L’agonia del Cinema Centrale
Il cinema Centrale è a serio rischio chiusura.
La crisi è in atto da qualche tempo e nonostante siano state raccolte circa 500 firme a sostegno dello storico locale, le cose sono peggiorate e tra due mesi rischieremo di non vedere mai più film nell’unica sala cinematografica di Porto Maurizio.
Per chi si avventurasse per la prima volta su questo blog ricordo che Imperia è capoluogo di provincia, con circa 40.000 abitanti.
Anni fa le sale cinematografiche a Imperia erano: il Rossini, il Dante, l’Imperia e l’Odeon (estivo) a Oneglia; il Cavour, il Centrale, il Croce Bianca e il Lux a Porto Maurizio.
Sono rimasti l’Imperia e il Centrale (uno a Oneglia, l’altro a Porto). Recentemente al posto del Rossini è sorto un hotel che si allaga quando piove e il Dante, chiuso da non molto, diventerà centro di appartamenti. Il Cavour continua l’attività, con una bella stagione teatrale.
La domanda che sorge spontanea è questa: come mai Imperia rischia di rimanere con una sola sala cinematografica?
Il Cinema è anche cultura (oltre a essere intrattenimento) e questo è il segno che della cultura all’amministrazione comunale e alla maggior parte degli imperiesi importa fino a un certo punto.
Importano di più il porto e i mattoni: non sono io a dirlo, è Andrea Falciola (”una vita per il cinema, un cinema per la vita”, si potrebbe definire), portavoce della cooperativa che si occupa della gestione della sala, che al Secolo XIX rilascia quanto segue:
“Da quando abbiamo messo in moto questa mobilitazione sono passati tre mesi, ma non è successo niente. Nessuno ci ha teso una mano, nessuno si è mosso. Garanzie d’intervento, supporti, appoggio concreti per garantire la sopravvivenza del Centrale non ne abbiamo ricevuto. O qualcuno ci aiuta, aiuta questo spazio culturale sopravvissuto a Porto Maurizio oppure….si chiude. Il tempo stringe: se nei prossimi due mesi non ci saranno schiarite il Centrale abbasserà le serrande. [...] Il Comune sa che con la chiusura del Centrale l’offerta cinematografica risulterebbe inadeguata a un capoluogo di provincia ma, soprattutto, sa che si creerebbe un impoverimento culturale e sociale per l’intera città. Che senso ha investire milioni di euro per riqualificare Porto Maurizio quando non si salvaguardano le attività che sin da ora lo qualificano e fanno sì che non sia solo uno squallido rione dormitorio? La città non vive solo di mattoni e porto”
Falciola non si limita a quelli che i profani potrebbero definire “mugugni”: lancia delle proposte concrete e dice che la sala potrebbe anche diventare teatro per ragazzi al pomeriggio, luogo di presentazioni di libri sul modello dei martedì letterari del Casinò, saggi degli studenti delle numerose scuole di musica cittadine.
Inoltre gli enti pubblici potrebbero stipulare una specie di convenzione per l’utilizzo della sala per un certo numero di giorni all’anno, dove poter fare congressi e concerti musicali.
Insomma, le proposte ci sono eccome, adesso toccherebbe all’amministrazione comunale fare la sua parte, se proprio non vuole far morire la cultura in città.














L’unico che ha risposto all’appello di Falciola è stato il comune. Ma la proposta dell’assessore è risultata insufficiente. Vediamo…
Samuele
6 marzo, 2008 at 13:44
La domanda che sorge spontanea è questa: come mai Imperia rischia di rimanere con una sola sala cinematografica?
Interessante questa tua domanda. La risposta è molto semplice: perché gli imperiesi non vanno al cinema. Ti faccio io una domanda: perché io che non vado al cinema devo metterci dei soldi (ovviamente pagando le tasse al comune) per mantenere un’azienda (presumo privata) che non mi interessa? Perché il comune di Imperia dovrebbe dare del denaro pubblico ad un’azienda privata? Se non riesce a mantenersi che chiuda. Chissenefrega.
Non la penso così, ma voglio fare l’avvocato del diavolo. Le cifre inoltre sono davvero piccole, parliamo di poche migliaia di euro annui che andrebbero comunque sprecati in attività inutili, in spese di rappresentanza e chissà quali altre stupidate…
Samuele
6 marzo, 2008 at 13:49
>L’unico che ha risposto all’appello di Falciola è stato il comune.
E chi doveva rispondere?il fruttivendolo?
visto lo scarso intreresse delle autortita locali a qualsiasi cosa,tranne svendere e cementificare, visto che si parla da un po di fare un multisala,probabilmente nn vedon l’ora sparisca la concorrenza..
il__Bastardo
6 marzo, 2008 at 13:50
>Perché il comune di Imperia dovrebbe dare del denaro pubblico ad >un’azienda privata?
ma se il comune di imperia nn fà altro che essere sottomesso alle esigenze dei privati.
l’unico problema è che il cinema è della “famiglia” sbagliata altrimenti i soldi saltavan fuori
il__Bastardo
6 marzo, 2008 at 13:53
->il Bastardo: falciola ha dichiarato di aver inviato richieste a tutti, Provincia, Comuni, aziende private. Nessuna risposta negativa, nessuna risposta. L’unica risposta è arrivata dal comune che ha proposto (poco) denaro pubblico.
Metti tu i soldi che servono: lo chiamiamo Cinema “il Bastardo”, ci mettiamo un tua foto all’entrata e abbiamo risolto il problema…
Perché devo pagare io?
