Muti e rassegnati? No, grazie!

18 commenti al post

C’è allarme nella blogosfera per via della legge sull’editoria che imbavaglierebbe i blog.
Detto che mi sembra una cosa assurda se non un po’ bulgara, allarmato lo sono fino a un certo punto perché la penso più o meno come Capemaster e al limite, vorrà dire che prenderò armi e bagagli e mi trasferirò nella Contea di Pietralata.
Di seguito qualche blog di amici che hanno scritto sull’argomento:
Lameduck
WebLogin
Sid05
Tisbe
Simone B.
D4rkcloud
Lupo Sordo
e ovviamente quello di Beppe Grillo e dei Ministri Pecoraro Scanio e Antonio Di Pietro.
Sulla home page di Blogbabel trovate una bella sfilza di altri bloggers che hanno detto la loro.
Che il Dio della Rete sempre ci protegga!

Scritto da Angelo Amoretti

20 ottobre, 2007 alle 17:43

Pubblicato in Attualità

Tag:





18 Commenti a 'Muti e rassegnati? No, grazie!'

Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS oppure fare un TrackBack dal tuo sito a 'Muti e rassegnati? No, grazie!'.

  1. [...] Imperia parla [...]

  2. mi scuso blogger liberi

    http://technorati.com/videos/youtube.com%2Fwatch%3Fv%3Dn4DcKe8E1xQ

    italia come la cina come la birmania bravii mandate e mail al presidente del consiglio prodi fermateli

    guido arci camalli

    20 ottobre, 2007 at 23:21

  3. ci son pure io ohi

    guido arci camalli

    20 ottobre, 2007 at 23:27

  4. ciao, vorrei fare uno scambio link

    http://gianluca-revolution.blogspot.com

    gianluca

    21 ottobre, 2007 at 11:12

  5. Il ministro delle Comunicazioni riconosce sul suo blog che la norma va cambiata
    “L’allarme è giustificato. Avrei dovuto controllare il testo parola per parola”
    Ddl editoria, Gentiloni ammette
    “Un errore la registrazione dei siti”

    Ddl editoria, Gentiloni ammette”Un errore la registrazione dei siti”

    Il ministro Gentiloni
    ROMA – “Un errore da correggere”. Con queste parole Paolo Gentiloni, ministro delle Comunicazioni, ammette sul suo blog che è giustificato l’allarme suscitato dalla norma sulla registrazione dei siti internet inserita nel disegno di legge di riforma dell’editoria proposto da palazzo Chigi. Una presa di posizione che segue le assicurazioni date ieri dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Ricardo Levi sul fatto che l’esecutivo non intende in alcun modo censurare internet.

    “L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato”, scrive Gentiloni, aggiungendo che la correzione è necessaria perché la norma in questione “non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive”.

    Il ministro riconosce poi, come ha fatto anche il titolare delle Infrastrutture Antonio Di Pietro nel suo blog, la propria fetta di responsabilità nell’accaduto “per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri”. Il disegno di legge è stato approvato la settimana scorsa dal governo e già nei prossimi giorni dovrebbe essere preso in esame alla Camera.

    “Pensavo – prosegue Gentiloni – che la nuova legge sull’editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull’editoria”.

    Per il ministro delle Comunicazioni, dunque, “va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in Parlamento che nei dibattiti pubblici, anche martedì scorso, rispondendo a una domanda del verde Fiorello Cortiana (in occasione del Festival Eurovisioni di Roma, ndr). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog”. In definitiva, “meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare”.

    (20 ottobre 2007)

    guido arci camalli

    21 ottobre, 2007 at 12:20

  6. Grazie per il link!
    E che il dio della blogosfera ci protegga davvero!

    Carmelo

    21 ottobre, 2007 at 14:35

  7. [...] Imperia parla [...]

  8. [...] Imperia parla [...]

  9. guido arci camalli

    21 ottobre, 2007 at 17:32

  10. [...] Imperia parla [...]

  11. MILANO (Reuters) – La controversa vicenda del disegno di legge di riforma dell’editoria, approvato dal Consiglio dei ministri il 12 ottobre scorso, che ha scatenato dure polemiche per le sue potenziali ripercussioni sull’informazione su internet ed in particolare sui blog, ha stimolato un ironico post su uno dei blog più letti del mondo, Boingboing, secondo il quale “l’Italia propone un ministero del Blogging col compito di assegnare licenze per i blog”.

