Buzzi, al fresco per associazione mafiosa, a maggio difendeva Scajola

scritto da Angelo Amoretti il 11 dicembre 2014 ore 18:38

Questa è la lettera in difesa di Scajola che Salvatore Buzzi inviò lo scorso maggio a Il Tempo e che il Fatto Quotidiano ha ripubblicato ieri.
Salvatore Buzzi, iscritto al PD e presidente della cooperativa sociale 29 giugno, è al fresco per le note vicende di Mafia Capitale.
Essere difeso da uno così son soddisfazioni:

Caro Direttore, da giorni imperversa sulle prime pagine di tutti i giornali l’arresto di Claudio Scajola e Chiara Rizzo ma fino ad oggi sebbene abbia letto attentamente le cronache non riesco a capire il motivo per il quale sono stati arrestati. Facendo la doverosa premessa che sono elettore del centrosinistra ed anche un iscritto del PD per sgomberare il campo da equivoci politici, leggo che l’accusa che ha portato all’arresto di Scajola è tentato favoreggiamento nei confronti di Amedeo Matacena, attualmente latitante a Dubai, a seguito di una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, per tentare di farlo andare da Dubai in Libano.

Premesso che a Dubai non vi è trattato di estradizione con l’Italia mentre con il Libano esiste e pertanto il tentativo di Scajola sembrerebbe essere quello di far arrestare Matacena più che favorirne la latitanza – visto anche l’attuale arresto di Dell’Utri; premesso questo, non vedo quale sia il motivo che ha spinto la Procura a chiedere l’arresto ed il Gip a concederlo se in realtà è comunque un maldestro tentativo che se anche venisse provato, considerata l’età ed i precedenti, Scajola probabilmente verrebbe condannato ad una pena per la quale non varcherebbe mai le soglie del carcere.

E che dire di Chiara Rizzo, accusata dello stesso reato! Come tutti bene sanno, un congiunto diretto non commette reato se aiuta il marito durante la latitanza, così come non può testimoniargli contro. Il comportamento di Chiara Rizzo è, invece, da portare ad esempio, se nonostante le traversie del marito che lo hanno portato a fuggire dall’Italia gli è restata devota e si è fatta addirittura arrestare per chiarire la sua posizione. Chapeau per Chiara Rizzo e Fortunato Matacena ad avere una moglie così, che non è scappata al primo stormire di fronde, come altre volte abbiamo visto in circostanze analoghe.

Mi stupisco come mai queste mie osservazioni, fatte da molti, non siano apparse sulla stampa. L’arresto di Scajola sicuramente avrà soddisfatto quella parte politica che combatte l’avversario con fare giustizialista; per me, invece, che lavoro da 30 anni in una cooperativa sociale di reinserimento socio – lavorativo di detenuti, il garantismo è da sempre la stella polare, soprattutto in presenza di carcerazione preventiva. In un momento come questo, ove la politica è sempre più screditata e molta lotta politica avviene per via giudiziaria e dalla stampa si plaude sovente all’arresto di personaggi pubblici, ebbene in un contesto come questo, per quanto possa apparire impopolare, dobbiamo avere il coraggio di affermare che la libertà individuale è un valore assoluto e mai negoziabile e che non c’è un fine che possa giustificare il mezzo.”

Salvatore Buzzi
Presidente Cooperativa Sociale 29 Giugno

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L’On. Giovanni Toti [Forza Italia] a Imperia

scritto da Angelo Amoretti il 4 dicembre 2014 ore 12:09

Toti, con una “t” e senza la stampella, domani sarà a Imperia: il comitato di accoglienza è fitto di “ing.” e di “dott.” eppure un profano come me, se fosse di Forza Italia, sarebbe portato a pensare che l’accoglienza dovrebbe essere a base di cachi.
Perché Toti, lo ricordo a chi l’ha scordato, è colui che, “uscito da sotto un cavolo*”, disse in tivù che l’eventuale candidatura di Claudio Scajola alle europee, “sarebbe stato un danno*”. E per il nostro concittadino fu “una coltellata in una ferita*”. Poi sappiamo come è andata.