Samuele
6 marzo, 2008 at 14:04
Credo che a far morire la cultura in città sia in primo luogo luogo la mancanza del “pubblico”. Con pubblico non intendo “l’ente Pubblico” (che peraltro, in una situazione di emergenza, dovrebbe intervenire) ma gli spettatori. Chi fa morire la cultura in città è la città stessa che trova, nella sua classe dirigente, uno specchio fedele. La possibile chiusura del Cinema Centrale (e qui faccio tutti gli scongiuri) pone una domanda precisa: perché i cittadini di Imperia non vanno al cinema? Provo a dare una prima risposta. Forse ciò che manca è l’educazione alla visione…
forse è qui la principale colpa del “pubblico” inteso, questa volta, come “ente pubblico” (dal comune alla regione, dalla scuola alle fondazioni)
Il Testimone
6 marzo, 2008 at 14:25
sono concorde con le opinione del “bastardo”.
io nel mio piccolo continuo a contribuire andando al cinema quasi tutte le settimane, e devo dire che quando c’è una buona programmazione gli imperiesi al cinema ci vanno eccome.
chiaro, quello è un’ulteriore problema, io non so chi sceglie i film da programmare, ma ci siamo persi molti titoli (e molti li perderemo) che avrebbero fatto “il pienone”.
infine la butto lì..
costasse un po’ meno!
luka
6 marzo, 2008 at 14:55
samuele:avessi i denari lo farei volentieri.
ma hai idea di quante speculazioni, schifezze,conti privati, hai finanziato con le tue tasse?(Pensa solo all’ecoimperia…) e chi si intascherà quei guadagni?
chissà come mai per certe cose i soldi si trovano il multisala di cui parlavo da chi pensi possa esser finanziato?dalle tue,le mie,le nostre tasche.E volendo anche dar per vero che il cinema è in crisi perchè la gente nn ci và,ti sembra il caso di pensare ad un cinema multisala?Ovviamente si,se qualcuno ha bisogno di intascarsi i soldi dell’appalto(soldi messi sul piatto dalle tue,le mie,le nostre tasche)
il__Bastardo
6 marzo, 2008 at 15:04
@Samuele: a me non risultava che il comune avesse risposto a Falciola (nell’intervista non compare). Mi risulta anche che il Centrale sia una cooperativa. Posso capire che tu non sia d’accordo sul mettere soldi per una cosa che sia di un privato, ma i comuni, di solito, per la cultura, fanno anche questo. Infatti c’è un assessore alla cultura. Nelle grandi città le sale mica sono tutte dei privati, ce ne sono anche sovvenzionate dai comuni e non ci trovo nulla di scandaloso.
@luka: certo, costasse un po’ meno ci andrei più spesso anch’io, ma bisogna calcolare che anche i costi dei noleggi delle pellicole è aumentato e in ogni caso al venerdì si pagano 5,5 euro (e credo pure al giovedì).
@il_Bastardo: pure io lo farei se avessi i denari.
@Il Testimone: appunto, secondo me l’amministrazione di un qualsiasi comune è lo specchio di chi l’ha votata. Evidentemente qui la votano persone che della Cultura non gliene importa nulla. Ci vuole altra mentalità da parte di chi ci amministra. Senza voler fare distinzione di colore politico, guarda Torino, Genova, Roma.
ImperiaParla
6 marzo, 2008 at 17:51
certamente anche i costi dei noleggi dovrebbero diminuire.
sul discorso “Cultura”, beh, purtroppo tante forme di essa non sono considerate tali dai più..
Il Cinema, alcuni tipi di Musica, alcune forme di Letteratura, i Fumetti, ecc ecc
purtroppo non sono considerati sotto la voce Cultura.
Però i telegiornali quelli si che fanno Cultura…..
luka
6 marzo, 2008 at 18:07
…ragazzi è semplice: la cultura in generale non RENDE (denaro, vile denaro), i palazzi si, quindi che se ne discute a fare???Cosa volete che rispondano dalle alte sfere?Io non vado molto al cinema, ma quando ero all’università ci andavo spessissimo, perchè c’era il MULTISALA, dopo per MULTI si intende MULTIPLO di 2, e non BISALA come quella prospettata nel fronte mare delle ferriere….L’italiano è italiano, o no????
sara
6 marzo, 2008 at 18:49
E’ triste doverlo ammettere, ma penso che Samuele abbia proprio ragione. La gente va poco al cinema perchè oggi ci sono delle alternative:( TV satellitari, Intenet ecc.) a quello che una volta era l’unico svago di una serata che una persona poteva permettersi ad un prezzo accettabile. D’altra parte non mi pare che sia solo un problema di Imperia. Il cinema è in crisi un pò ovunque. Ripeto, è una triste realtà e di questo bisogna prenderne atto.Anche se il Centrale ha da sempre programmato films di qualità. Di conseguenza non vedo perchè il Comune dovrebbe spendere soldi pubblici per mantenere in piedi un carrozzone che interessa solo a pochi (nei pochi mi ci metto anche io). Con questo non voglio dire che al suo posto dovrebbero costruire un palazzo, ma credo che con un pò di buona volontà si potrebbe trovare una valida alternativa.
@LUKA : Se gli imperiesi al cinema ci vanno eccome, allora come mai il Centrale rischia la chiusura? Forse per autolesionismo? Un saluto a tutti.
ninni
6 marzo, 2008 at 18:50
Domanda per Andrea Falciola: ma quanti soldi servono per trasformare il Centrale, magari in un piccolo multisala polifunzionale?
Paolo
6 marzo, 2008 at 22:29
Ma chi l’ha detto che il cinema è in crisi?
Che il cinema sia in crisi (perché ci sono le TV o perché c’è internet) è tutto da vedere. Riporto alcuni dati (2007) che smentiscono questa tesi: “Cinetel dichiara 103,6 milioni di biglietti sul 90% delle sale nazionali. I dati finali si avranno soltanto fra qualche mese grazie alla Siae e si stima una cifra intorno ai 115 milioni di biglietti, ben 12,28% in più rispetto al 2006″.
Volete davvero che io risponda alla domanda “perché un ente pubblico dovrebbe spendere soldi pubblici per tenere in piedi un carrozzone che interessa a pochi”? Davvero non si capisce?