    Come segnala il blog “Il Disinformatico” di Paolo Attivissimo (www.attivissimo.blogsapot.com), che affronta il tema proponendo una serie di link, oggi anche su Boingboing (http://boingboing.net/) è stato inserito un post che cita Beppe Grillo ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi, a proposito del discusso disegno di legge.

    In una dozzina di commenti, alcuni dei quali ironici, viene toccato un aspetto chiave della questione: la difficoltà di dare un ambito territoriale alla Rete.

    Il ddl “Riguarderà i server in Italia, solo i domini in Italia o ogni cittadino italiano? Anche se è il blog di un cittadino su un server Usa? E come faranno?”, dice un cybernauta che si firma Noen.

    “La territorialità in Rete è un concetto di fatto irrisolto. Se lo riesce a risolvere tecnicamente il ddl Levi…dove risiedono i blog di Blogger (rete do blog, ndr) ad esempio? Sui server di Google. E dove si trovano? In tutto il mondo”, fa notare invece Marco Montemagno, esperto di Intrernet interpellato da Reuters, curatore di “Sky Tg24 Reporter Diffuso” (http://skytg24.blogs.com/sky_tg24_pianeta_internet/), dove definisce in un video “tecnicamente una follia” il disegno di legge.

    Il disegno di legge è stato apertamente criticato da esponenti dello stesso governo.

    Sul proprio sito, il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni (www.paologentioni.it) definisce il ddl “un errore da correggere”.

    “L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull’editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perché la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive”, dice Gentiloni.

    Mentre Antonio Di Pietro, ministro delle Infrastrutture, in una nota sul suo sito (www.antoniodipietro.it) aveva detto nei giorni scorsi in un post: “La mia opinione è che vada immediatamente bloccato il disegno di legge che, nei fatti, metterebbe sotto tutela internet in Italia e ne provocherebbe probabilmente la fine”,

    “E’ una legge liberticida, contro l’informazione libera e contro i blogger che ogni giorno pubblicano articoli mai riportati da giornali e televisioni… per quanto mi riguarda questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l’appoggio dell’Italia dei Valori al governo”, aveva aggiunto.

    Il consiglio dei ministri del 12 ottobre, su proposta del presidente del Consiglio Romano Prodi, ha approvato il controverso ddl “per la nuova disciplina dell’editoria quotidiana, periodica e libraria, che conferisce al governo una delega per l’emanazione di un testo unico finalizzato al riordino dell’intera legislazione del settore”, definito come una riforma che “promuove un crescente pluralismo ed un maggiore sostegno all’innovazione, all’occupazione, alla trasparenza delle provvidenze pubbliche”.

    guido arci camalli

    23 ottobre, 2007 at 12:59

  12. @Guido: grazie per il prezioso contributo.
    @Carmelo: grazie a te per essere passato.

    ImperiaParla

    24 ottobre, 2007 at 09:54

  13. [...] / Mimmuzzolandia / Cips / Blue Aless factory / Nuovi business / Suzukimaruti / Web village / Imperia parla / Il blog di Lucacicca / Sara Taricani / Business e conoscenza – Il blog di Andrea Bichiri / Blog a [...]

  14. 24 Maggio 2008, ore 11
    Piazza San Giovanni
    Persona sospetta mutilata, che richiede elemosina…
    Chi lo ha portato lì?

    Grazie

    Indiscreto

    24 maggio, 2008 at 12:19

  15. Vent’anni dopo il referendum, le mie ragioni del no al nucleare
    Riflettiamo sul nucleare da uomini liberi senza ideologie imposte da segreterie di partito.
    Economicamente è stato appurato che, l’energia nucleare è molto più costosa di quanto si dice e si rappresenta, inoltre finirà prima del petrolio.
    nonostante decenni di investimenti pubblici in ricerca e sviluppo che hanno visto le tecnologie nucleari assorbire gran parte delle risorse nei Paesi Ocse destinate al settore energetico. Infatti, se le fonti rinnovabili, tutte insieme, nel periodo 1992-2005 hanno visto l’11% delle risorse di ricerca e sviluppo, il nucleare da fissione ha assorbito oltre il 46% e quello da fusione oltre il 12% (fonte Iea).

