Ora basta!
scritto da Angelo Amoretti il 3 dicembre 2009 ore 18:08[...] Ultimamente, in più occasioni, sono stato offeso da accuse e sospetti infamanti apparsi su un blog cittadino molto letto e frequentato. Ora basta. Da qui in avanti, chi utilizzerà internet per gettare fango su di me, screditandomi a suon di ingiurie e calunnie, non la passerà liscia [...]
Paolo Strescino – Sindaco di Imperia – Il Secolo XIX, 3 dicembre 2009
Sapevatelo!
Io vado a Panama.
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Premio Giovanni Battista Cuneo
scritto da Angelo Amoretti il 3 dicembre 2009 ore 09:48In occasione del bicentenario della nascita di Giovanni Battista Cuneo, la città di Imperia tiene a battesimo la Prima edizione del Premio intitolato al nostro illustre concittadino, nato a Oneglia nel 1809.
G.B.Cuneo fu parlamentare ligure nel Parlamento Subalpino, giornalista e primo biografo di Giuseppe Garibaldi. Fu amico di Giuseppe Mazzini e si dice che sia stato proprio lui a introdurre l’Eroe dei due mondi nella “Giovine Italia”.
Svolse una intensa attività di pubblicista e politico in America Latina e fu nominato Commissario della Immigrazione dal Governo Argentino, alla fine dell’800. Le sue spoglie giacciono nel cimitero di Oneglia.
Il premio, patrocinato dalla Regione Liguria, dalla Provincia, dal Comune e dalla Consulta Ligure, è stato fortemente voluto dall’Avv. Emilio Varaldo, Presidente della Commissione Cultura di Palazzo Civico, animatore dei rapporti tra la città di Imperia e il Sud America.
Per questa prima edizione, sabato 5 dicembre 2009, presso la Sala Convegni della Biblioteca Civica in piazza De Amicis, saranno premiati due personaggi liguri che si sono particolarmente distinti in Argentina: l’Ing. Franco Livini – Presidente di Pirelli Argentina e l’Ing. Flavio Perazzo, Presidente dell’Istituto Culturale Argentino Ligure.
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Il centro e la destra
scritto da Angelo Amoretti il 2 dicembre 2009 ore 12:05Oggi è partito l’esperimento ideato dal leghista Antonio Gagliano: al fondo di via Cascione, per andare a Oneglia, è obbligatorio svoltare a destra, percorrere la rotonda nei pressi dell’Igiene e tornare a levante.
Sta andando tutto bene, ma ci sono due piccoli inconvenienti: se prima la coda in Garbella c’era solo nelle ore di punta, adesso c’è sempre e alcuni marocchini stanno distribuendo gratuitamente crocifissi agli autisti più indignati.
Oggi è il giorno in cui leggo che Strescino vorrebbe fare il centro di Imperia nel pressi del nuovo Tribunale.
E’ una bella notizia: avrei immaginato che volesse farlo a Caramagna.
L’arrivo di David Copperfield che tenterà di spostare Piazza Dante e i portici di via Bonfante un po’ più a monte è previsto per il prossimo 8 dicembre.
Lmcp non ha ancora rilasciato dichiarazioni, ma c’è da scommettere che ha già preso contatti con il mago Silvan per far spostare tutto dalle parti di via Cascione.
Si prevedono forti scosse di terremoto.
Nella foto il commento di Borghezio alle due notizie ponentine.

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Paolo Verda sul Porto di Oneglia e non solo
scritto da Angelo Amoretti il 1 dicembre 2009 ore 13:57Paolo Verda, consigliere comunale del PD che ringrazio sentitamente, mi ha inviato questa mail che pubblico con piacere.
Dopo i primi commenti rilasciati a caldo la sera della vergognosa rimozione delle colonnine dalla banchina del porto di Oneglia e, più avanti, nel corso della visita della commissione regionale preposta, al fianco delle autorità locali, mi piace tornare sull’argomento per fare chiarezza sulla nostra posizione riguardo ai fatti degli ultimi mesi e più in generale riguardo alla futura politica portuale della città di Imperia.
