Il Ministro nucleare, ma anche no
Avviso ai naviganti: questo è un post lungo. Mettetevi comodi, preparate una frittatona di cipolla e un litro di birra. Alla fine siete autorizzati a emettere un rutto libero.
I link potete anche saltarli: sono lì per segnalare la fonte.
Partiamo da qua: Berlusconi e Sarkozy firmano l’accordo sul nucleare. I maligni dicono che siccome la Francia ha quattro reattori da rottamare e non sapendo a chi darli, li ha affibbiati a noi.
Ma questa è un’altra storia.
Il giorno dopo il Ministro Scajola rilascia l’intervista a Repubblica, in cui, tra l’altro, afferma:
Ricordo che nel 1987, quando ci fu lo sciagurato referendum che ci fece uscire dal nucleare, nelle zone dove sorgevano le vecchie centrali i voti favorevoli al nucleare erano superiori ai voti contrari. Questo non significa certo che non ci potranno essere delle opposizioni: ho visto per esempio che un ex sottosegretario dei Verdi ha preannunciato un nuovo referendum contro le norme sul nucleare. Gli auguro più fortuna di quanto i Verdi abbiano avuto alle elezioni politiche. Penso che dovremo far di tutto per spiegare che le nuove centrali sono incomparabilmente più sicure di quelle vecchie e che sono indispensabili per ridurre l’inquinamento e far pagare meno l’energia elettrica, soprattutto alle popolazioni e alle imprese delle zone attorno alle centrali.
Lo stesso giorno, il 25 febbraio scorso, scendono in campo, a battere il ferro quando è caldo, i due quotidiani più vicini al Governo: il Giornale (del fratello di Silvio Berlusconi) e Libero il cui direttore, Vittorio Feltri scrive che il referendum del 1987, in cui vinsero i “NO” fu una “rara prova di imbecillità collettiva” e che i cittadini che votarono contro erano “rimbambiti dalla propaganda“.
Fui uno di quelli che votarono NO e non perché rimbambito dalla propaganda, ma perché le centrali nucleari, in Europa, facevano paura, dopo i fatti noti di Cernobyl.
Acqua sotto i ponti ne è passata (e anche scorie radioattive) e col tempo si è cominciato a ragionare in questa ottica: che senso ha non volere le centrali nucleari in Italia, quando le vicine Francia, Svizzera e Slovenia le hanno?
Anche se, per la verità, quando recentemente sono successi quei “piccoli” incidenti in Slovenia e in Francia, ci siamo spaventati un po’ tutti.
Ma tant’è: le centrali nucleari ci sono e ci stanno. Solo che altrove le stanno chudendo e, negli Usa, Obama non ha messo neppure un centesimo nel bilancio per la ricerca riguardo il nucleare. Un perché ci sarà.
Infatti, a parte i problemi su citati, la domanda che c’è da porsi oggi è, a mio modesto avviso, se conviene mettersi a costruire centrali nucleari che tra trent’anni saranno già vecchie e l’uranio comincia a scarseggiare.
Il Ministro Scajola, in una intervista a la Stampa del 28 febbraio scorso, dice che il nucleare “porterebbe ricchezza e consentirebbe di
far pagare meno ai cittadini le bollette per l’elettricità“.
Ammettiamo che le bollette dell’elettricità saranno meno esose, e mettiamo che questa non sia la propaganda per rimbambiti alla rovescia di cui dice Feltri, alcune domande mi sorgono spontanee: con che soldi verranno costruite le centrali nucleari? Dove finiranno le scorie radioattive? Da chi acquisteremo l’uranio e quanto lo pagheremo?
Se, come facilmente prevedibile, le centrali saranno costruite con i nostri soldi, grazie, preferisco pagare la bolletta dell’Enel un po’ salata.
Se in Italia non riusciamo a smaltire la rumenta, come riusciremo a smaltire le scorie radoattive? Se costruiamo scuole che crollano, come faremo a costruire centrali nucleari
A Napoli la colpa della rumenta per le strade era della sinistra. E mettiamo che per disgrazia al governo, tra venti o trent’anni, vada di nuovo Prodi (o chi per lui, ma la colpa sarà sempre di Prodi): avremo scorie radioattive ovunque.
La Marcegaglia, presidente di Confindustria, donna liberale tutta d’un pezzo che quando è in difficoltà chiede aiuto allo Stato, vuole che il governo faccia in fretta, con queste centrali.
Il perché di tutta questa voglia di nucleare può essere trovato in nell’articolo di Marco Preve e Emiliano Fittipaldi, pubblicato su l’Espresso di questa settimana che riporto per intero:
Scajola ha un’idea Atomica
Un feudo in Liguria. Un drappello di fedelissimi in Parlamento. Fondi miliardari per le imprese. La fitta rete di potere del ministro e le sue mire.La monnezza di Imperia è l’unica cosa che turba le sue notti. Il ministro atomico Claudio Scajola proprio non se l’aspettava che i suoi uomini potessero trasformarsi in epigoni di Bassolino e Iervolino. Nemmeno fossimo a Napoli o Afragola, piuttosto che nella civilissima Riviera dei Fiori. Lo smacco, invece, è arrivato: la Regione Liguria (di centrosinistra) ha commissariato la Provincia imperiese governata da Forza Italia, spedendo l’ex prefetto di Genova Giuseppe Romano a gestire l’emergenza rifiuti. Sarà una bella gatta da pelare: il territorio della zona è piccolo e montuoso, i siti adatti a realizzare sversatoi pubblici si contano su una mano, termovalorizzatori nessuno ne vuole e i comuni, quasi tutti scajolizzati, soffrono della sindrome ‘nimby’, i rifiuti ovunque, ma-non-a-casa-mia.