    L’uranio estraibile a costi economici calcolabili, secondo le stime correnti, è dell’ordine dei 3,5 milioni di tonnellate. Con un consumo attuale dell’ordine di 70 mila tonnellate/anno per coprire il 6% della domanda globale di energia primaria, il rapporto tra consumi e risorse è di 50 anni
    (ci vogliono almeno 10-12 anni per costruire una centrale nucleare).

    Se davvero ci fosse un “rinascimento nucleare” l’esaurimento della risorsa sarebbe ancora più veloce.
    In questi ultimi 4 anni il prezzo dell’uranio è salito di circa 20 volte, senza che ci sia stato alcun aumento della richiesta.
    Allo sviluppo dei reattori di IV generazione (2030 secondo i promotori) è affidato anche il compito di superare questi limiti: tre delle sei filiere studiate sono reattori veloci al plutonio e, tra queste, quella più avanti nello sviluppo è raffreddata al sodio liquido.
    Il Superphénix, un reattore veloce al plutonio raffreddato al sodio liquido, cui era affidato il compito di trasformare in plutonio l’uranio naturale, “è stato il più grande fallimento industriale della storia: 13 mila miliardi di lire anni ‘80 e ‘90, cui si devono aggiungere 2,1 miliardi di euro (stimati dalla Corte dei Conti francese per lo smantellamento) chiuso nel 1994 dopo 54 mesi per i continui incidenti”.
    I cittadini italiani non lo sanno ma pare che abbiano pagato attraverso Enel il 33% di queste cifre.

    In Italia ci sono 235 tonnellate di combustibile nucleare ’irraggiato, usato prima del referendum dell”87 nella centrale di Caorso.
    Invece di pensare al nuovo, bisogna pensare anzitutto che la sistemazione delle scorie costerà non meno di 4 miliardi di euro, prelevati dalle bollette della luce con gli “oneri nucleari” (150 milioni all’anno circa).
    Il contratto da 267 milioni di euro siglato dal governo con la francese, per “ritrattare” le 230 tonnellate di combustibile esaurito, è una scelta che non risolve nulla – le scorie vetrificate ritorneranno comunque in Italia – e produce emissioni inquinanti e rischi nei trasporti in andata e ritorno. Il primo dei trasporti da Caorso pare sia in attuazione.
    Consigliere UDC terza circoscrizione Imperia
    Bonifazio Giovanni

    gpb

    31 maggio, 2008 at 23:47

  16. oplà, INDIS-CRETEN e la reazione populista, il ragazzo “mutilato” ed io siamo scappati da un campo rom che qualche “bravo ITAGLIANO” aveva pensato bene di dare alle fiamme. siamo passati dalla serenissima ma anche lì tirava una brutta aria, giravano delle strane gondole con i vessilli del PD e della LEGA con loschi figuri armati di manganello a bordo. Abbiamo quindi girato ad ovest ma a quanto pare anche nel vecchio far west dei democristi la “potabilità” degl’indigeni non è differente.

    trickets 'n tickets

    2 giugno, 2008 at 10:30

  17. [...] / Mimmuzzolandia / Cips / Blue Aless factory / Nuovi business / Suzukimaruti / Web village / Imperia parla / Il blog di Lucacicca / Sara Taricani / Business e conoscenza – Il blog di Andrea Bichiri / Blog a [...]

    ABCDiritto

    19 aprile, 2009 at 22:04

  18. Gentilmente vedere Sanremo News giovedì pomeriggio la gentile signora Aimo ha avuto la decurtazione di ben 15 punti sulla patente…può fare ricorso verso il suo Comune allorquando sta entrandovi come consigliere?Bel questito….

    WELLES

    18 settembre, 2009 at 20:46



Scrivi un commento

I commenti non inerenti al post saranno eliminati. L'invio del commento garantisce la licenza di riproduzione del medesimo sino a quando ad esso saranno attribuiti da parte di ImperiaParla il nome/sito del loro rispettivo autore. Angelo Amoretti.