Ribadisco innanzitutto lo sdegno per l’inevitabile conclusione della vicenda della gestione privatistica della porzione turistico/commerciale dello scalo onegliese. Conclusione che ha la sua radice in comportamenti accondiscendenti e atti oscuri e ambigui. Troppe volte e per troppo tempo l’Amministrazione comunale – e non solo – non ha voluto o non ha saputo vedere ciò che stava accadendo sotto le proprie finestre. Miopia, distrazione o incapacità registrabili sia nella questione porto di Oneglia, sia nel controllo dei lavori di costruzione del porto turistico cittadino.
Ricordo tre “episodi”, in proposito, che ritengo possano essere considerati quantomeno concause del ravvedimento, purtroppo tardivo, e della presa di coscienza delle autorità tutte:
- in primo luogo la denuncia, a firma mia e del consigliere Zagarella, circa le difformità morfologiche del capannone della nautica il cui scheletro si erge immoto, indisturbato e arrogante in mezzo ad un cantiere in piena attività. In barba alle più elementari regole di correttezza e buon senso che, se tenute in debita considerazione, avrebbero portato a una rimozione e sostituzione delle elementari strutture poste in opera, per far ripartire i lavori in ottemperanza a ciò che era previsto nel progetto approvato;
- l’esposto del consigliere Indulgenza sulle aree occupate dai natanti turistici in esubero rispetto a quelle individuate nella concessione rilasciata dal Comune alla Porto di Imperia;
- l’azione di sensibilizzazione svolta, in modo compatto, dalle forze del centro sinistra nella scorsa campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Imperia, riguardo alla situazione del porto di Oneglia ed in particolare ai mancati guadagni per la collettività.
Questa azione, che seguiva a molte altre portate avanti da tutte le forze politiche di minoranza a partire dal novembre 2007 (in occasione della delibera di indirizzi dell’amministrazione sullo scalo onegliese), evidenziava ancora una volta tutte le storture, le dimenticanze, le lacune che hanno caratterizzato il rapporto di tutte le autorità preposte con i soggetti gestori dello scalo di Oneglia.
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La guerra civile a Imperia
scritto da Angelo Amoretti il 27 novembre 2009 ore 18:11Nuova Odessa, novembre 2011.
La guerra civile scoppiata nell’inverno del 2009 era arrivata anche da noi.
Era iniziata nelle grandi città italiane e piano piano si espanse anche nei posti più impensati.
Sulla strada se le stavano suonando di santa ragione.
Strescino fu colto alla sprovvista e convocò d’urgenza una riunione di giunta allargata a tutti i suoi consiglieri comunali. Era completamente calvo. Si era rapato a zero la sera precedente, aveva chiamato il più in forma dei giornalisti di Imperia TV – che adesso si chiama Stalingrad TV – e gli aveva detto: “Domani facciamo in diretta ’sta prova del capello, visto che ho un po’ di tempo libero”.
Ma nella notte gli avvenimenti precipitarono. Caricò sullo scooter una damigiana da 25 di olio di ricino e si avviò, a velocità regolare, verso il palazzo del Comune. Dal momento che era in scooter e che era in ampio anticipo, decise di fermarsi al Palazzo della Provincia. Trovò Giuliano particolarmente agitato: visto che era candidato alla presidenza della regione, era indeciso su dove fare resistenza. Strescino gli consigliò di andare a Savona, una via di mezzo che poteva accontentare tutti. Amadeo lo avrebbe sostituito alla grande.
Il Ministro era a Genova già da giorni, ospite di Burlando. Gli aveva telefonato per offrire la sua esperienza, dopo i successi del G8 del 2001. Gabriele Saldo lo aveva raggiunto con il treno dei pendolari delle 6.35. Quando arrivò allo scompartimento, cinque extra comunitari si alzarono per lasciargli il posto e un topo si rifugiò tra il finestrino e il sedile. “Domani dovrò fare una interpellanza in Regione, non si può andare avanti così”, pensò mentre il treno ripartiva.