Ma esclusa la spazzatura che insozza il suo feudo elettorale, ‘u Ministru’, come lo chiamano dalle sue parti, non ha preoccupazioni di sorta. Titolare dello Sviluppo economico e collezionatore di deleghe pesanti (controlla le Attività produttive, le Comunicazioni e il Commercio internazionale), gestisce un impero in crescita costante, anche grazie a un sistema di potere capillare che ne fa, insieme a Giulio Tremonti, l’uomo più influente del governo. I due ora lottano per mettere il cappello sul nucleare che verrà: l’imperiese per ora è in pole, mentre l’economista, azionista di riferimento dell’Enel che ha appena concluso un accordo con la francese Edf per costruire quattro nuove centrali, sta tentando di fermarne l’attivismo. Sarà difficile, visto che Berlusconi in persona ha abbracciato la sua causa firmando un patto con Nicolas Sarkozy per produrre insieme energia nucleare.
Signore assoluto del Ponente ligure, accusato di aver creato il volo Roma-Albenga per le sue necessità di pendolare, appassionato d’auto d’epoca, pallanuoto e fornelli (è membro dell’Accademia italiana della cucina), Scajola, per bocca di alti dirigenti della Confindustria, “non avrà in mano il controllo della spesa, ma è tra i più ascoltati dal Cavaliere ed è il vero padrone della macchina di Forza Italia. Le imprese, quando vogliono qualcosa, devono bussare alla sua porta”. Il peso politico conta, ma non basta. La leva è, come sempre, nel denaro: il ministero gestisce oltre 5 miliardi di euro l’anno di incentivi e contributi a fondo perduto destinati all’industria privata nazionale, e altri pacchetti destinati alle aziende di Stato. Un’assistenza che fa rima, in tempo di crisi, con sopravvivenza.
Paradossalmente l’ex democristiano di economia non si è mai interessato granché. Uomo di partito, inizia a occuparsi di aziende ed energia solo nel 2005, quando Berlusconi, a tre anni dalle dimissioni da ministro dell’Interno (definì Marco Biagi, ucciso dalle Br, “un rompicoglioni” davanti a due giornalisti), lo richiama alle Attività produttive al posto di Antonio Marzano. Ci si trova bene, su quella poltrona, tanto che dopo la breve parentesi Bersani la richiede indietro.
La sua rete oggi lega insieme controllori e sostenitori dell’industria nucleare ed energetica, banchieri fedeli, imprenditori, massimi boiardi di Stato e alte sfere ecclesiastiche. Il centro della ragnatela è, ovviamente, in Liguria. Imperia è da cinquant’anni poco più del giardino di casa della famiglia Scajola: il padre Ferdinando, degasperiano doc, è stato primo cittadino nel dopoguerra, lasciando poi il testimone prima al fratello maggiore Alessandro e poi, nel 1982, a Claudio, che da giovane si è fatto le ossa nel movimento giovanile della Dc, nell’Inpdap, all’Ospedale Costarainera e all’Usl locale. Qui Scajola conta su una dote elettorale enorme, e i fedelissimi forzisti che siedono in Parlamento sono una trentina. “In ogni commissione”, spiega un importante lobbista milanese, “c’è un suo uomo. Vede tutto, non gli sfugge nulla. Soprattutto nel campo strategico dell’energia”.
Il presidente dell’Enea, il genovese Luigi Paganetto, è un suo uomo: fu proprio Scajola nel 2005 a proporlo come commissario straordinario per la sostituzione del Nobel Carlo Rubbia. Sotto la Lanterna ha sede la Ansaldo Nucleare, l’azienda controllata dalla Finmeccanica. Il colosso militare ha un rapporto stretto col ministro: solo per la nuova autoblindo a otto ruote Vbc Freccia (concepita nei lontani anni Ottanta) lo Sviluppo economico ha già stanziato 310 milioni di euro, mentre per le fregate Fremm (le navi firmate Fincantieri sono fatte in Liguria, così come radar, sistemi elettronici e armamenti annessi targati Finmeccanica) Scajola ci mette la bellezza di 800 milioni di euro. Il legame è anche personale: il big dell’imperiese ha ottimi rapporti con l’ad Pierfrancesco Guarguaglini, mentre nel cda siede un suo vecchio amico, Piergiorgio Alberti, 65enne di Sanremo, che da giovane militava nella stessa corrente (dorotea) di Claudio. Nel collegio sindacale c’è Silvano Montaldo, tesoriere regionale degli azzurri, piazzato anche al famigerato aeroporto di Albenga e recentemente nominato dal ministro commissario straordinario della Merloni, il gruppo di elettrodomestici.
Anche Alberti è uno che colleziona cariche nelle aziende che contano: attualmente siede su indicazione di Mediobanca nel consiglio della Parmalat, in passato è stato nei cda delle imprese di Marcellino Gavio e della Carige. L’istituto, il primo della Liguria e l’ottavo in Italia, è lo snodo finanziario dello Scajola Power: il fratello Alessandro ne è vicepresidente, Pietro Isnardi, il consuocero con interessi nell’immobiliare e l’alimentare, fa parte del consiglio.
“Scajola avrà un pessimo carattere e i modi del ‘ganassa’”, chiosa un esponente del Pd che lo conosce bene, “ma è uno che sostiene le imprese con i fatti, difende il sistema Paese e, contemporaneamente, i suoi interessi politici”. Se Eni ed Enel sembrano ascoltare soprattutto l’azionista di riferimento, ossia il Tesoro di Tremonti, Fiat e Telecom hanno intuito che il loro futuro prossimo venturo dipenderà soprattutto da re Claudio. Che prima ha difeso le istanze di Sergio Marchionne sul bonus rottamazione (la Lega era contraria a nuovi aiuti), poi ha iniziato a studiare il piano per lo scorporo della rete fissa da Telecom. Un dossier delicatissimo: Mediaset sarebbe interessata a lanciarsi nella televisione via Internet e nelle telecomunicazioni, Scajola dirà la sua.