Lo Stato Italiano spende ogni anno più di 200.000.000 di Euro per finanziare la musica lirica (nel 2005 spese 222.124.962,34 Euro, fonte: IL SOLE 24 ORE). Provate a pensare al perché… e se ci riuscite dovreste intuire anche qualcosa rispetto al problema del Centrale…
Il Testimone
6 marzo, 2008 at 22:32
DIVERSIFICARE
Secondo me è questa la possibile soluzione per mantenere in vita il Centrale.
Mi spiego meglio: essendo una città tutto sommato piccola, ma i gusti della gente i più svariati, bisognerebbe cercare accattivare tutte le varie tipologie di spettatori. Ne è un esempio lampante il Cavour: è l’unico teatro cittadino, e per accontentare tutti i gusti offre una stagione teatrale che, con una quindicina di spettacoli, va dalle commedie alle operette, dai balletti agli spettacoli dei comici; e ha quasi tutta la platea completa in abbonamento, con anche discreti incassi di botteghino ad ogni spettacolo. Non siamo in una grande città dove ci si può permettere il lusso di offrire un intrattenimento di nicchia, del tipo cinema che fan vedere solo film d’essai, cinema che fan vedere solo film commerciali etc.. non abbiamo grandi studi legali con 100 avvocati ognuno specializzato in uno specifico ramo del diritto, non abbiamo tanti negozi specializzati nella vendita di un solo prodotto o una sola marca. In una città come Imperia bisogna saper fare di tutto e saper vendere di tutto allo stesso tempo e nello stesso spazio/esercizio commrciale.
L’unico vero baluardo del centrale è il cineforum del lunedì, con più di 500 iscritti distribuiti in tre spettacoli. Secondo me, per esempio, si dovrebbe cambiare molto più frequentemente la programmazione delle pellicole cinematografiche, non più di 3-4 giorni per film, in modo da avere una rotazione continua..ed eventualmente tenere lo stesso film per più giorni solo per i super colossal che attirano più spettatori.. A me è capitato spessissimo di aprire il Secolo e vedere che i film trasmessi al centrale sono magari in ritardo di una settimana rispetto all’ uscita nazionale, e i film nuovi sono solo a Sanremo..
Inoltre credo che il costo del biglietto influisca parecchio, spesso il Centrale fa il pienone il martedì quando c’è il ridotto, ed è semi deserto gli altri giorni.
Ritengo che il male maggiore sia comportato dalla possibilità di scaricare i film da internet con estrema facilità: tante volte sento dire che al cinema ci si và solo per vedere determinati film per i quali l’effetto cinema (dolby surround etc.) vale ancora qualcosa, sennò la gente preferisce guardare i film sul PC o spettare quei 2-3 mesi per affittarsi il DVD.
E poi, con un bel parcheggio vicino, chissà se la gente non sarebbe un po’ più incentivata ad andare (trovare posteggio in via cascione di sera è un terno al lotto).
Comunque la polifunzionalità della sala è indiscussa, magari qualche progettino in più col DAMS non guasterbbe , essendo un corso di laura che Imperia dovrebbe vantare, essendo presente solo in altre 6 città in tutta Italia…
Buonanotte
Crime
7 marzo, 2008 at 01:16
@ ninni: ho scritto che SE C’E’ UNA BUONA PROGRAMMAZIONE gli imperiesi al cinema ci vanno.
credimi, ci sono stati film bellissimi che ad imperia non sono MAI arrivati..
e sono dovuto andare a vederli ad Albenga o a Sanremo.. dove c’era IL PIENONE.
luka
7 marzo, 2008 at 10:39
.. e comunque il centrale chiuderà anche per altri motivi..
ben più sotterranei.. ben più oscuri.
oscuri a tutti quanti noi.
luka
7 marzo, 2008 at 10:44
@Testimone: e ti sembra giusto che lo Stato spenda più di 200 milioni di euro per finanziare la musica lirica? Se fosse così allora riterrei giusto che spendesse altrettanto per sostenere il cinema, il teatro e tutte le manifestazioni culturali. Trovo che spendere 400 miliardi delle vecchie lire (20 volte il tesoretto !!)per la musica lirica mi sembra una follia, anche perchè con quei soldi si potrebbero risolvere problemi ben più importanti e urgenti. Tu dici di aver preso quei dati dal Sole24ore, quindi da fonte più che attendibile, ma a me sembra comunque un’esagerazione. Non è che si saranno sbagliati di qualche zero…?
@ Crime : concordo in toto con quello che dici e non sono d’accordo con quelli che affermano che se il biglietto costasse meno ci sarebbero più spettatori. Anche perchè facendo pagare una cifra inferiore dovrebbero riempire la sala tutte le sere per poter uscire dalla crisi. Comunque se vai a teatro, in pizzeria o in discoteca spendi di più. Tutto (purtroppo) ha un costo ma il cinema è senz’altro fra i più contenuti.
ninni
7 marzo, 2008 at 11:31
tranquilli al posto del centrale ci facciamo un bel parcheggio
PierCarLOL
7 marzo, 2008 at 11:52
Che desolazione se chiudesse anche il Cinema Centrale!!!
Cosa resterebbe di vivo in una via Cascione dove dopo le 19,30 non trovi più un’anima che gira se non le persone che vanno al Cinema e che lo assiepano il lunedì sera nella storica serata dedicata al Cineforum?!?
L’offerta culturale cittadina subirebbe una perdita incolmabile visto che con l’alto numero di Soci iscritti al Cineforum, nessun’altra sala sarebbe papabile per le sue proiezioni…e quando dico “nessun’altra” oramai c’è rimasto poco da scegliere…l’unica è l’Imperia…purtroppo poco capiente..
Il cinema in sala subirebbe un crack perchè meno sale ci sono, meno programmazione c’è, più la gente non esce di casa, più si perde la magia del grande schermo che solo una sala cinematografica ti può dare..