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Sugli stati generali del Pdl a Imperia
scritto da Angelo Amoretti il 23 novembre 2009 ore 20:33Leggendo quanto scrivono gli inviati [nonché invitati] agli stati generali del Pdl svoltisi sabato scorso, si ha l’impressione che si sia trattato di uno spettacolo di cabaret piuttosto che un summit per fare il punto della situazione. E secondo me qualche inviato birichino un po’ del suo ce l’ha messo, per farmelo pensare.
Giudicate voi.
Cominciamo dal candidato per la presidenza della Regione, Sandro Biasotti.
Questa è la festa del Pdl, non la mia festa. Io qui ho gia vinto le elezioni regionali. Cosa ci vengo a fare, allora? Vengo volentieri certo, ma se voi mi autorizzate vado a La Spezia, a Bolzaneto, perché noi le elezioni regionali dobbiamo vincerle. Le vinciamo perché avete un ottimo candidato, altrimenti il ministro Scajola non mi veniva a cercar. Anzi sono io che ho cercato Scajola.
Al Cavour – leggo – faceva caldo. La causa di questa confusione potrebbe essere proprio la temperatura troppo alta. Insomma: è Biasotti che ha cercato Scajola o viceversa? Non lo sapremo mai, ma si sono trovati e questa è una magnifica notizia.
Forse si riferiva alle elezioni del 2000, anno in cui, come candidato indipendente di Forza Italia, venne eletto Presidente della Regione Liguria.
Solo che riportata così, la frase può essere interpretata in maniera diversa.
Visto che il Ministro Scajola aveva annunciato che nei sondaggi il Pdl è avanti di oltre tre punti percentuali, uno è portato a rispondere: “Massì…stattene pure nel levante: qui non c’è storia. E vale il discorso fatto a suo tempo per Strescino”.
Oltre a Biasotti, quello che mi ha fatto pensare al cabaret è stato il Sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato. Lui ha dato stoccate – scrivono – a Cristina Barabino che si era un po’ indignata, come donna, perché qualcuno aveva detto che nel Pdl ce ne sono poche in gamba. Ma la perla del Sindaco matuziano è quella riportata da Sanremonews in diretta dal Cavour:
Prenderò ordini e direttive solo dai coordinatori e dal ministro Claudio Scajola. Solo loro possono dirmi se devo fare l’esame del capello o del colesterolo o se dovrò mettermi a dieta.
Evviva la sincerità!
E per finire cercate di capire questo ragionamento [ammesso che ci riusciate] e leggete quanto segue, riportato da Il Secolo XIX di oggi:
Dobbiamo scegliere i migliori candidati. Chi non sarà eletto sarà, comunque, gratificato, se avrà portato il proprio contributo. In sostanza, metteremo candidati molto forti. Chi se ne importa se saranno presidenti di provincia o sindaci, si andrà a rivotare, così avremo più gente che corre.
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Piccoli comitati crescono [II]
scritto da Angelo Amoretti il 22 novembre 2009 ore 17:50Venerdì scorso, alla Sala Varaldo, si è tenuto un incontro tra tutti i direttivi dei vari comitati cittadini formatisi in questi anni: quelli che, per capirci, si battono contro il sorgere di centrali a biomasse, antenne e discariche.
La riunione dovrebbe aver dato vita ad un unico grande movimento trasversale e la cosa non può che farmi piacere. Ho usato il condizionale perché al momento non ho altre notizie se non che alla riunione sono stati invitati anche i consiglieri comunali di opposizione Pasquale Indulgenza (PRC) e Giuseppe Zagarella (PD).
Giovanni Bonifazio, che sa il motivo per cui non ho potuto esserci, mi ha scritto queste righe:
La nostra è un’aggregazione spontanea di cittadini, provenienti da diversi ambienti culturali e da diverse esperienze professionali, che ha un scopo comune: partecipare con un’azione diretta alle scelte della amministrazione comunale- provinciale – regionale.
Il comitato è nato a seguito dell’iniziativa spontanea di un gruppo di cittadini che non condividono le scelte di una centrale che brucia olio per produrre energia elettrica nel solo interesse di un privato, soprattutto, non sono disposti ad essere presi in giro con la storiella dell’opera alla quale non ci si può opporre in quanto sottoposta alle norme cogenti della legge.