Altro pallino del ministro è la disciplina. Sotto la sua guida il ministero si sta trasformando in una caserma. Sono stati cambiati 16 direttori generali, che impareranno presto come ordine e rispetto delle gerarchie siano imperativi categorici. Pare che Scajola in privato chiami i collaboratori “i miei soldatini”. Viste le premesse, sembra naturale che l’antica passione per la Benemerita non abbia vacillato nemmeno nel dicembre del 1983, quando a ora di cena i carabinieri di Milano bussarono alla porta dell’allora giovane sindaco per accompagnarlo in galera. L’accusa era di concussione aggravata, in un affare di mazzette (epicentro dello scandalo il casinò di Sanremo) da cui fu poi scagionato.
Ventisei anni dopo, di nuovo ministro, Scajola ha voluto come capo dell’Ufficio per gli affari generali un colonnello dei carabinieri. Non un militare qualunque, ma Roberto Massi, già capo del personale al Comando generale e, fino al 2007, comandante del reparto operativo di Roma. “Una mente”, dicono in molti. Laureato in legge, negli ultimi due anni si è occupato di inchieste importanti come quella su Lady Asl (che ha portato all’incriminazione di pezzi da novanta di An), Calciopoli e l’affaire Storace.
Nella squadra del ministro c’è di tutto: liguri doc, ambasciatori, ex prefetti, imprenditori. Se Paola Girdinio, preside della facoltà di Ingegneria di Genova, è tra gli esperti che decideranno a chi destinare i 200 milioni del programma ‘Efficienza Energetica’, i suoi tuttofare sono il fidato Michele Scandroglio (fino a poco tempo fa all’Isvap e alla Carige, oggi è stato eletto alla Camera restando vicepresidente di una società di consulenza e consigliere di imprese per il recupero crediti) e Raffaele Lauro, senatore Pdl nominato suo ‘consigliere politico’. Amico di Giuliano Tavaroli, natali a Sorrento, folgorato in gioventù dal carisma di Antonio Gava, Lauro fu indagato e poi prosciolto per la storia dei fondi istituzionali utilizzati dai dirigenti del Sisde, ed è un vecchio protégé di Scajola: capo di gabinetto nel 2005, nominato nel cda della Carige l’anno successivo, presidente della commissione Antiracket e antiusura. Oggi siede pure nel ‘board’ dell’Antimafia.
L’attuale segretario particolare è invece Giuseppe Guerrera, che aspetta da due anni l’esito di un indagine della Procura di Sanremo che lo ha indagato per corruzione, mentre un altro uomo-chiave è Daniele Mancini, assunto come consigliere diplomatico mentre era ambasciatore in Romania. Elegante e influente, ottimi rapporti con le imprese venete che investono miliardi a Timisoara e dintorni, cura tutti i contatti con il dipartimento per il Commercio estero. “Finché il sottosegretario Urso non avrà le deleghe, le aziende devono rivolgersi a lui”, spiegano da Confindustria.
La rete del ministro non poteva prescindere dalle entrature nelle alte sfere del Vaticano. Seguendo l’esempio del papà Ferdinando, legato al segretario di Stato di Giovanni XXIII, Domenico Tardini, Scajola junior ha cucito rapporti eccellenti con Crescenzio Sepe. Tanto che nel 2004 l’arcivescovo di Napoli, quando comandava gli uffici di Propaganda Fide, chiamò la moglie Maria Teresa Verda nel comitato scientifico che avrebbe dovuto far nascere un museo con le opere della congregazione. I collaboratori del cardinale commisero al tempo una gaffe da Guinness, convocando invece della professoressa a contratto, l’omonima Donatella Scajola, teologa e biblista di fama.
Un piccolo incidente di percorso. Oggi l’eminenza preferita dal ministro è l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, che ha fatto carriera diventando presidente della Cei. L’amicizia è solida, le occasioni d’incontro non si contano. Il patriarca qualche giorno fa gli ha consegnato personalmente il premio San Francesco di Sales promosso dal Monastero della Visitazione. La serata tutta abbracci e complimenti è finita però con un codazzo di ironie: il presidente della giuria era la professoressa Verda. Nessuna omonimia stavolta. Si tratta proprio di Maria Teresa, la moglie di re Claudio in persona.Piercarlo l’alternativo
Papà Claudio pensa al futuro con il nucleare, ma Scajola junior si occupa del presente lanciandosi nel business delle energie alternative. Piercarlo, figlio del ministro dello Sviluppo economico, 29 anni e una laurea in Economia a Milano, dal novembre scorso è infatti socio al 50 per cento della Agena srl, Azienda per la generazione di Energie Alternative con sede a Monza. Il socio di Piercarlo è Daniele Santucci, 60 anni, che nei primi anni ‘90 fu vicepresidente della Avio Nord. Santucci di energia se ne intende: fino a settembre era vicepresidente della Simav, società di sistemi di manutenzione della galassia Dalkia, che poi vuol dire colossi dell’energia come Edf e Veolia. L’Agena, probabilmente, vorrà entrare nel ricchissimo business che si apre in questi mesi. Forse per questioni di incompatibilità non potrà mirare ai 500 milioni che saranno stanziati dal ministero dello Sviluppo da qui al 2015, ma le alternative non mancano: la Regione Liguria, ad esempio, sta per varare un piano eolico che moltiplicherà da dieci a 150 le enormi pale per catturare il vento.