Ma la politica è cambiata: adesso arriva quello uscito da sotto il cavolo e si stringono tutti attorno a lui. Quell’altro se ne sta sotto l’asparago, magari pensando a Lady Matacena, con i cuoricini che gli fluttuano dagli occhi.
Ma c’è la possibilità che questa accoglienza possa servire a riaprire la porta al coltivatore indiretto: con questi chiari di luna, se supererà la prova Matacena (il marito della Lady, per capirci), gli si apriranno praterie sconfinate perché potrà dire che sì, c’è del peggio oltre a lui.
Lo vedete che non ne verremo più fuori?
*

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Evviva, arriva il consiglio comunale in streaming!

scritto da Angelo Amoretti il 3 dicembre 2014 ore 18:48

E’ notizia ufficiale di ieri: tra poche settimane sarà possibile vedere in streaming i consigli comunali.
Non so a chi possa interessare, forse ai due del M5S che amano tanto gli streaming, ma per me non cambia niente. Con tutto il rispetto per gli attori che sono in consiglio comunale, da tempo si è capito che quelle sceneggiate lasciano il tempo che trovano e che la politica, con la P piccolissima, si fa altrove.
Sarebbe bello poter avere anche delle dirette streaming da Pepito el Drito o avere qualche drone, di quelli da fantascienza che gli americani usano in Pakistan, per vedere e sentire cosa succede sulle colline o in altri posti quando gli attori si incontrano altrove.
Forse basterebbe avere una tele/videocamera all’ufficio urbanistica, così, tanto per vedere l’effetto che fa, ma costerebbe troppo e lo streaming dalla sala del consiglio comunale sarà più economico.
Problemi di trucco e abbigliamento penso non ce ne saranno, per gli attori: sono abituati già alle riprese televisive e sanno perfettamente come abbinare cravatte, borse e scarpe.
Buon divertimento!

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Rendiamo visibile l’invisibile

scritto da Angelo Amoretti il 2 dicembre 2014 ore 19:37

Riporto l’articolo apparso sul Secolo XIX dello scorso 30 novembre e poi faccio due considerazioni.

GLI EQUILIBRISMI DEL SINDACO PREDILETTO DA BURLANDO MA IMPEGNATO NELLA “ROTTAMAZIONE”
«LIBERI TUTTI PER LE PRIMARIE MA ALLE REGIONALI CI SAREMO»
Capacci non tradisce il governatore ma punta al nuovo con la sua lista “Liguria cambia”

È un Capacci machiavellico, con un ruolo di costruttore,faber,quello che si prepara a replicare il modello della lista civica Imperia Cambia , pronto per correre alle regionali nella coalizione di centrosinistra.

Nasce Liguria Cambia. Che cosa volete cambiare?

«È da un anno che ci penso vista l’esperienza positiva su Imperia l’idea è stata quella di estendere un modo di fare politica, dove per politico intendo la massima espressione della parola “polis”: occuparsi del proprio territorio per farlo crescere prosperare. Un’ idea espandibile quantomeno su scala regionale».

Voltare pagina per un dopo-Burlando?

«Intendo dire cambiare modo di fare politica. La Liguria ha un potenziale economico immenso che va sfruttato appieno.Penso a un gruppo di persone che appartengono al mondo della società reale, che non fanno i politici di mestiere, che sono a contatto con il mondo de llavoro,imprenditori, professionisti, cittadini. Distaccarsi dagli usi e consumi della politica tradizionale».

Come intendete muovervi?

«Abbiamo partecipato alla redazione di un documento contenente le linee guida per le primarie ancora prima che venissero scelti i candidati in accordo con il segretario regionale del Pd Lunardon. Non abbiamo la presunzione di poter cambiare laLiguria da soli, ma la consapevolezza di poter contribuire in maniera fattiva al cambiamento alleandoci con un partito incline al rinnovamento».