Nel corso della nostra azione ci siamo imbattuti in tanti problemi di natura ambientale, molti estremamente semplici, per i quali basta poco per trovare una soluzione a condizione che si abbia una certa esperienza sul tema.
Il comitato si propone di raccogliere e rappresentare le istanze di chi vive la città, intesa come comunità di persone, cercando di riportare il cittadino – troppo spesso fruitore passivo, anche se critico, dell’amministrare, al centro del processo politico.I nostri valori
Crediamo nella partecipazione attiva e costruttiva, che non può dunque esimersi dall’impegno civile e dall’assunzione delle responsabilità.Il cittadino non può essere soltanto fruitore
Il nostro fare politica fonda le sue radici anzitutto nell’essere cittadini attenti alle vicende e alle sorti del contesto in cui viviamo; la nostra ambizione è che questo contributo si collochi a livello istituzionale, affinché l’esperienza delle forze di rappresentanza tradizionali possa arricchirsi di un punto di vista diverso.
Il nostro lavoro è umile ed entusiasta, fatto da un movimento di persone interessate alla collettività, sempre alla ricerca di nuovi contributi e collaborazioni, in una rete reale di conoscenza e scambi culturali.
Siamo convinti che l’unione fa la forza e che non possiamo continuare a subire scelte che molte volte rispondono solo a interessi particolari.
Bonifazio, in una breve intervista che leggo su La Stampa di oggi, dice che trattasi di un movimento apolitico e non sono d’accordo: al limite lo si potrebbe definire apartitico perché la politica, e Bonifazio lo sa meglio di me, la facciamo già dal mattino, a seconda del latte e del caffè che decidiamo di usare.
I comitati erano così rappresentati:
Giovanni Bonifazio per il Comitato Barcheto e dintorni;
Bruno Rossi per il Comitato Campirossi;
Alberto Poggi per il Comitato contro le antenne di via Don Minzoni;
Giovanni Zecchini per il Comitato Borgo di Oneglia;
alcuni rappresentanti del Centro sociale la talpa e l’ orologio, del Comitato Borgo Prino, del Comitato contro la discarica Ponticelli, del Comitato Castelvecchio e del Comitato di via Nazionale.
Qualcosa si è dunque messo in movimento e speriamo che non ci siano guasti sul percorso.
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La mia candidata preferita è viva e lotta con noi
scritto da Angelo Amoretti il 20 novembre 2009 ore 17:55Apprendo da La Riviera in edicola oggi che la mia candidata preferita ha iniziato a lottare da dentro il “Palazzo”.
L’avevo lasciata in sospeso tra la patente di guida e la sua entrata trionfale in Consiglio Comunale e la ritrovo seduta nei banchi insieme a pezzi da novanta del calibro di Ardizzone e Zagarella [per par condicio ne nomino due, così non scontento nessuno].
Solo che c’è un problema: in verità ha iniziato la sua lotta dalle colonne del noto settimanale ponentino. Ma sempre di piombo si tratta.
“In che consiste questa lotta?”, vi domanderete ansiosi voi, o amici lettori.
Le cose stanno così: la Aimo [che d'ora in avanti chiamerò Lmcp nda] ha sollevato un problema che ci portiamo dietro da decenni: il mercato del giovedì in via San Maurizio e Via XX Settembre. Secondo lei sarebbe degradante e bisognerebbe spostarlo in periferia, tipo alla Fondura [che più periferia di così non si può essendo a circa cento metri dalla centralissima Via Cascione].
Qualche maligno mormora che Lmcp in effetti vorrebbe così perché al giovedì, davanti al suo negozio di abbigliamento, si piazza un ambulante che vende più o meno gli stessi capi di abbigliamento, ma a prezzi decisamente più accessibili.
Sono malignità che avrei preferito non sentire perché tutti sanno benissimo che Lmcp vende tutta la settimana.
