Archivio per tag ‘pallapugno’

Franco Balestra, il campione silenzioso

2 commenti al post

Giovedì 29 maggio 2014, alle ore 17,30, presso il Centro Culturale Polivalente, sarà presentato il libro “Il campione silenzioso” scritto da Giorgio Bracco per l’editore Fenoglio.

Il libro
“Il campione silenzioso”, Fenoglio Editore, in 173 pagine ripercorre la vita e l’avventura sportiva di uno tra i più grandi campioni che la pallapugno abbia mai avuto nella sua storia ultrasecolare: Franco Balestra, originario di Tavole, classe 1924, morto nel settembre di tre anni fa. Balestra, vincitore di ben sei scudetti, è stato protagonista, negli anni Cinquanta, di mitici duelli-scudetto con un altro grandissimo campione del passato, Augusto Manzo. I loro scontri, allo stesso modo dei contemporanei duelli tra Coppi e Bartali, divisero tifosi e appassionati in “balestriani” e “manziani”. Nel libro, che contiene foto inedite di un Balestra più intimo e famigliare, compaiono testimonianze, ricordi e articoli storici di un’epopea indimenticabile del caro, vecchio “balon” . Di Balestra e della sua epoca parlano, tra gli altri, Enrico “Cichina” Piana, suo fido terzino, unico vivente delle memorabili sfide nei “templi” della pallapugno: Alba, Torino, Ceva, Pieve di Teco, Imperia, Acqui Terme. Nel “Maracanà” del balon, lo sferisterio “Mermet”, per le finali tricolori, non si scendeva mai sotto i 6mial spettatori, con inviati e fotoreporter provenienti da tutta Italia.

Il costo del libro è di 15 euro. Il volume è prenotabile presso il Lions Club Imperia La Torre (numeri di telefono 335-1801376 oppure 0183-449989). L’intero incasso dalla vendita sarà devoluto alla Banca degli Occhi, service curato dal Lions Club La Torre di Imperia.

L’autore

Giorgio Bracco, giornalista del Secolo XIX dal 1991, è nato e vive a Imperia dove lavora da 23 anni nella redazione locale del quotidiano genovese. Grande appassionato di palla pugno, ha seguito per anni campionati, storie, vicende e personaggi legati a questa disciplina. Cronista, ex corrispondente della Gazzetta dello Sport negli anni Novanta, oggi si occupa di cronaca, inchieste e reportage, sport. Amico personale di Franco Balestra, con lui ha trascorso ore e ore a parlare di balon, ma non solo. Da questi indimenticabili incontri, nel 1996, aveva tratto i racconti contenuti nel romanzo “Le colline in pugno” (edito da L’Arciere, Cuneo). Ora, 18 anni dopo, mentre anche Balestra, dopo Manzo e quasi tutti i protagonisti dell’epopea d’oro della pallapugno ci hanno lasciati, si ripropone al pubblico di tifosi, appassionati, curiosi e studiosi di questa disciplina, un nuovo libro, agile e ricco di spunti interessanti. Un volume che ripercorre a ritroso, dalla morte di Balestra (agosto 2011) alle prime sfide con Manzo allo “Stenca” di Imperia, una vita e un’avventura sportiva e umana che hanno segnato un’epoca. Attraverso i quotidiani dell’epoca, interviste, incontri, racconti e ricordi di chi era in campo o sugli spalti, in quegli irripetibili anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta, al “Mermet”di Alba come in Via Napione a Torino, passando per lo “Stenca” di Imperia, viene fuori una fotografia di un’epopea indimenticabile, forse la più bella e viva, di questo sport antico e virile, così ben descritto da scrittori quali De Amicis, Pavese, Fenoglio, Arpino. Il libro è arricchito da testimonianze di prima mano e inedite: un’intervista al fido terzino di Balestra, Enrico “Cichina” Piana, unico giocatore vivente delle straordinarie sfide con Manzo, ad Alba e Torino; il racconto di Elisabetta Manzo, figlia di Augusto, negli anni Cinquanta poco più che una bambina, che rivive oggi quell’epoca attraverso sguardi e parole del suo papà campione, tanti anni fa.