Amo il cinema, amo spostarmi per il cinema perchè purtroppo con 2 sole sale rimaste in città e 1 nella vicina Diano l’offerta è quella che è…e amo la mia città e sono certa che sarebbe una gravissima perdita, per i cinefili imperiesi, per il centro storico portorino, per la città tutta, la chiusura del Cinema Centrale.
Amministratori che volete puntare sul turismo…INTERVENITE!!!
Anche l’offerta culturale contribuisce alla rinascita del turismo…non solo il cemento armato…
W IL CINEMA!
Enza
enza
7 marzo, 2008 at 12:36
ma arriva il multisala hihi
guido arci camalli
7 marzo, 2008 at 12:52
Crime: pacato, interessante e propositivo. Una sola notazione: in Italia escono ben più di due titoli a settimana e quindi, necessariamente (avendo due sole sale in città), si rimane indietro….
Ninni: il FUS (Fondo Unico dello Spettacolo), facendo sempre riferimento al 2005, fu di circa 464 milioni di Euro ai quali si deve aggiungere poi un Fondo Integrativo (una trentina di milioni). La ripartizione del FUS (qui i dati sono del 2004, ma le variazioni non dovrebbero essere significative) è questa: Enti Lici 47%, Attività Musicali 14%, Danza 1,70%, Teatro di prosa 16%, Cinema 18%… ci sono poi quote marginali in favore di organi istituzionali, osservatorio sullo spettacolo ed altro. Quindi nessun errore nel numero degli zero.
I criteri e le modalità di erogazione dei contributi sono fissati con decreto del Ministero dei Beni Culturali. Perché dunque l’Ente Pubblico dovrebbe finaziare una prduzione cinematografica della Medusa o della Fandango?
Se non ti convince che lo stato debba sostenere le “opere artistiche” (sul come lo fa’ ci sarebbe molto da discutere….) perché a tuo avviso dissipa denaro pubblico… provo a darti due spunti di riflessione: 1) il meccanismo del New Deal di Roosvelt, 2) Le notti bianche (la notte bianca romana costa molto ma lo stato si ripaga interamente i costi solo con l’IVA sui prodotti che vengono venduti in quei giorni ai turisti… e non parliamo della ricchezza che entra in città attraverso tutti gli incassi dei commercianti che poi, su quegli incassi, pagano le tasse).
Il Testimone
7 marzo, 2008 at 13:49
guido arci camalli:
in tutta sincerità ti dico che se costruissero la multisala ne sarei felice, così se decidessi di andare al cinema potrei scegliere magari tra 5-7 film diversi. E a quel punto si che il Centrale potrebbe specializzarsi in una programmazione più particolare, se vuoi “élitaria”, che ne so, magari solo film d’autore. E, a mio avviso, con buone prospettive, in quanto, anche sulla scorta del mio intervento precedente:
1) I film d’autore sono di difficile reperibilità nelle videoteche.
2) I film d’autore sono più difficili da trovare/scaricare su internet.
3) E’ ormai pacifico che l’iniziativa pluridecennale del Cineforum susciti un discreto interesse nel pubblico Imperiese.
4) Le pellicole dei film d’autore costano meno per il cinama, in quanto nel mercato delle sale cinematografiche la concorrenza è nettamente inferiore.
A quel punto poi si potrebbero anche far partire dei progetti con le scuole, quali la proposta d’acquisto di una tessera associativa annuale per gli studenti a prezzi politici, tipo 50 euro per tutto l’anno. Secondo me occorre riportare i giovani al cinema, ed avvicinarli al cinema d’autore, che più di altri innesca il dibattito, il senso critico, e soprattutto provoca una sorta di coscientizzazione delle masse (giovanili), senza ovviamente dover prendere per oro colato quello che viene raccontato nei film un po’ più politicizzati o che lanciano messaggi alla società.
E, soprattutto, una convenzione con l’università, per gli universitari. Abbiamo un polo universitario, vogliamo che cresca, per crescere ha bisogno degli studenti fuori sede, per attrarre gli studenti fuori sede bisogna loro offrire tutta una serie di agevolazioni per la loro vita extrauniversitaria, per
.
Crime
7 marzo, 2008 at 16:07
farli sentire sempre più parti integranti, e integrati, della realtà cittadina.
Crime
7 marzo, 2008 at 16:08
la tessera del cinema potrebbe essere un primo, piccolo, passo.
scusate se ho articolato il mio discorso in più post, avevo problemi col PC. Scusate per la I maiuscola di “imperiese”, ho scritto velocemente senza rileggere.
Ciao
Crime
7 marzo, 2008 at 16:13
>in tutta sincerità ti dico che se costruissero la multisala ne sarei felice, >così se decidessi di andare al cinema potrei scegliere magari tra 5-7 film >diversi.
Rettifico:ho parlato di multisala,ma sbagliavo,il progetto è un bi-sala una da 200 posti ,l’altra da 100…..
ammesso che vanga mai costruito,per ora son solo parole
il__Bastardo
7 marzo, 2008 at 20:44
Sono Andrea Falciola, il responsabile del Cinema Centrale. mi fa piacere constatare che l’argomento Centrale sia spunto di un così vivace e seguito dibattito.
E vista la vivacità dei partecipanti alla discussione, mi farebbe piacere fare alcune osservazioni su alcuni punti:
@il_ bastardo: “perché il comune dovrebbe finanziare un’azienda privata?”
Perché un cinema offre un servizio per tutta la città, una città senza cinema è una città senza sogni, povera dentro. E ha osservato giustamente imperiaparla che è normale che certe attività vengano sovvenzionate…
@luka: “se c’è una buona programmazione gli imperiesi al cinema ci vanno eccome”
guardiamo gli incassi degli ultimi due week end?: in programmazione -contemporanea con l’uscita nazionale- ‘non è un paese per vecchi’. Incasso totale lordo 5037€ (al 48% di percentuale di noleggio); presenze nel secondo week end, dopo la premiazione degli oscar: 274. tante per 10 spettacoli in una sala da 300 posti?