Il Ministro, giustamente, tiene tutte le porte aperte: se non va bene una cosa, ne andrà bene un’altra e francamente, in questo caso, faccio il tifo per Piercarlo.
Anche se ieri il Ministro è partito per Baghdad. A far cosa ce lo spiega l’Unità:
L’Eni è in pole position per aggiudicarsi il contratto relativo allo sfruttamento del giacimento petrolifero di Nassiriya.
Un campo petrolifero che, secondo le stime del ministero del petrolio iracheno, vanta riserve per circa 4,4 miliardi di barili, con un potenziale di produzione di almeno 300.000 barili al giorno. Una stima, quest’ultima, nettamente al disotto della valutazione dell’amministratore delegato del gruppo petrolifero italiano, Paolo Scaroni, secondo il quale potrebbe raggiungere il milione di barili. La conferma indiretta del prossimo buon esito della gara è venuta dal ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola, partito ieri per Baghdad.













eeeeh ma i carabinieri a nassirya c’erano per portare la pace
PierCarLOL
3 marzo, 2009 at 00:20
grazie!
bel post.
interessante l’articolo di preve..
ci rifaremo con le pal(l)e eoliche??
x
3 marzo, 2009 at 01:53
rivendico il diritto di arricchire l’uranio in casa mia!!!
merovingio
3 marzo, 2009 at 11:50
per la cronaca la Spagna in UN (1) anno ha installato centrali eoliche della potenza equivalente a più di due delle centrali che scajola e berlusconi vogliono costruire in DIECI (10) anni…
unoqualunque
3 marzo, 2009 at 12:54
francia e svizzera sanno gestirle.
In italia,basta vedere come siamo bravi a smaltirei normali rifiuti urbani(senza considerare quelli industriali..).
Figuriamoci le scorie
il__Bastardo
3 marzo, 2009 at 13:09
10 100 1000 centrali nucleari.Cosi’ sto paese(beh anche buona parte del mondo) del cazzo e i suoi cazzo di abitanti spariscono.Peccato che in liguria non ne costruiranno, MA IL FALL OUT FA BEN SPERARE!Forza Scajola!
ciccioformaggio
3 marzo, 2009 at 16:13
SKajola
berluSKoni
SKifani
…insomma, che SKazzo!
Menscevico
3 marzo, 2009 at 18:11
Visti i simpatici manifesti formato grattacielo affissi qui e là in città contro la giunta Burlando, mi verrebbero in mente alcune domande:
1) ma i due Claudio non erano c*** e camicia, fino a qualche tempo fa?
2) Quale provincia è stata recentemente denunciata dalla Regione per la problematica dello smaltimento dei rifiuti?
3) chi vuole l’ospedale unico? Solo Burlando?Mi pare che il partito del feudo non si lamenti poi tanto di quesa sistemazione…
Rox
3 marzo, 2009 at 19:40
La televisione divide i pensieri e i soldi li uniscono.
amico dei giusti
3 marzo, 2009 at 21:21
Riporto pari pari la domanda:
“…..Acqua sotto i ponti ne è passata (e anche scorie radioattive) e col tempo si è cominciato a ragionare in questa ottica: che senso ha non volere le centrali nucleari in Italia, quando le vicine Francia, Svizzera e Slovenia le hanno?”
Rispondo: <Ricordiamoci che c’é una linea di confine fra: Italia e Francia, Italia e Svizzera, Italia e Slovenia; quindi vi è una frontiera, cioè un limite invalicabile; di conseguenza, le scorie non si azzarderanno mai ad oltrepassarla. Ecco perché, alcune nazioni confinanti le hanno. Sono arrivate un po’ quelle di Chernobyl, (……) ma quelle erano autorizzate dal P.C.I.; erano “C O M P A G N E”.
Franco (di nome e di fatto)
4 marzo, 2009 at 00:31
@ scemo
no ma imperiaparla si chiedeva che senso aveva temere un incidente in una centrale nucleare italiana, quando ce ne sono nei paesi confinanti e quindi un eventuale incidenti sarebbe rischioso anche per noi
PierCarLOL
4 marzo, 2009 at 01:19
Nel ciclo del nucleare, la centrale in sé, è il punto meno rischioso (che pure lo è). L’inestinguibilità pratica delle scorie radioattive, la loro esistenza, costituiscono il problema maggiore.
Quanto a “Franco…fatto”, non può esimersi dal dire stupidaggini, è nella sua natura.
Bertani
4 marzo, 2009 at 09:29
Scorie nucleari ….. NO Grazie! abbiamo la nattero e indulgenza! Per favore basta contaminazioni ambientali pensiamo al futuro.
max
4 marzo, 2009 at 14:27
Per Bertani
[Quanto a “Franco…fatto”, non può esimersi dal dire stupidaggini, è nella sua natura.]
Mi riferisco alla frase riportata qui sopra, fra parentesi quadre; se gentilmente, Bertani mi vuole chiarire cosa intende con questo “Franco…fatto” potrei essergliene grato; sa com’è, nel dubbio, prima di cadere in quel “Chi male intende peggio risponde” è bene chiedere.
Potrei rispondere intanto che non è nella mia natura dire stupidaggini, quanto meno in un contesto di cose serie; per quanto riguarda quel “Franco…fatto” potrei ribattere che “fatto” o “stupido” lo sarà Lei e tutti quelli che la pensano esattamente come Lei.