Candiderete qualcuno alle primarie?

«Ci abbiamo pensato ma non è il caso.Formeremo invece liste in tutte le province. C’è già interesse, ho incontrato sindaci, consiglieri, cittadini».

E il sindaco Capacci?

«Ho preso un impegno con gli elettori di Imperia e lo manterrò. Non avrò un ruolo politicamente attivo. Organizzo, lavoro al progetto ma i candidati saranno altri. L’eventuale presenza di Liguria Cambia nel governo della Regione dovrà portare attenzione verso ilterritorio e nel nostro caso verso la provincia di Imperia».

I suoi avversari dicono però che Imperia non è poi così cambiata (in meglio) durante la sua amministrazione.

«I problemi creati in trent’anni non si risolvono in un anno.Ci vogliono pazienza, lavoro e soldi. I soldi non ci sono, abbiamo invece cambiato molto: il porto doveva chiudere a luglio e sta funzionando e lo stiamo gestendo noi, Agnesi doveva essere chiusa quest’anno e stiamo lavorando perchè rimanga a Imperia, abbiamo ereditato un appalto rifiuti disastroso, oggi Tradeco sta funzionando molto meglio, la differenziata è passata dal 19 al 40 per cento, la macchina comunale si è rimessa inmoto.Certo non abbiamo costruito un grattacielo, ill avoro fatto è poco visibile, ci vuole tempo».

Alle primarie chi appoggerete: Paita o Cofferati?

«Nessun nome, non cerchiamo poltrone ma vogliamo dare un contributo, senso civico e impegno. Indipendentemente da chi sarà il candidato. Potrebbe uscire un nome nuovo, non è detto. Valuteremo le proposte ma non credo che faremo alcun appoggio pubblico»

Milena Arnaldi

Il Sindaco dice bene, secondo me, quando fa notare che senza soldi si può far poco e che quel poco non è visibile, ma bisognerebbe darsi una mossa e far vedere un po’ di più.
Non mi era capitato da anni, ma qualche mese fa ho dato due o tre consigli all’Assessore Parodi per rendere più “presentabile” la frazione in cui abito. Con pochi euro si potrebbe combinare qualcosa di utile per tutti i cittadini e per chi viene a visitare il ponte romanico e la chiesetta di San Martino, ma a tutt’oggi è ancora tutto invisibile. Perché mi piacerebbe che una volta tanto l’amministrazione si occupasse delle frazioni.
Purtroppo, in alcune (penso a Montegrazie e a Artallo), sono sorti problemi non previsti (fino a un certo punto) che costeranno una cifra al Comune, ma non si è ancora capito bene che le frazioni fanno parte del territorio comunale e che se fossero valorizzate meglio, con poca spesa, sarebbero un bel fiore all’occhiello per la Città di Imperia.
Chi mi segue sa che non ho mai fatto un tifo sfrenato per questa amministrazione, ma sicuramente ne avrei fatto un po’ meno se il sindaco della città fosse chi, sul suo profilo Facebook ha postato una foto del Duce e assessore, per esempio, un altro che ha dichiarato e ribadito che è favorevole alla pena di morte.
E, a proposito di quello che si può fare con pochi soldi a disposizione, in una discussione avuta con un amico passato da La Svolta a Fratelli d’Italia, ho chiesto cosa avrebbe fatto finora il signor Casano, se fosse Sindaco. Mi ha dato delle risposte vaghe che non mi hanno convinto per niente.
Ci sono altri aspetti da tenere in cosiderazione, ma ci tornerò eventualmente in un prossimo post.

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Il Partigiano di Piazza dei Martiri

scritto da Angelo Amoretti il 15 ottobre 2014 ore 18:00

Sabato 18 ottobre 2014, alle ore 17, presso la Sala Convegni dell’ex Palazzo Comunale, in Piazza Dante,4, Imperia, sarà presentato il libro di Enzo Barnabà “Il Partigiano di Piazza dei Martiri”.
Sarà presente l’autore.
Introduzione di Giovanni Rainisio, Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Imperia.

