti

27 marzo, 2014 alle 16:04

Giù le mani dalla Polizia!

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La tabella qui sotto, ripresa da Il Secolo XIX, indica gli uffici in Liguria della Polizia che verrebbero soppressi dal “tagliatore di teste” [come lo chiama nell'articolo il giornalista Traverso e che in realtà corrisponde al nome di Angelino Alfano, guarda che strano] :

e il SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) ha rilasciato il seguente comunicato che copio dal quotidiano di Genova:

Invece di procedere verso un progetto concertato di rivisitazione sul territorio della dislocazione degli uffici di Polizia, Carabinieri e Finanza, il dipartimento di pubblica sicurezza vuole chiudere le sezioni di Polstrada e Polfer di Sanremo, la squadra Nautica, alla Polposte e alla Polfer di Imperia nonché accorpare il settore di Polizia di Frontiera Frontiera terrestre di Ventimiglia con il locale commissariato. Se ciò dovesse avvenire, indubbie professionalità e specializzazioni verrebbero a mancare. Immaginate se a Imperia non vi fossero gli agenti specializzati della Polizia delle Telecomunicazioni che hanno, in questi decenni, sempre garantito al cittadino un efficace presidio di contrasto alla criminalità di tipo tecnologico e non solo, ricevendo encomi e la fiducia incondizionata della locale autorità giudiziaria. Che dire della chiusura dei posti Polfer di Oneglia e Sanremo che lascerebbero i passeggeri sui treni, tra Savona e Ventimiglia, privi di un posto di polizia per chiedere assistenza piuttosto che denunciare un crimine in atto o subito? Non ultima la Polizia Stradale imperiese che, già oggi, soffre di una mancanza di personale pari a il 30 in meno di quello previsto.

Sappiamo tutti quanto sia stato utile alla città e alla Giustizia Ivan Bracco, il comandante della Polposte di Imperia, e credo non ci sia altro da aggiungere se non che il governo valuti bene la questione, prima di procedere.

Scritto da Angelo Amoretti

4 marzo, 2014 alle 16:38

Io sto con Ivan Bracco

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L’Ispettore della Polizia Postale, Ivan Bracco, è stato denunciato per falso,abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio e calunnia [Il Secolo XIX], da Giuseppe Argirò, amministratore unico della Porto di Imperia SpA.
Le indagini sul porto non c’entrano, si tratta dell’inchiesta denominata “La Svolta”: in casa del manager era stata trovata la relazione dei carabinieri sull’indagine antimafia della DDA di Genova.
E la sera stessa del ritrovamento, il 27 maggio 2013, venne contestato  il reato di ricettazione ad Argirò che in una lettera a Riviera 24 spiega i motivi della sua denuncia.
Detto che anche io “sono estremamente fiducioso che gli organi inquirenti prima e quelli giudicanti poi ripristineranno un quadro di legalità su questa vicenda così inquietante“, a Ivan Bracco va la mia totale solidarietà.
Al quale, credo, importa poco di quella di “Pincopallino” o “Sostituto Puliscicessi”. A chi vuole farlo fuori, ancora di meno.
Vediamo se qualcuno capisce perché è l’ultima possibilità.

Scritto da Angelo Amoretti

16 ottobre, 2013 alle 15:32