Generalmente mi presento come persona educata e rispettosa verso il prossimo e anche se “butto giù qualche riga” sotto forma di satira o di battuta lo faccio senza insultare o senza mancare di rispetto per le persone e se devo rispondere a qualche battuta (che magari a me sembra poco intelligente o di cattivo gusto) mi soffermo “un’attimino” per valutare l’opportunità dell’osservazione da fare ma, con la mia esperienza ultraquarantennale di lavoro nella “gente di mare”, Le assicuro che me la so cavare egregiamente anche in fatto di maleducazione; Le garantisco che saprei fare arrossire anche le baldracche più incallite dissolvendo in tal modo quell’aria di “stupido educando” che forse aleggia su di me.
Probabilmente ciò che ho scritto sembrerà (a Lei) un insieme di cretinate poiché è probabile che in Lei non alberghi il senso dell’umorismo, ma regni sovrano il senso della “tanardaggine” o della “cafonaggine” (o come La vuol definire).
Probabilmente (e 2) Ella appartiene a quella categoria di esseri che stanno bene attenti a non sporcarsi i pantaloni e poi, magari, quando devono pisciare la vanno a fare anche controvento.
Sicuramente (non più probabilmente) la S.V. possiederà un cellulare “ultimo grido” però non tollererebbe minimamente che vicino a casa sua montassero l’antenna da far funzionare il medesimo, direbbe: non qui; altrove, dove volete ma qui assolutamente no; sicuramente preferisce muoversi/spostarsi seduto bello comodo su una Ferrari (magari), anziché con una volgare bicicletta o a cavallo al ciuccio o, peggio, a piedi; sicuramente il computer, con il quale si diverte a dare dello stupido alla gente, lo fa funzionare elettricamente, tramite energia prodotta da centrali che vanno a carbone magari, anziché con un generatore azionato……a pedali (è vero, sarebbe troppo); sicuramente sarà anche contro la caccia (ma qui me ne frego), ma non tralascia di mangiare la carne!, mica esige il classico bollito a base di patate e cavoli. Quante ne devo ancora citare di esempi ?!
Lei è uno di quelli che si ostina a non voler le centrali nucleari per il semplice fatto che qualcuno interessato a produrre e vendere pannelli fotovoltaici (o pannelli solari) vi ha fatto il “lavaggio del cervello” per vedersi un giorno realizzato il sogno economico. <Se mi dice che le centrali nucleari siano ormai sulla via del tramonto e che il gioco non vale la candela… allora posso essere benissimo d’accordo con Lei, ma non mi venga a parlare di pericolo o di contaminazione, quando dette centrali francesi, svizzere o slovene ce le abbiamo praticamente in casa. Allora perché non è stata fatta una “mozione” anche per QUELLE, di centrali? Una mozione, direttamente nel paese dove le hanno concepite?
Facciamo una cosa, a me non costerebbe nulla: torniamo a vivere come all’epoca antecedente la scoperta dell’America e VEDRETE CHE NON CI SAREBBE NEANCHE PIU’ BISOGNO DI TANTA ENERGIA ELETTRICA!
Come al solito: Si vuol sempre la botte piena e la moglie sempre ubriaca.
Chiedo scusa al Merovingio se mi sono dilungato troppo, ma CI VOLEVA!
Saluti
Franco (di nome e di fatto)
4 marzo, 2009 at 17:53
@ scemo
“no ma imperiaparla si chiedeva che senso aveva temere un incidente in una centrale nucleare italiana, quando ce ne sono nei paesi confinanti e quindi un eventuale incidenti sarebbe rischioso anche per noi”
Per Piercarlol
Non che abbia la coda di paglia, ma dato che il post riportato qui sopra viene subito dopo la mia battuta (colorata di rosso) chiedo se quanto indicato è diretto al sottoscritto.
Franco (di nome e di fatto)
4 marzo, 2009 at 18:11
non ti ho letto tutto perchè odio la logorrea
ma non capisco come la tua geniale satira non abbia capito che “Franco…fatto” è uno storpiamento nato dalla pigrizia di bertani, che probabilmente non aveva voglia di riscrivere il tuo interminabile nick
oh, è la mia opionione, ma di satira io non ci capisco niente
velo pietoso sui tuoi viaggi onirici in cui, tutti hanno un cellulare bellissimo e la ferrari, mentre te ti alzi le 6 tutte le mattine per pagare le tasse
PierCarLOL
4 marzo, 2009 at 18:13
@ scemo
e certo, ho risposto alla tua acutissima domanda
PierCarLOL
4 marzo, 2009 at 18:14
@ Franco (di nome e di fatto)
miiii… ma di cosa ti fai che vado fuori solo a leggerti?
Passane un po’, no?
yaoohhnnn
4 marzo, 2009 at 18:56
(finito lo stordimento)
ohhh… francofatto,
quindi Carlo Rubbia è un coglione?
yaoohhnnn
4 marzo, 2009 at 18:58
Credo che il lavaggio del cervello lo stanno facendo quelli del nucleare.
E’ vecchio, è costoso, è pericoloso, anche le centrali che hanno periodicamente “piccoli” incidenti che si traducono in maggiori incidenza di malattie tumorali e patologie genetiche.
Le energie rinnovabili sono più economiche, più pulite, creano molti più posti di lavoro (si stima in Germania 1.300.000 in 10 anni).
Io voglio le energie rinnovabili proprio perché non voglio tornare nel medioevo.
unoqualunque
4 marzo, 2009 at 19:53
@ Max: scusa, non sono riuscito a capire cosa intendi quando scrivi quel commento riguardo alla Nattero e Indulgenza.