@luka “chi sceglie i film da programmare?”
li “scelgo” io: ma non è esattamente come andare al videonoleggio e prendere quello che si vuole. Esiste un mercato con regole precise alle quali dobbiamo sottostare. Ad esempio, bisogna fare i conti col fatto che alla liguria è destinato un numero limitato di copie di un film; che non tutte le case di noleggio vogliono lavorare con cinema piccoli che non possono garantire 3-4 settimane di tenitura; che molte case impongono ‘cordate’ di film: ti do il film x ma mi devi programmare anche y e z… (e spesso abbiamo dovuto accettare questi simpatici ricatti) insomma, non dimentichiamo che quella cinematografica è un’industria.
@crime:“i film trasmessi al centrale sono in ritardo di una settimana”
ahi! Tirata d’orecchi a crime… i film noi li proiettiamo, lasciamo che sia la tv a trasmettere… accademia della crusca a parte, ormai quella di non proiettare i film in contemporanea nazionale –da tempo- è l’eccezione, non la regola. Quando lo facciamo è perché sappiamo che in provincia c’è bisogno di un aiutino in più per accorgersi che un film val la pena di vederlo. In gergo si dice “far crescere” un film. In una città con molti schermi, se l’esercente crede in un film, non fa altro che tenerlo in una sala e aspettare che cresca. In una monosala, in una città che ha due schermi, l’operazione di incubazione bisogna farla fare ad altri. ma, ahimè, non sempre funziona. E poi, ovvio, l’osservazione di testimone è giustissima: impossibile fare tutti i film che escono. e, in confidenza, sappiate che abbiamo ottenuto che le case di noleggio considerino diano marina come il terzo schermo di imperia, in questo modo riusciamo a ‘smaltire’ un po’ di prodotto in più…
@luka“costasse un po’ meno…”
costa 6.50€ al sabato e alla domenica, 5.50 gli altri giorni. e 4.50 il martedì: se vuoi uscire di casa dove spendi così tanto (o poco) per passare due ore del tuo tempo?
@… ma il cinema (in generale) è in crisi o no? … la mia associazione (agis) spesso canta vittoria a sproposito: è vero, i biglietti venduti aumentano, ma è aumentato a dismisura il numero delle sale e delle piazze prese a campione, sono aumentate le multisale; la realtà, comunque, è un’altra: ad alassio fra qualche mese non ci sarà neppure un cinema, albenga (città) farà la stessa fine… E poi nelle aziende quello che conta non sono gli incassi, ma i ricavi… se prima incassavi 100 e spendevi 50, e ora ne incassi 110 e ne spendi 70, non è che devi essere tanto contento…
# in ordine sparso: fare qualcosa a casa propria, vedi la città che non ne vuol sapere di uscire dal bozzolo, è davvero una fatica. Anni fa tentammo di diversificare le offerte del cinema. A parte le rassegne del giovedì, che non hanno più retto alla concorrenza di dvd e pantofole, avevamo tentato (per due stagioni) col cabaret e col jazz. Fallimento se non completo, quasi. E non stiamo parlando di rassegne rabberciate con illustri sconosciuti, tanto per dirne qualcuno: de piscopo, rava, vergassola, bisio… la cosa bella di imperia, e di ogni altra città di provincia è che se non fai senti il coro dei mugugni “qui non c’è mai niente”, se fai “proprio la sera che ho un impegno”… quando non fai più nessuno se ne accorge. E giù mugugni. Collaborazioni con DAMS etc: ma non vi sembra un po’ strano che in una città sede di una facoltà come il DAMS gli eventi legati all’università si contino sulla punta delle dita? Che ci sia un motivo? Dov’è la sperimentazione, la voglia di vedere, di fare, di provare? Noi, al cinema non la vediamo. Non è che ci si possa nascondere sempre dietro al “se ci fosse ci andrei” perché ci siamo resi conto che non è così…
# per la precisione… il primo grido di aiuto lo abbiamo lanciato lo scorso luglio, nel trentennale di gestione cooperativa del centrale, …. Risultato, un’interpellanza in Comune di gabriella badano (grazie gabriella!), un sincero interessamento di claudio (baudena, non Lui), da tutti e due dei “vorrei aiutarti ma non posso”. dalla commissione consiliare cultura pacche sulle spalle e sguardi sfuggenti …(era l’estate o era che non interessava a nessuno?)… alla fine di novembre decido di scrivere direttamente agli amministratori di comune e provincia e ottengo risposte (verbali) solo da giacomo raineri (che ha offerto il suo appoggio, personale e del circolo parasio) e di baudena (che offre aiuti concreti ma estemporanei e senza la garanzia della continuità)…. ora, dopo sette mesi, torno all’attacco. la notizia viene pubblicata sui giornali ma per ora non sortisce granché effetto
# per finire… grazie a imperiaparla e a enza, a testimone e a tutti quelli che hanno dimostrato di non fare chiacchiere a vanvera… perché parlare è bello e utile, farlo col cervello inserito, è meglio.
p.s questo post mi sembra già fin troppo lungo, ci sarebbero da dare altre risposte (tipo perché non fate una multisala… e la multisala di colussi.. perché non fate film solo per tre giorni,…) magari la prossima volta
p. p.s. (per angelo) dammi una mail per inviarti la lettera che ho mandato agli amministratori.
ancora grazie
andrea
andrea falciola
7 marzo, 2008 at 22:28
@il_bastardo: appunto, è meglio di niente, ma insomma..
I costi sono aumentati, questo è assodato. La programmazione mi sembra abbastanza variegata (anche se il gestore può fare ben poco al riguardo: i distributori ti mandano un film “d’autore” ma devi anche beccarne un altro “commerciale”). Siamo noi che dobbiamo andare più spesso al cinema, ma il cinema deve migliorarsi e il Centrale dovrebbe anche fare qualcosa di alternativo, non necessariamente inglobato nel Cineforum (che peraltro sono due cose diverse). Teniamo presente che adesso, con l’università e il dams, ci sono molti giovani che magari sono appassionati e che potrebbero andare a vedere film poco conosciuti e sottovalutati.