Al centro della vicenda c’è il partigiano Salvatore Cacciatore, detto “Ciro”, giovane siciliano che lasciò il seminario poco prima di prendere i voti per andare a combattere in Africa, poi a Pordenone. Soggiornò per un periodo in Carnia ad Ampezzo ospite di Elio Martinis (Furore). Tra il 1943 e il 1945 combatte nelle file partigiane e viene impiccato con tre compagni di lotta ai lampioni della piazza centrale di Belluno. È il 17 marzo 1945; da allora quel luogo si chiama Piazza dei Martiri. In questo libro c’è la sua storia, quella del movimento di liberazione nel Nord Italia e le vicende di un figlio alla ricerca del padre.

Enzo Barnabà, è nato a Valguarnera (Enna) nel 1944. Ha insegnato lingua e letteratura francese in Veneto e Liguria. Col ministero degli Esteri ha insegnato presso le Università di Aix-en-Provence, Abidjan, Scutari e Nikšic´. Vive in Liguria. Ha pubblicato 15 libri in italiano e francese, tra i quali Sortilegi (con Serge Latouche), Bollati Boringhieri, 2008 e Morte agli Italiani!, Infinito edizioni, 2010 con Prefazione di Gian Antonio Stella e Introduzione di Alessandro Natta.

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Due “buongiorno”, anche se è sera

scritto da Angelo Amoretti il 9 ottobre 2014 ore 19:10

Qui potete leggere il bungiorno di Marco Ballestra alla signora Maura Orengo, “Carneade”, stando a quanto scrive l’autore del post, dell’antimafia imperiese. E’ uno di quei buongiorni che avrei voluto dire io, anche riguardo ad altre cose, ma Marco mi ha anticipato.
E qui il buongiorno di Marco Preve a Gabriele Piccardo, il direttore di Imperiapost.
Mi raccomando: siate sobri nei commenti perché non voglio la postale a casa. Però riflettete e magari fateli circolare sui network: sono più utili di gattini e minchiate simili per capire come gira il mondo dalle nostre parti.

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Bilanciamenti famigliari

scritto da Angelo Amoretti il 5 ottobre 2014 ore 12:37

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Elezioni Regionali 2015

scritto da Angelo Amoretti il 5 ottobre 2014 ore 12:28

Dal momento che si è iniziato a scrivere di elezioni regionali, che ne dite, cominciamo a parlare degli eventuali candidati nostrani [vale tutto: gossip, inaugurazioni di bocciofile, indagati, incapaci ecc.ecc.] o aspettiamo a farlo più in là?

Ve lo chiedo perché oggi c’è un articolo sul Secolo XIX che dopo aver letto non sapevo se ridere, piangere o strappare il certificato elettorale.

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La Provincia va a rotoli

scritto da Angelo Amoretti il 25 settembre 2014 ore 16:11

Tra Riviera Trasporti, bus a idrogeno acquistati e parcheggiati a tempo indeterminato perché non si possono “ricaricare” (un po’ come comprare un pollo da arrostire e non avere il forno, per capirci); azioni dell’ Autostrada dei Fiori SpA e cosiddetti gioielli di famiglia svenduti; un dirigente che si sente Obama e visto che il Presidente degli U.S.A. bombarda la Siria per proteggerci da un attacco terroristico, lui fa aprire il fuoco sui cinghiali a Barcheto, in centro abitato, per proteggerci dalle orde di animali selvatici, senza risoluzione dell’Onu (e senza preavviso?), la Provincia va a rotoli, ma di quelli che ricordano una nota marca di carta igienica e che “non finiscono mai“.
A seguito di questo articolo, per esempio, una lettrice affezionata mi ha scritto dicendo che trova nauseante che:
1) la Migliorini non riesca a smaltire le pratiche nonostante il lauto stipendio
2) la provincia chieda aiuto a dei volontari ( non pagati)
3) la provincia spenda fior di migliaia di euro in consulenze nonostante abbia dei professionisti a libro paga
4) casualmente l’ing Domenico Pino (presidente dell’ordine degli ingegneri e a libro paga come consulente della provincia) ha stabilito che gli iscritti all’ordine degli ingegneri possano fare i volontari in provincia