ImperiaParla
4 marzo, 2009 at 21:52
PierCarLOL
Scè; fa’ una cosa: parla come caghi anzi, no: scrivi come caghi così almeno passano inosservati i tuoi macroscopici “errori-orrori” nelle più elementari regole grammaticali. Probabilmente hai qualche grosso problema che ti trascini dalla nascita e che ti fa sentire “realizzato” solo nel turpiloquio, forse perché ti vedi un misero disadattato dedito unicamente a qualche rimasuglio fra i club dei più infimi centri sociali.
Guarda: lo sospettavo che era soltanto una questione di “pigrizia” a scrivere il mio nik; ma siccome il sospetto non è certezza, ho ritenuto opportuno chiedere chiarimenti; ho fatto male? Sai, io non sono di quelli come voi, che sanno sempre tutto di tutto e che non sbagliano mai. Se il mio nik è interminabile, il mio interlocutore sarà liberissimo di scriverlo per intero, o meno; e poi cosa c’entri tu, ti chiami Bertani tu?! O sei per caso il suo tutore, per cui devi scrivere al posto suo perché egli ha paura di non essere all’altezza di farlo? Oppure, ancora, che Bertani e PiercarloL siano la stessa persona fisica che saltella un po’ su questo e un po’ su quel nik ?, può essere?
Ma perché non ti iscrivi al team della poesia idiota visto che citi “viaggi onirici” fatti da me? Povero piccolo, tu puoi fare il furbo solo nel blog di Imperiaparla; io non ho bisogno di sognare, modestamente posso permettermi di alzarmi tutte le mattine all’ora che più mi garba, capisci che “ora suona”? Ora falli tu i viaggi onirici, se ti riesce o se non ne fai altri, e impara a leggere anche laddove ti imbatti nella logorrea, almeno puoi capire per quale ragione non ho motivo di sognare ad occhi aperti……, e fatti vedere, ma…. da uno bravo!
O belin oh; i son tüti scemi pe’ stu chi ! Ma va un po’ a prendertela nel c. va’.
Quasi quasi mi sento scemo davvero, ma solo per il fatto che perdo tempo a rispondergli.
Franco, de nome e de faitu
5 marzo, 2009 at 14:12
Per Yaoohhnnn (ho scritto bene?)
Post 1:
Di cosa “mi faccio”? Heheh…è roba buona e rarissima: estratto d’encefalo di spermatozoo di volpe e poi sai…..”non è l’abito che fa il monaco” e sovente “l’apparenza inganna”.
Beh….. se vai fuori solo a leggermi……è probabile che in casa hai poca luce oppure non ne hai per niente; non è che te l’hanno tagliata perché non hai ancora pagato la bolletta?
Post 2:
Finito lo stordimento? Allora avevo ragione a dire che in casa sei al buio; hai cozzato eh ?
Non voglio asserire che Rubbia sia un coglione; che domanda è? Per quanto io ne sappia, egli ha illustrato diversi modi di usare il nucleare; ora non ricordo bene ma mi sembra di aver letto, su qualche settimanale o su qualche quotidiano (?) che, in parole povere, non esiste solamente l’uranio ed il plutonio per alimentare queste centrali, ma ci sono anche altri elementi che possono farlo benissimo, tipo il (….?) Corio o il Torio … insomma, un nome del genere che ora non mi sovviene. Quindi non vedo per quale motivo mi viene rivolta questa specie di battuta (o cicca).
Sembrerebbe che quest’ultimo elemento (di cui non ricordo bene il nome), a detta dello stesso Rubbia, sia “un’attimino” più sicuro dell’uranio e la sua emivita sarebbe di circa 30 anni, anziché i circa 24000.
E’ chiaro che, per tutti, queste centrali, dopo quel che è successo a Chernobyl, e dopo il fatto di Severo (anche se per Severo è tutto un altro discorso) per la maggiore incutono ancora molto timore fra tutta la gente; è praticamente paura vera e propria come la paura che c’era quando, all’inizio degli anni 60 volevano fare la diga a Badalucco; era un periodo “freschissimo” dal disastro avvenuto ad “opera” della diga del Frejus; ora, magari, non so se voi avete vissuto quel periodo e c’è anche da dire che due o tre anni prima del disastro del Frejus ci fu quello del Vajont, ergo, a Badalucco c’era in atto quasi una sommossa popolare vera e propria, ragion per cui, a similitudine di quel che fu per quella diga, giustifico sì i timori per dette centrali, ma non li condivido appieno (!), teniamo presente che ormai, essendo così vicine all’Italia, è come se già ce le avessimo in casa. Se poi la vogliamo mettere sul piano “smaltimento delle scorie” allora è proprio tutta un’altra faccenda: i pronostici non farebbero una grinza e quindi: “a l’è meiu lasciaghe zerbu”.
Ma nelle centrali, di per sé, personalmente non ci vedo nulla di molto più dannoso del “danno” che comunque attualmente già imperversa sull’intero globo terrestre.
A monte di tutto c’è anche il fattore naturale: se non erro, volenti o nolenti, siamo costantemente “bombardati” da radiazioni gamma dell’intensità (se ben ricordo) di circa 300 mR, dovuti alla ben nota RADIOATTIVITA’ DI FONDO.
Saluti
Franco, de nome e de faitu
5 marzo, 2009 at 14:37
Rubbia ha studiato la fusione non la fissione… sono due cose diametralmente opposte.
E comunque ora si occupa di energia solare…
unoqualunque
5 marzo, 2009 at 15:14
Rettifico:
credo di aver sganciato una “bomba” quasi atomica, nel senso che ho dato un valore “troppo” esorbitante a quello che sarebbe la radioattività di fondo.
Essa non può essere di 300 mR, bensì di 0,03 mR/h.