E in un momento in cui siamo tutti lì a trifolarcelo con la storia del Parco San Leonardo; di Imperia che finalmente sarebbe unita da un nome che ha fatto contenta la maggior parte della cittadinanza, lei ha spiazzato tutti e nonostante i droga-test, la bufera delle tangenti e il resto, ha cacciato fuori il mercato di Porto.
E mi ha letteralmente sorpreso quando ha dichiarato a La Riviera che il mercato del martedì è già stato spostato in Piazza Mameli, proprio per evitare il degrado in centro.
L’Assessore al commercio Giovanni Amoretti le fa notare che certe questioni dovrebbero essere discusse in consiglio comunale, ma forse nell’articolo di Gabriele Piccardo c’è un refuso perché le testuali parole sono queste:
Che senso ha fare un mercato in periferia? Voglio pensare che, visto il ruolo acquisito, il consigliere Luciangela Aimo esponge la sua proposta nei luoghi più opportuni e che crei un dibattito a mezzo stampa”
Forse è da interpretare come ho scritto io, forse no: parliamone!
Sono certo che Lmcp porterà la questione nel luogo opportuno e se le gira il boccino qualche volta o l’altra sarà capace di votare con la maggioranza.
Aspetto di vederla prendere la parola in consiglio comunale e a tale riguardo, vi chiedo: Imperia TV si vede con il satellite o con il genitale terrestre?
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Cambio di abitudini per il Sindaco
scritto da Angelo Amoretti il 20 novembre 2009 ore 09:37Poco prima delle famose “cene con il Sindaco” iniziate lo scorso ottobre, su quasi tutti i quotidiani locali, di carta e online, si leggeva:
Il sindaco, nel suo ufficio al primo piano di palazzo civico, riceve solitamente al giovedì pomeriggio, prima della giunta. Per il resto, la sua vita “amministrativa” è scandita da tempi ben precisi.Arrivo a Palazzo alle 8 e 30, sempre o quasi con il suo scooter, poi incontri, telefonate e riunioni sino alle 14e30. Nel pomeriggio, se non ci sono giunte o vertici politici o amministrativi, Strescino si reca negli uffici dell’azienda di famiglia (la Strescino srl, specializzata nella commercializzazione di contenitori in vetro per alimenti, ndr).
Il Secolo XIX, 9 ottobre 2009
Oggi, interpellato da Il Secolo XIX riguardo al droga-test con la “prova-capello” fatta da alcuni politici e di moda in questo periodo, il Sindaco ha dichiarato:
Sono nel mio ufficio a palazzo civico dalla mattina alla sera a lavorare per amministrare la città e per risolvere i problemi quotidiani…
Paolo Strescino – Il Secolo XIX, 20 novembre 2009
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Piccole gaffes
scritto da Angelo Amoretti il 18 novembre 2009 ore 09:31Primo corteo dell’anno scolastico ieri mattina a Imperia contro la riforma voluta dal ministro dell’educazione Maria Stella Gelmini.
Il Secolo XIX – 18 novembre 2009
Due righe, due inesattezze.
Il corteo è stato indetto nell’ambito della manifestazione internazionale per il diritto allo studio e non contro la Gelmini [che è Ministro dell'Istruzione e non dell'educazione] e la sua riforma.
E’ logico che chi manifesta per il diritto allo studio se la prenda contro chi, in quel momento, è ministro dell’istruzione [lo stesso sarà avvenuto - probabilmente - negli altri Paesi Europei] ma il corteo di ieri era altra cosa.
Poi c’è la polemica sul numero dei partecipanti: ormai è prassi che le cifre date dagli organizzatori non combacino con quelle della Questura.
Ma da noi è diverso: le cifre le hanno date gli organizzatori e il centro destra. I primi dicono 500, gli altri dicono “solo 100“. E lo dicono tanto per “minimizzare” [il virgolettato è preso dall'articolo citato] senza rendersi conto che il diritto allo studio è un diritto sacrosanto anche per loro che con certe dichiarazioni dimostrano la loro disarmante ignoranza.
Al momento, comunque, non sono pervenute le cifre dalla Questura: eppure c’era pieno di forze dell’ordine, in divisa e in borghese.