ImperiaParla
7 marzo, 2008 at 22:30
@Andrea: Ciao, hai inviato il commento proprio mentre stavo scrivendo il mio. Ci voleva la tua opinione, benvenuto! Scrivimi pure a imperiaparla@gmail.com
ImperiaParla
7 marzo, 2008 at 22:33
@Andrea Falciola: Cerchiamo di capire un po’ meglio la questione, con un approccio differente. Rispondendo Lei direttamente alle seguenti domande (se vorrà), forse si potrebbe riuscire a charire il problema, così noi evitiamo di parlare a vanvera su di un argomento del quale siamo dei profani:
1) I suoi colleghi del cinema Imperia che dicono? Rischiano anche loro di chiudere?
2) Nella storia trentennale del ciname Centrale, è la prima volta che Vi trovate in questa situazione, o avete già in passato rischiato di chiudere?
Se si, per quali motivi?
3) La coperativa che gestisce il cinema è anche proprietaria dell’ immobile?
4) I suoi soci che propongono per uscire fuori da questa situazione?
5) Perchè i politici locali Vi trascurano?
6) Come definirebbe lo spettatore del cinema al giorno d’oggi? E nello specifico del cinema Centrale?
7) Chi ha delle colpe, e quali, se Voi dovrete chiudere?
9) Perchè, secondo Lei, a Imperia, il teatro è preferito al cinema?
10) Lei è favorevole a far diventare via Cascione pedonale?
La ringrazio in anticipo per un Suo eventuale gentile riscontro.
Crime
Crime
8 marzo, 2008 at 02:36
La faccina non era voluta, non sapevo venissero fuori queste emoticons digitando il numero otto seguito dalla parentesi…chiedo al moderatore se potesse intervenire, tanto per evitare spiacevoli incomprensioni.
Grazie
Crime
8 marzo, 2008 at 02:42
Scusate , ma se con 32 euro al mese facendo un abbonamento a Sky si
hanno 6 canali che trasmettono films 24 ore al giorno , cioe’ centinaia in
un mese con un costo a film ridicolo , e se con i suddetti 32 euro andando
al cinema di films se ne vedono 4 – 5 non di piu’ , ma mi spiegate che
senso ha andare ancora in un cinema !!!!!!!!! ??????
ciccio
8 marzo, 2008 at 11:45
@andrea falciola:io son perfettamente concorde ,la frase che mi attribuisci era di un altro post,l’ho solo citata.
il__Bastardo
8 marzo, 2008 at 11:53
risposte a @crime
1) I suoi colleghi del cinema Imperia che dicono? Rischiano anche loro di chiudere?
com’era quella di sparta e atene? Se una piange, l’altra non ride… rimanere l’unico cinema in città non è come essere l’unico distributore di benzina…
2) Nella storia trentennale del cinema Centrale, è la prima volta che Vi trovate in questa situazione, o avete già in passato rischiato di chiudere? Se si, per quali motivi?
no, non è la prima volta, nell’84 il centrale aveva rischiato grosso, era stato chiuso per un paio di mesi. Ma erano (pensa un po’) altri tempi… la mobilitazione in città era stata pronta, gli appelli non erano caduti nel vuoto… E il comune aveva elargito un contributo per i lavori (5/600 mila lire, se ricordo bene). L’immobile nel frattempo aveva trovato una proprietà più disponibile, non per niente il locale due anni dopo venne completamente ristrutturato. C’è da dire anche, che all’epoca, la gente al cinema ci andava davvero e di più.
3) La cooperativa che gestisce il cinema è anche proprietaria dell’ immobile?
La cooperativa è proprietaria di una quota pari al 4%. Questa quota è attualmente in vendita (i debiti in qualche modo dobbiamo pagarli) …….
4) I suoi soci che propongono per uscire fuori da questa situazione?
Tutto quello che ho fatto e scritto è stato concordato . in più ho coperto parte delle perdite di tasca mia, e i soci lavoratori della cooperativa hanno rinunciato a buona parte del TFR. Ma non basta… …purtroppo la “buona volontà” non basta. Va detto che la proprietà ci è venuta incontro riducendoci da qualche mese a questa parte l’affitto e sarebbe disposta a investire in lavori di ristrutturazione (preventivo, per struttura, impianti, arredi ed attrezzature fra 150/220 mila euro) Però, è ovvio, la cooperativa dovrebbe corrispondere un affitto adeguato, e ancor più ovviamente, garantito… cosa che noi non siamo in grado di dare senza garanzie di contributi pubblici…
5) Perchè i politici locali Vi trascurano?
Non siamo noi a essere trascurati, è la cultura in generale. E la cultura in generale viene trascurata non solo dai politici, ad Imperia
6) Come definirebbe lo spettatore del cinema al giorno d’oggi? E nello specifico del cinema \ Centrale?
Distratto, superficiale… se si escludono quei pochi che rimangono dello zoccolo duro dei tempi d’oro e qualche (poche, pochissime) new entry…
7) Chi ha delle colpe, e quali, se Voi dovrete chiudere?
8)Lei si sentirebbe responsabile di un’ eventuale chiusura del cinema Centrale?
Non parlerei di colpe da imputare a qualcuno di preciso. I tempi cambiano, i gusti anche… Se qualche colpa abbiamo noi, e stata quella di aver fatto in passato “investimenti” sbagliati , come ad esempio commissionare un progetto per una struttura polivalente nel Rossini . c’era l’amministrazione berio, ora c’è un albergo
9) Perchè, secondo Lei, a Imperia, il teatro è preferito al cinema?
La stagione teatrale prevede 12 appuntamenti per 12 sere spalmati da ottobre a marzo, noi siamo aperti almeno 300 giorni all’anno… il fatto è che andare a teatro , specialmente in provincia, è più un’esigenza sociale che culturale
10) Lei è favorevole a far diventare via Cascione pedonale?