300/500 mR (milliRoentgen) sono un’intensità pari ad una schermografia.
Chiedo venia a tutto il team (non si può sapere tutto).
Per unoqualunque:
non entro nel merito degli studi fatti da Rubbia; ho voluto solo accennare a quel che m’è parso di capire.
Certo, energia solare ed eolica sarebbero le ideali, ma c’è tanta gente che non sopporta la vista di tutte quelle pale poste sulle alture (intanto in Sardegna ce ne sono un casino, però).
E’ naturale che fra quelli che fanno il lavaggio al cervello ci siano anche i “pro-nucleare”; è risaputo che da che mondo è mondo “ogni ase u ragna pa’ so’ paja” (ogni asino raglia per la sua paglia) e…. ognuno cerca sempre di vendere il proprio prodotto come il migliore al mondo, insomma: ognuno possiede
una certa “settarietà”.
Saluti
Franco, de nome e de faitu
5 marzo, 2009 at 16:01
…….e qualcuno sarà andato a documentarsi per sapere cosa sia successo a “Severo”; a Severo non credo sia successo qualcosa, caso mai, qualcosa era successa a SEVESO. (”orrore” di battitura).
Franco, de nome e de faitu
5 marzo, 2009 at 16:09
@Franco, de nome e de faitu
Non metterti in cattedra evidenziando gli errori di PierCarLOL, piuttosto rileggi i tuoi scritti correggendo analisi e sintassi.
In V elementare avresti preso un 6–, all’esame di III media t’avrebbero respinto.
Per il resto rimane pochino ed è lampante quanto sei impreparato in materia.
Spesso si farebbe molto meglio tacendo.
yaoohhnnn
5 marzo, 2009 at 18:02
Grazie del consiglio
Franco, de nome e de faitu
5 marzo, 2009 at 18:42
@ Yaoohhnnn:
vedi, nel mio precedente m’è “sfuggito” di informarti (e quindi di informare tutti) che io in effetti HO SOLO la licenza elementare. Chi ha orecchio intenda.
Comunque è vero, sì: spesso,(ma moooolto spesso) si farebbe molto meglio a tacere ma, suppongo che ciò non valga solo per il sottoscritto, ma valga per tutti vero ?
Allora siamo in parecchi, su questo blog, ad essere in tale condizione.
Nuovamente: grazie.
Franco, de nome e de faitu
5 marzo, 2009 at 18:57
Corrispondi perfettamente al parco buoi dove attinge voti il Re (ex Principe).
Bravo Franco!
belin che ti strannega
5 marzo, 2009 at 19:20
Guarda: lo sospettavo che era soltanto una questione di “pigrizia”
si dice “CHE FOSSE” non “CHE ERA”
IMPARA LA GRAMMATICA, CAPRA!
Sgarbi
5 marzo, 2009 at 20:32
certo che qui tra: belin che ti strannega, franco de nome e de faitu, sgarbi, ciccioformaggio, menscevico e compagnia cantando, avendo del tempo da perdere c’è proprio da scompisciarsi dalle risate; ma dove sono capitato !
Ma da dove viene questa gente quì.
doriandrea
5 marzo, 2009 at 22:24
benvenuto!
Menscevico
5 marzo, 2009 at 22:27
franco sei una palla colossale
il merovingio
6 marzo, 2009 at 11:27
Grazie del complimento, merovingio, me l’hanno già detto tanti; vai tranquillo che non hai fatto una grande scoperta!
Franco, de nome e de faitu
6 marzo, 2009 at 12:28
Per Sgarbi
Ma che bravo!; ma sei stato proprio un “essere” bravo bravissimo nell’individuare un così ben celato errore grammaticale!! Peccato che ti sei “nikato/a” Sgarbi perché non so se sei M o F, ma in tutti i modi faccio finta che tu sia M. Scusa: ma cosa intendi con questo Sgarbi? Intendi dei buchi o degli sgarbati ? (questi ultimi derivanti, appunto, dagli sgarbi) .
Qualsiasi cosa tu possa intendere, se permetti, proverei a proporti una soluzione:
ti consiglierei di farti prescrivere un bel paio d’occhiali da vista ovvero di cambiarli, se già li usi; sai, specchiandoti hai detto “CAPRA” poiché non vedesti bene che l’immagine riflessa nello specchio non era una capra, bensì un bel somaro che raglia solo quando sente ragliare gli altri!; con ciò, però, non voglio asserire che tutti gli altri siano somari.
Sei per caso stato interpellato tu? Si vede che non conosci l’undicesimo comandamento.
Ha ragione il Sig. doriandrea a chiedersi dov’è capitato; anch’io da qualche tempo me lo ho cominciato a chiedermelo ed ho sempre più la ferma convinzione di essere capitato (salvo qualcuno) in un asilo infantile o, peggio, in un circolo per down (senza, per nulla, voler offendere quei poveretti).
Comunque, per calmare gli animi, invito a prendere in considerazione il modo
di comportarsi di certi letterati Arabi e cinesi: l’inserire qualche piccolo errore d’ortografia o grammaticale, allo scopo di non apparire “troppo saccenti”.
Franco, de nome e de faitu
6 marzo, 2009 at 12:29
hai visto Sgarbi, per la tua gioia ho inserito qualche altro errore grammaticale, o di sintassi o come tu preferisci; divertiti ad individuarli, vai.
Franco, de nome e de faitu
6 marzo, 2009 at 12:33
Per Yoohoohh (Yaoohhnnn)
Post:
”Non metterti in cattedra evidenziando gli errori di PierCarLOL, piuttosto rileggi i tuoi scritti correggendo analisi e sintassi.
