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Silvana Tizzano è il nuovo Prefetto di Imperia

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Silvana Tizzano è il nuovo Prefetto di Imperia e il Secolo XIX l’ha intervistata.
Intonando la nota canzone di Lucio Battisti, le auguro buon lavoro e buona permanenza.

Dottoressa Tizzano che idea si è fatta di questa provincia?

«Ho incontrato subito il presidente della Provincia, il sindaco di Imperia, i vertici delle forze dell’ordine per fare il punto sulle problematiche più importanti, per avere una visuale ampia e vicina al reale».

Il suo approccio?

«Sono molto aperta verso il prossimo, il sangue partenopeo non mente. Ho per formazione, per modello e per esperienza concreta un atteggiamento di mediazione, di vicinanza verso la cittadinanza.
Sarebbe presuntuoso da parte mia dire che ho capito quali siano le priorità: sicuramente è presente una forte disponibilità al dialogo, al confronto, questo è un obiettivo della mia attività. Un confronto non solo normativo ma anche dettato dal buon senso».

Come pensa di muoversi?

«I problemi mi sono stati illustrati, credo bisognerà individuare strade propositive tenendo conto delle priorità che si presentano. In questo momento più che mai c’è bisogno di un ruolo super partes, vengo da una lunga esperienza nel sud Italia dove la prefettura è vista come istituzione di riferimento essenziale per la popolazione. Lo stesso deve esserci nelle città del nord, il nostro ruolo è quello di avvicinare il cittadino allo Stato. La prefettura non è un palazzo di vetro, lontano dalla realtà quotidiana, è invece un ente trasparente e disponibile».

Come far arrivare questo tipo di messaggio?

«A maggior ragione è importante un rapporto franco e aperto. L’ho detto, voglio conoscere questo territorio, scoprire i comuni che lo compongono».

Tra i suoi incarichi si è occupata di emergenza e di protezione civile. Questo è un territorio a rischio.

«In base alla mia esperienza occorre ci sia un’azione di prevenzione efficace, naturalmente non posso non sottolineare che siano le risorse ad essere fondamentali ma esistono anche metodi di programmazione e di organizzazione a costo zero per indirizzare la popolazione – e gli amministratori – verso comportamenti corretti. Si può lavorare molto su questo».

Che cosa la preoccupa?

«Mi impensierisce la novità del mio incarico,un territorio che non conosco affatto. Parto da zero, non conosco nessuno. E sono lontana dalla mia famiglia. Ho iniziato subito a studiare per individuare la direzione da seguire, mi preoccupo soprattutto di riuscire a fare bene il mio ruolo».

La prefettura di Imperia ha ospitato la commissione parlamentare antimafia. Rosi Bindi in quel contesto parlò di Imperia sesta provincia della Calabria.

«A bocce ferme in effetti si potrebbe pensare che questa provincia non possa essere interessata a questo tipo di problemi. Si tratta di un fulmine e ciel sereno, parrebbe un territorio immune.
Non azzardo valutazioni, credo che esistano gli strumenti per mostrare con determinazione il ruolo dello Stato. I protocolli anti-corruzione – anche i più innovativi – possono essere adattati a questa realtà e subito attuati. Anche per quanto riguarda la lotta alla criminalità è fondamentale un contrasto mirato e un nuovo impulso».

I primi impegni di questo 2015?

«Si parte con la vertenza Tradeco, poi ho programmato incontri e riunioni operative con le forze dell’ordine».

Un saluto ai cittadini imperiesi?

«Comincio con entusiasmo questa nuova avventura in provincia di Imperia, saluto amministratori, magistratura, forze dell’ordine, autorità religiose, scolastiche, sindacali e coloro che con le proprie attività contribuiscono al progresso di questo territorio. Mio fermo proposito sarà quello di operare al servizio di questa terra, assicurando assiduo impegno, costante sensibilità e attenzione, per garantire soprattutto in questo momento di disagio sociale la sicurezza e la pacifica convivenza. Auguro a tutti un nuovo periodo di benessere, di ripresa, per raggiungere gli obiettivi auspicati».

Milena Arnaldi, Il Secolo XIX

Scritto da Angelo Amoretti

6 gennaio, 2015 alle 16:55

Summit antiterrorismo in Prefettura

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Giulio Geluardi, dalle colonne de La Stampa di oggi, ci informa che ci sarà un vertice antiterrorismo in Prefettura per far fronte a eventuali attacchi terroristici agli obbiettivi sensibili da parte di gruppi filo-Gheddafi.
Il placido Geluardi ci tiene comunque a sottolineare, per più di una volta, che i suddetti attacchi sono del “tutto teorici“, che i timori non sono “del tutto giustificabili” e le azioni dei fanatici “sono teoriche“.
Siamo tranquilli, Geluardi: da noi i palazzi vengono giù da soli.

Scritto da Angelo Amoretti

23 marzo, 2011 alle 9:11