Certo, con buona pace di certi bar-leghisti della via che sostengono che se ho (anche) un cinema e la penso così sono, oltre che un cretino, anche un autolesionista. Come commerciante, sono stato promotore del comitato “l’isola che non c’è”, ovviamente a favore, con il risultato che molti miei colleghi mi hanno praticamente tolto il saluto….
@luka: quali sono i pienoni?
@il_bastardo: sorry
andrea falciola
8 marzo, 2008 at 15:18
per salvare il centrale bisogna combattere
guido arci camalli
8 marzo, 2008 at 17:56
@ Andrea Falciola:
purtroppo si conosce fin troppo bene il punto di vista della maggior parte dei commercianti portorini, nello specifico di via Cascione… e per fortuna anche in questo blog, almeno da quando lo frequento ( non so prima), si è sempre criticata la loro famosa MENTALITA’ DA BOTTEGAI CONTADINI CONSERVATORI…
a parte tutto, avendo constatato che gli imperiesi ormai non vanno più tanto al cinema, che cacchio possiamo fare? (partendo dal presupposto che il fatto di discutere di questo problema ,almeno per me è così, significa che la questione sta a cuore..)
nel senso, se la raccolta firme non è servita, e se la cultura in generale viene trascurata dalle istituzioni e dai cittadini ( come tu affermi) , che ci inventiamo ora?
Crime
9 marzo, 2008 at 05:19
IL PROBLEMA è PROIETTARE PIù FILM ANCHE IN MINOR GIORNI E CREDERE NELL’OFFERTA CINEMATOGRAFICA IMPERIESE!!
IL PROBLEMA E’ DIFENDERE LE ATTIVITà IMPERIESI: PORTO MERCANTILE,OSPEDALE,AGNESI ED ORA CINEMA.OPPURE LA CITTà MORIRà,E I SUOI ABITANTI LA SEPPELLIRANNO E CON ESSA ESSI STESSI.
Salvo
10 marzo, 2008 at 01:45
Continuo a non avere chiaro quanti soldi servano per salvare il Centrale e quanti ne servirebbero per trasformarlo in un centro polivalente…un progetto un po’ piu’ ambizioso della mera sopravvivenza.
Andrea, mi riesci a dare un’idea sulle cifre in ballo?
Paolo
10 marzo, 2008 at 10:07
@andrea falciola:
Prima di tutto “non è un paese per vecchi” (che io ho visto al centrale) nonostante l’oscar non è un film da “pienoni”, non è un film “facile”.
Per quanto riguarda la scelta dei titoli da programmare, ammetto di ave scoperto grazie a te le regole che “stanno dietro”, ma a questo punto ritengo che non sia un problema SOLO di Imperia, a quanto pare a livello regionale l’industria cinematografica non vuole più investire nelle sale singole. quindi diventa un problema molto più grande e complicato.
Infine i “pienoni”. Si, negli ultimi mesi per guardarmi ad esempio un horror sono dovuto andare a sanremo o albenga e ti posso garantire che ogni volta almeno metà sala era piena di giovani e meno giovani.
il genere horror attira i giovani e si sa, ma qi ad imperia non riusciamo a farli programmare (probabilmente per i problemi che hai chiaramente esposto in precedenza).
luka
10 marzo, 2008 at 11:33
@ Salvo: capisco le tue battaglie, ma d’ora in poi ti chiamerò il Dottor Divago
Alessandro
10 marzo, 2008 at 11:35
@salvo:
se hai letto come funziona il mercato, forse avresti dovuto capirlo… i film sono a percentuale, quindi per il venditore è importante che i film siano programmati più giorni possibili… la tenitura minima richiesta è di 7 giorni… figurati che a volte devo giustiticare (e difendere!) il giorno del cineforum … organizzare rassegne come facevamo un tempo anche per questo motivo è sempre più difficile… difetto tutto italiano, perchè se guardi la programmazione delle sale francesi è tutta un’altra storia…
@paolo:
in una monosala decente 150/200 mila euro, per trasformarla in una multisala (2 schermi) il doppio, ma per problemi di normativa è molto, molto difficile, se non impossibile, salvo accordi con i terreni confinanti
@luka:
quali sono i film “facili” che hanno fatto il pienone (e quando e dove?)
l’unità di misura “sala “mezza piena” è molto opinabile, se l’hai visto al roof 4 la sala mezza piena sono 16 persone… all’ariston 650
il prossimo WE programmiamo Rec … stiamo a vedere…
andrea falciola
10 marzo, 2008 at 14:24
rec per me è la bomba
me lo scaricherò
PierCarLOL
10 marzo, 2008 at 18:53
cavolo, io sono andata fino ad albenga per vedere Rec… questa settimana di ritardo non vi gioverà per niente, peccato…
federica
10 marzo, 2008 at 23:39
@ PierCarLOL:
Da domani, ruberò anch’io qualcosa che mi piace. E invito tutti voi che mi leggete a fare lo stesso. Prendete quel che volete, in libreria, dal panettiere, in edicola, dal ferramenta. Ma non rubate qualcosa di vecchio: rubate una primizia, una novità! Qualcosa che sia una bomba, che valga proprio la pena di portarsi a casa! E PRIMA DEGLI ALTRI!! e se qualcuno vi becca, fregatevene, e rispondetegli che “tanto lo fanno tutti!”. E poi immaginatevi quando vi vanterete con gli amici: magari quei coglioni lo stanno ancora aspettando, mentre voi ce l’avete già! E gratis! Grazie, l’avete rubato… tzé, fategli vedere chi siete!
Cioè, perché non è rubare, no? è prendere qualcosa che piace. Non è mica una rapina a mano armata, non ammazzate mica qualcuno, no? Che male c’è a essere i meno coglioni?…
Mi auguro di cuore che le bombe ti facciano scoppiare il computer, e magari qualcos’altro (pacatamente)
@federica:
brava! i film si vedono al cinema, non importa tanto in quale sala, l’importante è che siano cinema … i film sul telefonino lasciamoli vedere a chi se lo merita!
andrea falciola
11 marzo, 2008 at 00:32
La reazione di Falciola a PiercarloLol mi lascia perplesso.