In V elementare avresti preso un 6–, all’esame di III media t’avrebbero respinto.
Per il resto rimane pochino ed è lampante quanto sei impreparato in materia.
Spesso si farebbe molto meglio tacendo.”
Risposta:
Con troppa leggerezza ho sorvolato il post qui sopra riportato; considerando che in V^ elementare, come tu scrivi, avrei preso un 6-, debbo riconoscere che la scuola è diventata un’istituzione estremamente seria; come mai è così negativamente criticata, circa la basilare istruzione?, ……..e gli insegnanti la penserebbero tutti come te? Complimenti; vivissimi complimenti a quegl’insegnanti intransigenti, nonché integerrimi ! Allora, se all’esame di III^ media m’avessero respinto……, trova fondamento che “le sinistre” sono propense (come i preti) a che la gente meno abbiente rimanga ignorante. O che tu dici?!, grullo! (grullo, ma in senso bonario).
Ora basta perchè meritate (ma non proprio tutti)di essere ignorati.
Stateve bbuono; i the-runs dicono così e fra voi immagino ce ne siano parecchi.
Franco, de nome e de faitu
6 marzo, 2009 at 15:00
Ma della FUSIONE NUCLEARE, la cosiddetta energia pulita, inesauribile, a buon mercato e dal rendimento ultra, non se ne è più saputo niente?
Mi ricordo che da qualche parte (forse in Russia) c’era un reattore sperimentale (TOKAMAK o qualcosa del genere) che aveva dato buoni risultati… anche in Occidente doveva essere stato cominciato un esperimento. Forse non avrebbe concesso guadagni stratosferici a nessun monopolio, giacchè la materia prima (l’idrogeno, che si trova dappertutto) è prontamente disponibile e costa niente?
Scusate l’ignoranza… è quanto rimane della “valigia dei sogni” di un ragazzo degli anni 70.
(@Franco e Sgarbi: Bbbbbeeeeeèèèèèè! Bbbbeeeeeeèèèèèè!)
Ballesecche
6 marzo, 2009 at 15:00
No, no proprio non posso; (e qui ho proprio tolto i freni inibitori) Ballesecche non merita di essere ignorato ma merita di essere informato che, nonostante la Sua autorizzazione, Imperiaparla non mi ha mandato il Suo indirizzo di posta elettronica (detesto l’albionica denominazione “e-mail”), nonostante glielo abbia richiesto in diversi modi, ragion per cui, stu gottu, ce lo possiamo bere solo virtualmente. E pensare che senz’altro sarebbe stato un piacere incontrarci, soprattutto perché, tutto sommato, ci si capirebbe meglio.
Il verso che hai dedicato a me ed a sgarbi mi ha rammentato una discreta barzelletta che, con piacere, te la voglio far leggere (la possono leggere anche gli altri oh, ci mancherebbe).
Eccola qui di seguito:
Si intitola: LA PRIMA VOLTA
Come si comporta la giovane pecorella, diciamo vergine, la prima volta che viene portata alla monta ?
Da alcune osservazioni sembra si comporti nel modo seguente:
Durante i primi 30 secondi:BBBEEEEEEEEEEEEH!!!!!!! BBBBBBEEEEEEEEEEEEH !!!!! BBBBBBEEEEEH !!!!!
Trascorsi 30 secondi: BBBEEEEEH !! BBEEH !! BEH !!
Dopo 45 secondi: beeh beeh
Dopo 1 minuto: beh…… beh……….be…..bè
Dopo 75 secondi: Mbè…….MMMMMBE’ ……….MMMMMMMMMBE’
Dopo 80 secondi: e mbè ? Hai già finito ?
Franco, de nome e de faitu
6 marzo, 2009 at 16:39
mamma mia
il merovingio
6 marzo, 2009 at 19:14
forse la contaminazione nucleare crea gia i suoi effetti…
unoqualunque
7 marzo, 2009 at 10:13
e pensare che il post è davvero interessante e offre grandi spunti di riflessione..
vecchi
7 marzo, 2009 at 10:35
Scusate ancora la mia invadenza (poi porto via il b….. da questo sito). Col dovuto permesso vorrei formulare gli auguri a tutte le “vostre” donne (sorelle, mamme, amiche, cugine, nipoti…..e chi più ne ha più ne metta) per la ricorrente loro festa che, com’è ormai noto, cade domani. Le mimose: andatele a raccogliere; ce ne sono tante sulla strada per Artallo; lungo corso Roosevelt; lungo la strada Gorleri-Oneglia; lungo la strada e poco prima di entrare in Seborga; sulla strada che da Piani va in Bastera; lungo la mulattiera che da Dolcedo va a S. Brigida; sulla strada Diano Marina-Gorleri (passando per D. Calderina, D. Muratori, D. Serreta); Sulla strada Alberga-Garlenda; a Capo mimosa; sulla strada Arma di Taggia-Taggia; a La Mortola inferiore (giardini Hanbury); sulla mulattiera Pornassio-Case Rosse e nel giardino di mio cugino, a Pigna (ma lì state attenti perché ci sono le mine anti-uomo). Se proprio non sapete dove andarle a prendere sono anche al mercato coperto di Porto Maurizio; lì ce le trovano tutti, anche quelli “contaminati dal nucleare”. Quindi alzate le chiappe da quella sedia prospiciente il monitor e cominciate a darvi da fare, se ancora non l’avete fatto.
………purtroppo la contaminazione nucleare provoca anche questo (…..).
Ah dimenticavo, per l’ultima volta che scrivo il commento uso il nuovo nik: quello che involontariamente mi ha affibbiato il merovingio.
Saluti
Palla colossale
7 marzo, 2009 at 14:27