Scritto da Angelo Amoretti

27 maggio, 2014 alle 15:55

E’ morto Franco Balestra, campione di pallapugno

6 commenti al post

E’ morto all’età di 87 anni, Franco Balestra, campione imperiese di pallone elastico.
Balestra era nato a Tavole, nell’alta Val Prino, e lassù riposerà per sempre: i funerali si svolgeranno al suo paese domani 5 settembre, alle 15.30.
Balestra aveva iniziato a giocare ad alti livelli agli inizi degli anni cinquanta e aveva smesso dopo vent’anni. Nel corso della sua lunga carriera aveva vinto sei scudetti in serie A: nel 1952, 1955, 1957, 1958, 1959 e 1960.

Franco Balestra

In verità il primo scudetto gli fu assegnato a tavolino quarant’anni dopo. La finale si era svolta in tre partite contro un altro gigante di questo sport, Augusto Manzo: andata a Torino, vinta da Balestra per 11-5; ritorno a Imperia finito in pareggio 10-10 con partita sospesa per il buio e “bella” a Torino, vinta da Manzo per 13-6. Dopo una serie di ricorsi, nel 1995, la Federazione assegnò lo scudetto del 1952 alla Libertas Imperia di Franco Balestra.
Purtroppo ho avuto modo di vederlo giocare solo qualche volta quando ero un ragazzino e quando non faceva più il battitore, ma lo ricordo bene negli sferisteri a seguire il figlio Claudio.
Chi volesse approfondire da storia di Balestra, può cercare di procurarsi “Le colline in pugno” scritto da Giorgio Bracco e Gino Perotto, da cui ho tratto la foto e le notizie.

Scritto da Angelo Amoretti

4 settembre, 2011 alle 17:14

Caso di doping nella pallapugno

7 commenti al post

Una vicenda di doping scuote il mondo del ‘balòn’: Marco Faccenda, ’spalla’ di Roberto Corino nel Ricca d’Alba campione d’Italia di pallapugno, è risultato positivo al controllo antidoping in occasione della prima finale scudetto contro San Leonardo, come riferito dal Coni:
L’Ufficio di Procura Antidoping del CONI, su indicazione della Federazione Medico Sportiva Italiana, dopo aver informato la Federazione interessata, con cui ha proceduto all’abbinamento codice/atleta, ha accertato un caso di positività.
Il Laboratorio di Roma ha rilevato, nel primo campione sottoposto ad analisi, la presenza di Cocaina – Benzoilecgonina – Ecgonina Metilestere e Metabolita di THC per Marco Faccenda, tesserato della Federazione Italiana Pallapugno (società Ricca), al controllo CONI-NADO in competizione, su richiesta della FIPAP, del 18 ottobre 2008 a Ricca d’Alba (Cuneo), in occasione della finale del Campionato Serie A maschile: Ricca – S. Leonardo.
Sanremonews – 13 novembre 2008

La notizia, se confermata, avrebbe a dir poco del clamoroso.
Non seguo più il pallone elastico, o come diavolo lo chiamano oggi, da più di dieci anni, ma prima le partite casalinghe di Alberto Sciorella, Giuseppe Barla e Alessandro Trincheri (quando commetteva 20 o 30 falli di battuta a partita) andavo a vederle.
Per Barla e Sciorella sono andato qualche volta anche in Piemonte e ho chiacchierato spesso con anziani giocatori: uno su tutti, Giuseppe Aicardi, il mitico Pinù che mi raccontava delle “bombe” che si faceva prima delle partite, tutte a base di Vov e naturali al 100%. Mi raccontava che un tempo capitava anche di giocare due partite in una giornata: magari al mattino al Parasio, al pomeriggio a Vasia: per questo aveva bisogno di “sostegno”.
Ho sempre diffidato di certe partite finite 11-10 o 11-0 perché, mi dicevo, chissà che patti stringeranno tra loro i giocatori. Ma vederli colpire la palla in un certo modo era sempre un piacere, a prescindere.
Quando i dopati sono venuti fuori nelle altre attività sportive, mi domandavo se mai qualche giocatore di pallapugno non facesse uso di sostanze proibite. Non ho nemmeno ben presente quando è entrato in vigore l’antidoping anche nel pallone elastico: non vorrei sbagliarmi, ma credo che non sia da molto.
Per questo la notizia mi ha colpito: se non è il primo caso di doping, poco manca. Fatto sta che Marco Faccenda si è fatto trovare positivo e lo scudetto potrebbe essere assegnato a tavolino a Alessandro Trincheri, portacolori della San Leonardo di Imperia, che, mi dicono, nel frattempo è migliorato, e di molto.

Scritto da Angelo Amoretti

13 novembre, 2008 alle 16:38