C´é sempre stata la pirateria della musica, dei video vhs, di tutto. E´un fenomeno naturalissimo. La condivisione di qualcosa che ci piace, la possibilitá di fare un regalo é una libertá da difendere. Che ci siano dei furbi che ci fanno i soldi é un altro discorso, ma passare a qualcuno o scaricare in rete un film collegandomi ad un altro computer non lo trovo per niente sbagliato. E´l´evoluzione della tecnologia che lo permette. Quando ero adolescente un negozio di dischi(non abito ad imperia) mi vendeva a 1000 lire le musicassette registrate dei dischi che non potevo permettermi, vi rendete conto come le cose sono cambiate?
Scaricando da internet faccio chiudere il Centrale? E´ falso! Il centrale non chiude per colpa di quelli che scaricano in rete, dobbiamo finirla di dire queste cose. Il Centrale chiude per una serie di problematiche molto piú grandi. Faccio un elenco sommario:
Individualismo diffuso;
Perdita del senso della comunitá;
Benessere economico che ci spinge a non aver piú bisogno di nessuno;
Stereotipizzazione del divertimento;
Aumento delle tasse e dei costi;
Aumento esponenziale dell´offerta di immagini;
Il cinema come medium sta cominciando ad essere vecchio;
Mercificazione di ogni momento della nostra vita;
Perdita del senso del bene comune;
Amministrazioni comunali asservite;
Depressione dilagante;
E queste sono le prime che mi vengono in mente….
Ieri sera sono stato al cineforum e mi aspettavo qualche intervento prima della proiezione che spiegasse la situazione, niente.
Cosa aspettate?
Sensibile
Sensibile alla libertá
11 marzo, 2008 at 14:43
Da domani, ruberò anch’io qualcosa che mi piace. E invito tutti voi che mi leggete a fare lo stesso. Prendete quel che volete, in libreria, dal panettiere, in edicola, dal ferramenta. Ma non rubate qualcosa di vecchio: rubate una primizia, una novità! Qualcosa che sia una bomba, che valga proprio la pena di portarsi a casa! E PRIMA DEGLI ALTRI!! e se qualcuno vi becca, fregatevene, e rispondetegli che “tanto lo fanno tutti!”. E poi immaginatevi quando vi vanterete con gli amici: magari quei coglioni lo stanno ancora aspettando, mentre voi ce l’avete già! E gratis! Grazie, l’avete rubato… tzé, fategli vedere chi siete!
Cioè, perché non è rubare, no? è prendere qualcosa che piace. Non è mica una rapina a mano armata, non ammazzate mica qualcuno, no? Che male c’è a essere i meno coglioni?…
Mi auguro di cuore che le bombe ti facciano scoppiare il computer, e magari qualcos’altro (pacatamente)
AHAHAHAHAHAHAHHAHAAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAAHHAHAHAHA
ma rileggiti e ridi da solo!
PierCarLOL
12 marzo, 2008 at 01:11
gnè gnè gnè gnè gnè gnè gnè
PierCarLOL
12 marzo, 2008 at 01:23
oh guardate sto link, è la bomba
http://img219.imageshack.us/img219/2047/bgacw9.jpg
PierCarLOL
12 marzo, 2008 at 01:42
@ sensibile;
d’accordo con molte delle tue analisi, ma per quanto riguarda il “regalo” di prodotti (qualunque sia, il film è un “prodotto”), la domanda te la faccio io: secondo te, se non esistesse la pirateria, se non esistesse tecnicamente (visto che legalmente non esiste) la possibilità di di “copiare” dei film, la gente andrebbe di più o di meno al cinema?…
per quanto riguarda il cineforum ti ricordo che centrale e cineforum sono due entità distinte: il cineforum fa la sua stagione, affitta la sala, fino all’anno scorso sottocosto, da quest’anno con un minimo di utile per la gestione, pertanto se intervengono o meno sulla questione chiedilo a loro, questa sera (”protagonisti!” un mito di film, uno dei più bei piano sequenza della storia del cinema) oppure sul loro sito che è fatto molto bene…
@ PierCarlLOL:
gne gne, prima di parlare aspetta di avere il cervello inserito, poi magari ci risentiamo
andrea falciola
12 marzo, 2008 at 14:17
mainseriscilo te! se sei davvero convinto che la colpa della crisi del tuo cinemino sia emule stai messo proprio male
salviamo il centrale, chiudiamo internet!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
PierCarLOL
12 marzo, 2008 at 14:51
@ Falciola
La domanda é´un po´ bizzarra.
E´chiaro che se potessimo vedere i film solo al cinema la gente sarebbe costretta ad andarci, e d´altronde questo giá successe nel 1895. Ma é passato piú di un secolo, adesso non puoi piú eliminare la possibilita di piratare e quindi la domanda é inutile. A meno che tu non pensi che ci dovrebbe essere un controllo e una repressione della pirateria piú forte con multe e anche galera, quindi obbligare la gente a venire al Centrale. A questo punto, di dispiace, direi che é meglio che il Centrale chiuda.
A proposito della distinzione tra Centrale e Cineforum si, la conosco. Volevo solo dire che per il Centrale la sera del Lunedí é una buona occasione per parlare con la gente del problema. Ho visto che qualcuno ha attaccato ad una parete i commenti di questo blog ma non so quanti li hanno letti.
Sensibile
Sensibile alla libertá
13 marzo, 2008 at 08:24
[...] sono stati drammaticamente decimati (per farvi un’idea della situazione, consiglio di leggere qui), non esistono locali e le videoteche sono sconsolatamente sprovviste: che se vuoi vederti [...]
Tipi d’aMare » Blog Archive » Imperia mon amour
15 maggio, 2008 at 14:14
“é (sempre di più) un paese per vecchi”
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19 agosto, 2008 at 19:48