e in effetti non posso darle torto.
Non posso neppure dar torto al Presidente della Provincia Luigi Sappa, là dove dice che il problema non è la Migliorini: infatti il problema è lui ed è di noi tutti contribuenti.
Se la dirigente in questione, entrata di recente nel Club dei leoncini e, a quanto pare, spostata da un settore all’altro, perché inizialmente si occupava di rifiuti, non riesce a fare il lavoro che le compete, significa che c’è qualcosa che non va.
Ed è una dirigente da 84.000 euro lordi all’anno più bonus di 11.000, almeno nel 2011, perché sul sito della Provincia non riesco a trovare più riscontri in merito a chissà quale legge sulla trasparenza.
Preve, nel suo articolo, scrive che ovviamente ingegneri e architetti “ dovranno fornire il loro aiuto per impostare il lavoro sulle richieste di autorizzazione antisismica, naturalmente astenendosi in caso di conflitto“.
E allora ci sarebbe bisogno di qualcuno che li controlli: paghiamo noi uno o più controllori?
E come mai architetti e ingegneri dovrebbero andare a dare una mano a titolo gratuito a chi guadagna fior di quattrini? E come mai gli ingegneri ci vanno e gli architetti no?
Provate a fare uno più uno e la risposta vi si materializzerà davanti agli occhi come per incanto.
Due anni e mezzo fa Preve aveva scritto un articolo interessante sul suo blog: leggetelo e cercate di fare due collegamenti. Non è difficile!

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Il Liberty, l’industria e «La Riviera Ligure»

scritto da Angelo Amoretti il 24 settembre 2014 ore 16:12

Sabato 27 settembre 2014, alle ore 17,30, presso la Sala Convegni della Biblioteca Civica “L. Lagorio” di Imperia, Giorgio Bertone (Università di Genova) terrà la conferenza con proiezioni.

In occasione del centenario de “Il Peccato” di Giovanni Boine (1914), uno dei romanzi sperimentali più importanti dell’inizio secolo a livello europeo, pubblicato a puntate sulla «Riviera Ligure»; in occasione, pure, dei centodieci anni dall’inizio ufficiale della Direzione della rivista da parte di Mario Novaro, la Fondazione “Mario Novaro” di Genova e l’Assessorato alla Cultura, Turismo e Manifestazioni del Comune di Imperia organizzano un incontro che ha come principale scopo quello di inquadrare storicamente la Rivista nel contesto dello stile Liberty europeo, nella letteratura e nell’arte.
Giorgio Bertone così ci introduce al tema dell’incontro: – «La Riviera Ligure» (1895-1919) fu tra i primissimi “house organ” del continente, ovvero una rivista di tipo moderno, patrocinata dalla Casa Produttrice, destinata quale omaggio al pubblico dei clienti, nel caso dell’Olio Sasso. Con tirature di oltre centoventimila copie, divenne per opera di Mario Novaro un periodico di altissima qualità. Novaro coinvolse nell’impresa artisti e grafici del Liberty come Plinio Nomellini e Giorgio Kienerk e letterati come Luigi Pirandello, Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, Grazia Deledda, Salvatore Di Giacomo, Giovanni Pascoli, Luigi Capuana, Ardengo Soffici, Giovanni Papini, Camillo Sbarbaro, Giuseppe Ungaretti, Filippo De Pisis, Alberto Savinio, Marino Moretti, Aldo Palazzeschi, Piero Jahier.
Della «Riviera» hanno parlato nei loro studi Rossana Bossaglia e Edoardo Sanguineti.

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